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30/07/2013
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Periferia d’Europa.

The Periphery of Europe

L’orgoglio nazionale italiano ha accettato nel passato l’inclusione nel gruppo dei “PIGS” (Portogallo, Italia, Grecia, Spagna):  dopotutto si trattava soltanto di un acronimo, niente di veramente velenoso per il nostro status in Europa e nel mondo. Ma ora la situazione sta peggiorando: il Fondo Monetario Internazionale ci sta collocando nella “periferia” d’Europa (con più o meno tutti gli altri PIGS più l’Irlanda) e ciò viene pienamente giustificato con gli indicatori economici ed inoltre con la mancanza totale di visione e di progetti.

Va ricordato che verso la fine del secolo scorso – meno di 30 anni fa – il nostro Prodotto Nazionale Lordo era più grande di quello della Gran Bretagna, mentre la Francia era molto prossima. Ora meritiamo un posto nella “periferia” e la previsione per quest’anno 2013 è -1,8%, mentre l’Eurozona (inclusi noi e gli altri PIG) è -0,6%. Dunque l’Italia è uno dei “best performer” ma in senso negativo.

Come al solito, l’opinione del Fondo Monetario è stata presa come un affronto, infondato dal momento che l’Italia è un membro storico e un promotore dell’integrazione Europea e così via… ancora una volta zero autocritica e zero analisi sulle ragioni politiche e strutturali di questa “dèbacle”. Nel frattempo il “giovane” Primo Ministro Letta  sta preparando un altro piano di privatizzazioni, previsto per il prossimo autunno. La formula, il formato, sono sempre gli stessi: regali a industriali incompetenti che ricevono “gioielli” pubblici dallo Stato, pagano con denaro dalle banche e – prima o poi-  se ne vanno. Il risultato è che negli ultimi vent’anni l’Italia ha prodotto parecchi “super ricchi” e nessuna ricchezza nazionale. Questa non è un’opinione “estremista” bensì un onesto giudizio che viene da un signore membro di una nota famiglia di industriali.

Peccato che nessun raggruppamento politico abbia la medesima candida franchezza. Può darsi che costoro siano troppo occupati con i loro giochi machiavellici fuori moda…

Dunque nessuna sorpresa per questo scivolamento dalla serie A alla periferia. Noi abbiamo semplicemente perso l’opportunità di procedere con un doppio e interconnesso obiettivo: modernizzare questo incompleto paese e al tempo stesso inserirlo intelligentemente nel processo di globalizzazione. D’altro canto un così chiaro “Masterplan” richiede una seria classe dirigente. E noi non ne abbiamo nessuna.

Per divertente coincidenza durante questo dibattimento sui paesi europei periferici il Primo Ministro Letta stava visitando Atene. Ancora una volta una furba ma banale opportunità di preparare l’anno Europeo 2014 (elezioni del Parlamento Europeo e nomina dei nuovi dirigenti della Commissione, “doppia” Presidenza Greco-Italiana). La carta fortunata per entrambi i leader è lo spirito del Partenone.

The Italian national pride has accomodated in the past with the inclusion in the “PIGS” group (Portugal, Italy, Greece and Spain”): after all, it was just an acronym, nothing really poisonous for our status in Europe and in the world.    But now the situation is getting worse: the International Monetary Fund is putting us in the “periphery” of Europe (with more or less  all the other Pigs plus Ireland).  And this is plainly Justified with the economic indicators, plus the total lack of vision and projects.

We must remember that al the end of the last century – less than  thirty years ago – our GNP was bigger than the British, and France was very close.    Now we deserve a place in the “periphery” and the forecast for this year 2013 is minus 1,8%, while the Eurozone (including us and the other PIGS) is minus 0,6.   So Italy is one of the “best performer” but in the negative way.

As usual, the Monetary Fund advice was taken as “personal”, unfounded considering that Italy is an historical member and promoter of the European integration and so and so forth.   Once again zero self-criticism and zero analysis on the political  and structural reasons of this “débacle”.    In the meantime the “young” Premier Mr Letta is “preparing” another plan of privatization scheduled for the nezt autumn.    The formula, the format  is always the same: gifts to incompetent industrialist who get public “jewels”  from the State, pay with money from the banks and – soon or later – run away.  The result is that in the last twenty years Italy produced a few superwealthy people and zero national wealth. This is not an “extremistic” opinion but a honest judgment from a guy coming from an “industrialists family”.

It’s a pity that no political entities have this candor.   Maybe they are too busy with their out of fashion Machiavelli games…

So no surprise for this shift from the Premier League to the periphery.  We simply totally miss the opportunity to move forward with a double interconnected goal: modernize this unfinished Country and put it wisely in the globalization process.   But this clear masterplan needs a serious leading class.  And we don’t have any.

In a funny coincidence, during this “debate” on “peripherical” European Countries, Premier Letta was visiting Athens.   Once again a “smart”, trivial opportunity to prepare   the European year 2014 (elections of the Parliament and relevant positions in the Commission, “double” Presidency Greek.Italian).  The spirit of the Parthenon is for both leaders the lucky card….

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