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22/07/2013
struzzicut

Rapimenti ed inconsistenza

Kidnapping and inconsistency

Il rapimento kazako di una donna e della sua figlioletta ( con il pieno sostegno delle Autorità di polizia italiana) e gli eventi connessi, hanno mostrato – aldilà di ogni dubbio – l’inconsistenza della politica estera italiana. La totale assenza di strategia, così caratteristica degli affari interni italiani, è stata a pieno applicata alle questioni internazionali.

I “risultati” sono sotto gli occhi di tutti: dal fiasco indiano nel caso dei Marò che ha condotto la (fortunata) sparizione del peggior Ministro degli Esteri di sempre, l’ex ambasciatore a Washington, il “nobile” ultra-destro  Giulio Terzi di Sant’Agata, alla consegna kazaka di ostaggi innocenti per continuare con il gigantesco acquisto di aerei d’attacco ( i Looked F35). Tutto ciò testimonia l’erratica, quasi cieca, percezione del ruolo dell’Italia nel mondo d’oggi. Tanto per dare un esempio i politici italiani separano difesa e opzioni di sicurezza dagli affari esteri e dai doveri costituzionali. E questo incredibile Parlamento uscito fuori dal “porcellum”( ovvero la legge elettorale del maiale) approva qualunque cosa e dice qualunque cosa.

L’affare kazako in cui l’Italia ha mostrato che persino il rispetto dei diritti umani, gli impegni internazionali, persino la verità, sono negoziabili, dimostra a pieno la nostra inconsistenza nazionale. Il risultato finale (?) è che questo “inaudito” episodio (per usare l’enfatica terminologia del Capo di Stato) si è chiuso  senza alcuna sanzione politica o chiarificazione per amore della sopravvivenza del Governo Letta. Un Gabinetto dove “tutte le pecore sono grigie…” in breve: lo scopo comune è “sopravvivere”, la Nomenklatura, non il Paese. E naturalmente Berlusconi deve rimanere al di sopra delle proprie disavventure giudiziarie.

Di più, anche questa vicenda si sta già tramutando in farsa con il partito di Berlusconi che chiede un maggior numero di ministri per “risarcire” l’ “umiliazione” delle critiche al Ministro degli Interni ( nonchè vice premier e segretario del PDL)  Angelino Alfano, un poco noto giovane avvocato “misteriosamente” salito dalla Sicilia meridionale fino al vertice politico italiano. Peraltro neppure una parola è stata detta sull’evidente necessità di coordinamento su queste faccende con il Ministero degli Esteri: l’Italia deve continuare a vivere in un “vuoto” immaginario…un vuoto in cui un qualunque ambasciatore kazako a Roma, il signor Yelemessov, può dare “istruzioni” alle autorità italiane: naturalmente senza reazione alcuna eccettuata una piena ubbidienza fino all’aereo che riportava indietro ad Ashtana gli “ostaggi”. Tra l’altro, quest’atteggiamento prostrato ( quando avremmo potuto dire “no”) è l’opposto della vuota arroganza mostrata alle autorità indiane ( quando eravamo dalla parte del torto a causa dell’uccisione dei pescatori indiani). Evidentemente questo comportamento erratico non si concilia con la dignità nazionale.

Nel frattempo non soltanto la situazione economica interna sta peggiorando giorno per giorno e l’azione del Governo si limita agli “ annunci”, ma la repressione delle proteste sociali e civili diventa sempre più “muscolare”. Perciò è facile dare ragione alla “profezia” di Casaleggio, il guru del Movimento 5 Stelle, secondo il quale il prossimo autunno sarà una difficile, molto difficile stagione in Italia. 

The Kazhak kidnapping of a woman and her little daughter (with the full support of the Italian police Authorities) and the related events have shown – beyond any doubt – the inconsistency of Italian foreign policy.    The total lack of strategy, so characteristic of Italian home affairs, has been fully applied to international affairs.

The results are in plain view: from the Indian fiasco in the “Marò” case that led to the (fortunate) disappearance of the worst Foreign Minister ever, the former Ambassador to Washington, the “noble” ultra-rightist Mr Terzi di Sant’Agata,  to the Kazhak rendition of innocent hostages, to continue with the enormous purchase of attack planes (the Lockeed F35), all this testifies to an erratic, almost blind perception of Italy’s role in today’s world.    Just to give an example, Italian politicians split defence and security options from foreign affairs and constitutional duties. And this unbelievable Parliament (stem out from the “porcellum” – Pig’s – electoral law) approves whatever and says whatever.

The Kazhak affair, where Italy showed that even the respect of human rights, international conventions, and even truth is negotiable, fully demonstrates our national inconsistency and the final result is that this “unprecedented” episode (to use the emphatic wording of the Head of State) goes without any political sanction and clarification for the sake of survival of Mr Letta’s Government, a Cabinet where “all the sheep are grey…”.  To summerize: The common goal is survival:  of the nomenklatura, not of the country.  And of course Mr Berlusconi should remain above any judicial misadventures.

Moreover, this vicicissitude is already turning into farce with Berlusconi’s Party demanding more ministerial positions to “compensate for” the “humiliation” by critics to the Home Minister (and Vice Premier, and Secretary of the right wing Party) Mr Alfano, an obscure young lawyer misteriously raised from Southern Sicily to the Italian political summit . On the other hand, not even a word is pronounced on the evident need of coordination in this kind of affairs with the Foreign Ministry: Italy should go on living in an imaginary “vacuum”…  A vacuum where a Kazhak Ambassador in Roma (Mr Yelemessov) can give instructions to Italian authorities – of course without any reaction besides full obedience,  up to the plane taking the “hostages” back to Ashtana.   And – by the way – this prone attitude (when we could say “no”) is the opposite of the empty arrogance shown to the Indian authorities (when we were on the wrong side because of the killing of Indian fishermen).   Clearly this erratic behaviour cannot reconcile any national dignity.

In the meantime not only is the economic situation getting worse day by day and government’s action is limited to “announcements”, but the repression of social and civic protests is  becoming more and more “muscular”.  Therefore is easy to agree with the prophecy of Mr Casaleggio (the guru of the Five Stars movement) that the coming autumn will be a difficult, very difficult, season in Italy.

 

 

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