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13/11/2012

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“I fantastici cinque”. Così è stata autocelebrata sul web con una vignetta astro-fiction la performance televisiva – fantasiosamente definita dibattito – tra i cinque contendenti alle primarie del centro-sinistra italiano.   In breve: come gli americani, forse meglio degli americani.      Fosse stato architettato in un Paese di nuova democrazia dell’Europa orientale, passi, ma nell’Italia Repubblica dal 1946 e con la Costituzione del 1948 nonché della grande stagione della politica a cavallo tra i ‘60 e i ‘70 del secolo scorso, l’Italia già di Einaudi De Gasperi e Togliatti,  lo spettacolo fa leggermente paura.

Spiega Marco Lodoli che i giovani, gli studenti, vanno ad una velocità diversa, stentano a capire ciò che è stato (anche da Dante a Leopardi passando per Michelangelo e Galilei, per non parlare di Savonarola, Caravaggio e Giordano Bruno) ed in fondo non gli interessa.   E ti credo: con i “maestri” attuali.   Due inarrivabili perle del confronto-confessione: Papa Giovanni nume tutelare dell’ex comunista Bersani e Renzi che si affida a Mandela ovvero “Stinchi Bilinchi” ad un forte messianico leader nero prototipo dell’Uomo verticale” (a proposito aveva parlato ad Arcore di questi suoi gusti con il Cavaliere?)

Certo l’incontro-presentazione presentava una sola parte di quella che oggi nella superprovinciale italia si definisce “offerta politica”: così hanno vinto da soli.  Insomma era solo training in vista del grande match della “governabilità”.   E poi, in fondo, chi hanno di fronte….

 

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