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20/12/2013
Europa - O Rapto de Europa

Un’ Europa Bipolare.

A Bipolar Europe

Il Summit Europeo di Bruxelles ha introdotto diverse iniziative sulla cooperazione bancaria (non proprio un’unione bancaria…)  che investe i diciassette stati membri dell’unione monetaria euro. Benché timide queste iniziative iniziano a riempire uno squilibrio –logico più che politico- verso un’unione economica più funzionale.

Trasferire più controllo e potere d’intervento da ciascuna banca centrale nazionale alla BCE fa si che le crisi siano più gestibili e da maggiore impeto all’Unione nel suo complesso. L’immediato peggioramento dell’ outlook da parte di Standard & Poor prova soltanto che i mercati finanziari continuano a preferire l’anarchia alla regolazione razionale. Naturalmente a prescindere dalla persistente debolezza dell’economia europea nel suo complesso.

Inoltre il vertice ha iniziato a concentrare l’attenzione sull’anno 2014 dell’Europa che ha nel suo calendario l’uscita di scena sia di Van Rompuy che di Barroso ed il rinnovo di tutte le posizioni di vertice a Bruxelles. La cooperazione nel settore Difesa era ugualmente in agenda e di nuovo alcuni piccoli progressi sono stati fatti nella riduzione delle duplicazioni, nel rafforzamento del coordinamento, nella riduzione della competizione sui mercati terzi. Comunque, la difesa rimane una delle aree in cui il peso della sovranità nazionale rimane più pesante. In aggiunta a ciò lo scenario europeo deve aggiustarsi all’ “eccezione” Britannica: l’Inghilterra rimane ora e per sempre divisa tra la “lealtà” europea ed il rimanere un membro fondatore della comunità anglosassone, specificatamente forte in tutto il coordinamento di intelligence…

E, tra l’altro, la Gran Bretagna ha un accordo bilaterale di cooperazione con la Francia, mentre entrambe rimangono le sole potenze nucleari dell’Europa Occidentale.

Il quadro è reso più complicato da una crescente frattura bipolare che non è il classico confine tra l’Europa settentrionale e l’Europa mediterranea bensì tra l’Unione Europea e il revanscismo russo diretto da Putin: l’Ucraina è l’attuale laboratorio di questo conflitto. Il supporto popolare in Ucraina è per l’accessione all’Unione Europea, tuttavia da una parte l’approccio burocratico europeo ha frustrato l’entusiasmo ucraino, e dall’altra, Putin è stato pronto a supportare finanziariamente il dittatore Yanukovich e a garantirgli forniture energetiche a buon prezzo. Questa frattura in Europa cresce giorno per giorno grazie alla flessibilità dello stesso Putin; la grazia concessa al suo arcinemico Khodorkosvski è la notizia del giorno. Secondo lo stesso Putin più di dieci anni in prigione sono “una punizione sufficientemente dura”… ma anche sullo scenario globale la Russia sta ottenendo i risultati: il salvataggio della Siria di Assad è uno. In contrasto l’Unione europea rimane timida e incerta mentre gli interventi francesi nel Mali e altrove rimangono partite locali.

La verità è che l’Europa sta uscendo – se questo è il caso – dalla “Grande Crisi” mentre ha perso la sua specifica credibilità come aggregazione regionale solidale capace di unire prestazioni economiche, partecipazione politica e benessere. La superiorità statunitense – almeno quanto a ripresa economica – è evidente. L’incertezza europea non ha aiutato. Gli errori fatti ( l’Italia è un chiaro caso di studio…) hanno aperto la strada a molte forze negative: non soltanto Putin, ma l’ungherese Orban e – più vicino a noi- gente come i leghisti Maroni e Salvini, con l’aggiunta di diversi movimenti neofascisti.

Auguriamoci che l’Europa possa invertire questa tendenza negativa con un nuovo approccio fin dal prossimo anno elettorale.

The Brussels European Summit introduced a few initiatives on banking cooperation (not exactly a banking union) that affect the 17 member states of the  Euro currency union.   Although timid, those initiatives start to fill a gap – logical more than political – towards a more functional economic union.

Transferring some control and interventional powers from each national central bank to ECB make crises more manageable and give more impetus to the Union as a whole.  The immediate downgrading by Standard and Poor proves only that financial markets still prefer anarchy to rational regulation.  Besides, of course, the persistent weakness of the European economy as a whole.

Furthermore, the summit began to focus on the 2014 European year that has in its calendar the exit of both Mr Van Rompuy and Mr Barroso and the renewal of all the top positions in Brussels.   Defense cooperation was also on the agenda and again some moderate progress has been made to reduce duplication, strengthen coordination, reduce competition on third markets.   Still, defence remains one of the areas where the burden of national sovereignty is more heavy.  In addition to that, the european scenario has to come to terms with the British “exception”:  England remains now and forever split between european “loyalty” and being the founding member of the Anglo-Saxon community, particularly strong in any intelligence coordination…

And, by the way, Great Britain has a bilateral agreement with France: both being the only nuclear powers in Western Europe.

The scenario is made more complicated by an increasing bipolar divide that is not the classic line between Northern Europe and Mediterranean Europe but between the European Union and the Russian “révanche” led by Putin: Ukraine is the present laboratory of this conflict.   The popular support in Ukraine is for joining the Union, but on one side the European burocratic approach frustrated Ukranian enthusiasm and on the other Putin was quick to financially support the dictator Yanukovich and to grant him cheaper energy supplies.   This divide is increasing day by day due to Putin’s swiftness: the pardon granted to his archi-rival Khodorkovski is the news of the day.   According to Putin more than ten years in jail is “a heavy enough punishment”…  Bur even on the global scenario Russia is getting results: the rescue of Assad’s Syria is one.   By contrast the EU remains timid and uncertain while the French interventions in Mali and elsewhere  are a local game.

Truth is that Europe is coming out – if this the case – from the “big crisis” having lost its particular credibility as the “compassionate” Union capable of joining economic performance, polical participation and welfare.   US superiority – at least in economic recovery – is striking.  European uncertainty is also unhelpful.    The mistakes made (Italy is a clear “case study”…) opened the way ro several forces: not only Putin, but the Hungarian Orban and – closer to us – people like Maroni and Salvini from the Northern League plus several neo-fascist movements.    Hopefully Europe can reverse this backward trend with a new approach in this coming electoral year.

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