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12/03/2013
TOPSHOTS-VATICAN-POPE-RESIGN-ST PETER

Nubi su Roma. Il conclave apre e la crisi politica si aggrava.

Clouds over Rome. The Conclave opens and the political crisis deepens.

Oggi si chiudono le porte della cappella Sistina e in un paio di giorni (almeno stando a i precedenti degli ultimi 100 anni) una fumata bianca sopra la Basilica di San Pietro annuncerà che un nuovo Papa regnerà sull’ Urbe (Roma) e sull’ Orbe (il mondo cattolico).
Questo breve intervallo conferma le vere intenzioni dietro le dimissioni di Papa Benedetto: un cambio di passo nei confronti della drammatica crisi della chiesa romana e della sua leadership religiosa. (spirituale?). Sull’altro versante qualche settimana sarà necessaria per verificare se l’Italia sta andando più giù nell’attuale “buco nero” o se possiamo mantenere qualche speranza.

I due avvenimenti non sono ovviamente collegati, anche perché il Vaticano ha perso gran parte della propria influenza sugli affari italiani a causa dell’ostinato sostegno dato dai vescovi italiani al meno morale di sempre Primo Ministro ( Berlusconi), ma l’impatto che ogni cambiamento nella Chiesa è ritenuto trasferire all’atmosfera spirituale italiana (non solo fra i credenti, ma nel pubblico in generale) è ancora sentito. Questo è accaduto anche alla metà del secolo scorso, quando Papa Giovanni XXIII ha aperto il Concilio Vaticano II, dando il via (o unendosi) a una grande stagione di cambiamenti mondiali. E quel genere di esaltazione è ciò di cui abbiamo disperatamente bisogno in un momento cupo come quello attuale.

Non sbagliamoci: il secondo mandato del Presidente Obama sta lentamente affondando nelle sabbie mobili, i problemi irrisolti e le contraddizioni mondiali non possono essere risolti con i tagli “automatici” di bilancio o con i Droni. Le Primavere Arabe stanno svanendo, il “sogno” dell’Europa è in ceneri, l’Onu mantiene una leadership zero, il dialogo spirituale e religioso è anch’esso prossimo allo zero, gli “stati canaglia” restano gli stessi. E cosi via.
Di fronte a tutto ciò abbiamo molte ragioni per aspettare la “fumata bianca”: che sia il sorridente Timothy Dolan ( ma che impatto potrebbe avere un Papa “americano” nel contesto dell’impero americano e degli scandali delle violenze all’infanzia nella chiesa?) ovvero un “ nuovo” Vescovo dal terzo mondo? O il cardinale Scola da Milano? Ciò che è necessaria è la visione- e speranza- bene aldilà degli affari finanziari del Vaticano.

Infine la commedia interna italiana sta virando in una farsa in cui il “cieco”, e il “sordo” pretendono di condurre fuori della crisi (ma lo sanno che l’Italia è nella peggior recessione di sempre?) un paese di sessanta milioni di persone che (un tempo) era il “centro” del mondo. Potrebbero –almeno- fare meno danno di quanto ne abbiano già fatto?

Today the gates of the Sistine Chapel will close and in a couple of days (at least according to the records of the last 100 years) white smoke over Saint Peter’s Basilica will announce that a new Pope will reign in the “Urbis” (Rome) and the “Orbis” (the Catholic World). This short delay confirms the real intentions behind  Pope Benedict’s resignation: a change of pace with regard to the dramatic crisis of the Roman Church and of her religious (moral?) leadership. On the other hand, a few weeks will be needed to confirm if Italy is going to go deeper into the present “black hole” or if we can keep some hope.

The two events are obviously not linked, also because the Vatican has lost most of its influence on Italian affairs due to the staunch support of the Italian bishops to the least moral Prime Minister ever (Mr Berlusconi), but the impact that any change in the Church is likely to transfer to the Italian spiritual atmosphere (not only among believers but in the general public) is still felt.  That was the case in the middle of  the last century when Pope John the 23rd opened the Vatican Council II, opening the way (or joining it…) to a great season of worldwide changes.  And that kind of excitement is what we desperately need in a moment as dull as the present one.

Make no mistake: President Obama’s second term is slowly sinking in quicksand, unresolved problems and world contradictions cannot be solved with “automatic” budget cuts or with drones, Arab Springs are fading, Europe‘s “dream” is in ashes, the UN retains zero leadership, spiritual and religious dialogue is also close to zero, “Rogue States” remain the same.  And so forth.

In the face of all this, we have plenty of reasons to await the “White Smoke”: be it the smiling Timothy Dolan (but what impact can an “American” Pope have vis à vis the American Empire and the child abuse scandals of the church?) or a “new” Bishop from the Third World or Cardinal Scola from Milan. We need  vision  – and  hope – well beyond the financial affairs of the Vatican.

Lastly this domestic Italian comedy is turning to farce where “the blind” and “the deaf” pretend to lead out of the crisis (but do they know that Italy is in the deepest crisis ever?) a country of sixty million people that (once) was the “center of the world”.   Could they – at least – do less harm than they have already done?

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