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14/11/2013
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“L’ultima ruota del carro” di Giovanni Veronesi

L’Ottava edizione della Festa/Festival internazionale del Cinema di Roma (8-17 novembre) si è aperta con la proiezione – fuori concorso – dell’ultimo lavoro di Giovanni Veronesi: “L’ultima ruota del carro” con Elio Germano, Ricky Memphis, Alessandra Mastronardi. da alcuni giorni già nelle sale.

La scelta riflette la volontà di accessibilità alla città e al pubblico più “generalista” evitando così  di ripetere l’esperienza dello scorso anno allorchè l’inaugurazione avvenne con un film russo-… certamente bellissimo ed avvincente ma di non facile fruizione per un pubblico non particolarmente “cinefilo” quale è quello della Capitale.

Rischio zero invece con la pellicola, assai commerciale, di Veronesi.   Anzi questa – pur raccogliendo entusiastici applausi del pubblico degli invitati, evidentemente divertiti e sollevati dal facile e rassicurante “buonismo” del film – cade a nostro avviso nell’eccesso opposto e, perfino, contrasta con il fitto e qualificato programma del Festival.  Troppo facile è l’esercizio di Veronesi, quasi un “remake” in scala minore del toccante e sentito “C’eravamo tanto amati”  diretto da Ettore Scola nel 1974.    Certo il pur piacevole Elio Germano regge a malapena il raffronto con Gassman, Manfredi e Satta Flores, per non parlare dei caratteri femminili allora ricoperti a Stefania Sandrelli e Giovanna Ralli.

Il peggio viene però dalla sceneggiatura che – a fronte di quella a suo tempo affidata ai grandissimi Age e Scarpelli – riduce oggi la “cavalcata” trentennale italiana tra pubblico e privato, tra “grande” e “piccola” storia ad un lieve – forse soltanto superficiale – affresco, più adatto ad un “audience” televisivamente distratta che ad un attento pubblico cinematografico.

In breve.  Da vedere per chi ha apprezzato l’altro Veronesi “Manuale d’amore”.  A noi ha lasciato un malessere non tanto dovuto alle vicende italiane (non liete, incluso l’omicidio Moro “citato” a sfondo…) quanto per la superficialità della rappresentazione.     Magari rispondesse al vero…

Sull’insieme del Festival di Roma – ancora una volta diretto da Marco Muller già responsabile della rassegna veneziana e di molte altre in tutta Europa – si tornerà dopo la chiusura.

 

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