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15/02/2013
pinocchio364

Manette, recessione e un’idea di Paese

Handcuffs, recession and the idea of a nation

Proprio nel momento in cui il Presidente della Repubblica Italiana entra nella Casa Bianca su invito del Presidente degli Stati Uniti d’America l’Italia  si trova di fronte (dieci giorni prima del grande turno elettorale) una delle peggiori situazioni mai incontrate: la recessione e la disoccupazione sono quattro volte più alte della media europea, le manette utilizzate dalla magistratura appaiono come l’unica risposta praticabile. O meglio, l’unica azione in vista, mentre il dibattito politico gira intorno alla “fondamentale” questione del sesso degli angeli (la politica professionale contro la politica della gente).

Dopo due decenni, non siamo in una posizione migliore rispetto a quella degli eventi di “Mani Pulite” che hanno chiuso la “Prima Repubblica” all’inizio degli anni 90 e hanno aperto la “Seconda Repubblica” (largamente caratterizzata dall’ “Era Berlusconi”). Ma in un momento decisamente peggiore: i “fondamentali” economici stanno crollando, l’ex primo Ministro Monti (tuttora in carica) viene accusando il sindacato più rappresentativo (la CGL con cinque milioni di aderenti) di ritardare una normalizzazione che egli insiste a chiamare “riforma”, una visione differente non emerge: dalle banche all’industria manifatturiera la ricchezza nazionale viene sparendo giorno per giorno (ora il dato è – 2,5% su base annua) e così via.

E cosi, il promettente scenario – in questo periodo di crisi -  di un incontro Euro –Atlantico tra un “senior leader” che proviene dalla vecchia tradizione comunista europea, e un leader di nuova generazione afroamericano, rischia di essere totalmente asimmetrico: il Presidente Obama rispetta il Presidente Napolitano ( come ha apertamente dichiarato in occasione del tragicomico vertice G8 a L’Aquila) ma è assai dubbio che possa rispettare la erratica e inconsistente politica italiana. Solo un esempio, mentre l’italia andava chiedendo all’India di processare in patria i due marò italiani responsabili a quanto risulta di pescatori indiani, un caso di corruzione internazionale fra i due paesi era già aperto (la fornitura di elicotteri Agusta da parte di Finmeccanica). Il punto è che l’italia pretendeva di essere un serio partner intento a difendere la “dignità” nazionale proprio nel momento in cui si esercitava nelle peggiori pratiche d’affari internazionali.

Per molti anni ciò che è stato chiamato “Sistema Italia” ha saccheggiato la ricchezza nazionale e ha preteso di essere un modello anche all’estero. Non più. Il giorno dopo le urne non sarà il “giorno 1”, bensì il primo giorno di lavoro.

In the very moment when the President of the Italian Republic is entering the White House on the invitation of the US President, Italy is facing (ten days before the big election) one of the worst situations ever: recession and unemployment are four times higher  than the European average, the use of handcuffs by the judiciary seems to be the only viable answer.  One might say in fact that this is the only action in sight, as the political debate continues to circulate around the  fundamental question of how many angels can dance on the head of a pin (professional politics against people’s politics).

Two decades later, we are not better off than we were when the “Clean Hands” events ended the “First Republic” in the early nineties  and started the “Second Republic”  (largely characterized by the Berlusconi Era). We are frankly in a worse situation: economic “fundamentals” are collapsing, former Premier Monti is accusing the most representative union (CGIL)  of delaying a normalization process that he calls “reform”, a different vision is not emerging – from banks to manufactured goods the national wealth is disappearing day by day (now the figure is less 2,5% on a year basis) and so forth.

Therefore the promising scenario – in this time of crisis – of a  Euro-Atlantic meeting between a senior leader  coming from the old European Communist tradition and an African-American new generational leader risks being a totally asymmetrical one: President Obama respects President Napolitano (as he openly stated on the occasion of the tragicomic G8 Summit in l’Aquila), but it is doubtful that he can respect the erratic and inconsistent Italian policies.  Just one example: while Italy was requesting of India to be able to try at home the two Italian marines who allegedly  killed Indian fishermen, a case of international corruption between the two countries was underway (the Finmeccanica case of the Agusta helicopters supply). Point is that Italy was pretending to be a serious partner  defending the national “dignity” exactly at the same time as it was executing  the worst international business practices.

For many years what was called “Sistema Italia” plundered national wealth and pretended to be a model also for other countries.   Not anymore. The day after the polls is not going to be “Day One”, but the first day of work.

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