Archivio articoli

04/06/2014
tia_2232234b

Tian An Men Dopo Un Quarto Di Secolo

Tian An Men Square After A Quarter Century

Ero a Piazza Tian An Men – proprio al centro di Pechino di fronte alla Città Proibita e di fronte al gigantesco ritratto del Presidente Mao- quando 200.000 cittadini iniziarono una pacifica rivoluzione per la modernizzazione e la democratizzazione.

Ma questo accadde nella notte tra il 4 e il 5 Aprile 1976, cioè tredici anni prima dei famosi “incidenti” di Tian An Men e  la sanguinosa repressione vista in diretta in tutto il mondo attraverso le trasmissioni tv: “ gli studenti contro i carri armati”. Nel 1976 una nuova “ Lunga Marcia” era cominciata e l’obbiettivo era lo sviluppo economico e nazionale.  Il protagonista era il Primo Ministro Tzou  Enlai, ricordato con migliaia di fiori bianchi posti sul Monumento degli Eroi. Il nemico era la “Banda dei Quattro” ed il Maoismo pietrificato, il “buono” era Deng Xiao Ping.

In una corretta sequenza marxiana, la struttura (le forze economiche) si sviluppava e in poco più che un decennio il nuovo obbiettivo era intorno alla democrazia ed ai diritti dei cittadini. Il 4 giugno 1989 è il giorno emblematico della fine brutale di questo “naturale” ,storico cambiamento: una fine brutale imposta de un’oligarchia, autoproclamatasi Partito Comunista Cinese. Fine della storia. Per  il momento.

E non è casuale che entrambe le date – 1976 e 1989- siano le memorie proibite del popolo Cinese. Nel frattempo la Repubblica Popolare Cinese è salita allo status di prima (per PNL) potenza al mondo. Se questo è il quadro schematico di quasi mezzo secolo nella storia della Cina  (e del mondo..), il mio ricordo va a due episodi minori di quella notte di aprile a pechino. Il primo è il seguente. Stavo attraversando la piazza in auto cercando di dare un’occhiata alla folla. A un certo punto un ragazzo ha aperto la portiera, ha controllato la mia espressione e mi ha lasciato andare. Successivamente – alcuni mesi dopo-  stavo visitando uno dei “gioielli” dei Maoismo (la comune agricola di Dazhai nel gelido nord della Cina dove “volontari”  incredibilmente coltivavano riso…) e la mia guida era lo stesso ragazzo di Piazza Tian An Men. In attesa di giorni migliori che in qualche modo non sono mai arrivati.

Il secondo ricordo è quello di mia figlia (allora di soli tre anni) che intonava incessantemente “Deng Xiaoping dadao” – “abbasso Deng Xiaoping” : quella era la lezione di quei giorni negli asili…

Oggi, un quarto di secolo dopo,  la simbolica foto di uno studente faccia a faccia con un carro armato ( e dopo chissà quante vittime di quella repressione nel sangue) , la più legittima domanda è (in Cina e altrove…anche molto vicino a noi…) quando l’umanità avrà il diritto di conoscere la verità?  O perlomeno continuarne la ricerca….

I was in Tian An Men Square – right in the Center of Beijing just in front of the Forbidden City and facing Chairman Mao’s gigantic portrait – – when two hundred thousand citizens started a peaceful revolution for modernization and democratization.

But this happened in the night between April 4th and 5th 1976, that is 13 years before the famous Tian An Men “riots” and the bloody repression seen in worldwide tv broadcasts: “students against tanks”.    In 1976 a new “Long March” had started, and the focus was on economic and national development. The featured person was the just deceased Prime Minister Zhou Enlai,  remembered with a thousand white flowers set on the Heroes’ Monument.     The enemy was the “Gang of Four” and ossified “Maoism”, the “good guy” was Deng Xiao Ping.

In a correct marxian sequence, the structure (the economic forces) developed and in little more than a decade the new focus was on democracy and citizens’ rights.      June 4th 1989 is the tag day of the brutal end to this “natural”, historic development: a brutal end imposed by an oligarchy, the self proclaimed Chinese Comunist Party.    End of the story.  For the moment.

And it is not accidental that both dates – 1976 and 1989 – are the forbidden memories of the Chinese people.   In the meantime the Peoples’s Republic of China has risen to the status of first (for GNP) power in the world.     If this is the broad sketch of almost half a century in the history of China (and the world…), my memory runs to two minor episodes of that April night in Beijing.   The first is the following.  I was crossing the square by car trying to catch a glimpse of the crowd. At one point a young guy opened the door, checked my expression and let me go.   Then – several months afterwards – I was visiting one of the “jewels” of Maoism (the rural commune of Dazhai in the freezing Northern China where “volunteers” unbelievably grow rice…) and my guide was the same guy of Tian An Men square.   Waiting for better days that somehow never came.

The second memory was of my daughter (then three years old) singing incessantly “Deng Xiaoping dadao” – “down with Deng Xiaoping”: that was the lesson in kindergarten those days…

Today, a quarter century after the iconic photo of a student facing a tank (and who knows how many victims of bloody repression), the most legitimate question is (in China and elsewhere… also very close to us…)  when will mankind will be allowed to know the truth?    Or at least to continue the search for it…

Fatal error: Uncaught Exception: 12: REST API is deprecated for versions v2.1 and higher (12) thrown in /web/htdocs/www.cosmopolitaly.net/home/wp-content/plugins/seo-facebook-comments/facebook/base_facebook.php on line 1273