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18/10/2013
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“L’Amico Americano”

"The American Friend"

Questa volta la “Photo Opportunity” a Washington potrebbe essersi rivelata controproducente per il Presidente del Consiglio italiano. Così tante volte abbiamo visto i presidenti Americani intenti a ricevere (generalmente dopo una lunga fila d’attesa) Presidenti della Repubblica e Primi ministri dall’Italia con il risultato che lo spettacolo, a prescindere dalla quantità di sorrisi e di strette di mano, è naturalmente noioso e senza alcun significato salvo la conferma di un rituale consolidato ed un’approvazione obbligata.

C’è da aggiungere che Enrico Letta ha speso più tempo negli stati uniti che in Italia in questo mese. Almeno pressappoco…

Così mentre l’Alitalia rimane in bancarotta lui ha aperto la propria personale “navetta” sull’atlantico. Questa volta l’occasione era una “colazione di lavoro”, un’altra “fantastica” evidenza (per i media) della “relazione speciale” tra i due dirigenti politici. Per meglio dire tra un leader e il suo volontario vassallo. Anche se – per dire la verità- i due hanno molti punti in comune: provenienti da un “approccio riformistico” , entrambi si sono aggiustati precisamente al centro dello spettro politico e semplicemente lottano per sopravvivere politicamente. In aggiunta a ciò, entrambi sono impegnati sui problemi del bilancio (c.f.r. la nota di A.Caivano nella sezione World) in un contesto “senza vincitori”. Entrambi hanno perso contatto con la loro visione originale e affondano in un triste e pragmatico orizzonte.

Perfino il loro aspetto fisico è simile: ancora giovane, ma non più “fresco” Obama ha perso energia e i suoi capelli ingrigiscono di giorno in giorno, mentre Letta è diventato completamente calvo negli ultimi pochi mesi della sua presidenza. In breve essi appaiono più vicini l’uno all’altro di quanto non siano ai Paesi che sono tenuti a governare e dirigere.

Infine entrambi esaltano la “stabilità” come la sola ed unica soluzione ai nodi nazionali e globali. Anche qui una “esaltante” convergenza…

E – fra l’altro- l’auspicio di una veloce firma dell’Accordo di Libero Scambio fra Stati Uniti e Unione Europea non appare di alcuna significativa utilità per la nostra crisi economica: basta considerare che gli stati uniti sono soltanto quarti come partner commerciale per l’Italia dopo la stessa Europa, dopo il vicino Oriente (soprattutto petrolifero) e la sempre crescente relazione con l’intera Asia, dal Giappone ai paesi ASEAN, e non semplicemente la Cina e la “perduta” (dopo l’affare dei Marò) India.

Ultima riflessione. Se ricordiamo quando il presidente Leone (il “cacciatore di antilopi” dello scandalo Loocked) si trovava a Washington decenni orsono a cantare “Torna a Surriento” e “O Sole mio/ Is now or never” dobbiamo concludere che giganteschi progressi sono stati fatti nelle relazioni  Stati Uniti- Italia…

This time the Washington “photo opportunity” backfired on the Italian Premier.   So many times have we seen American presidents receiving (generally after a long queue) presidents and prime ministers from Italy that the show, regardless of the amount of smiles and handshakes, is naturally boring and without any meaning except for the confirmation of a set pattern and a compulsory endorsement.

In addition to this, Mr Letta has spent more time in the US than in Italy this month.  At least almost…

So, while Alitalia is going bankrupt, he is opening his personal “shuttle” over the Atlantic. This time the occasion was a “working lunch”: another “fantastic” evidence (for the media) of the “special relationship “ between the two leaders.   Better say between one leader and his  voluntary vassal.     Although – to tell the truth – the two have many points in common: after coming from a “reformistic approach”, both settled down exactly in the center of the political spectrum and plainly strive to survive politically.   In addition to this, both of them are dealing with budget issues in a “no win” situation.  Both of them have lost contact with their original vision and are sinking into a dull, pragmatic approach.

Even their appearance is similar: still young, but no longer “fresh”: Obama lost energy and his hair is greying day by day, Letta became totally bald in the last few months of his premiership.  In short they look closer to each other than to the countries they are supposed to rule and lead.Finally both of them praised “stability” as the sole solution to national and global issues.  Again an “exciting” convergence….And – by the way – the hope of a prompt  signing of the Free Trade Agreement between US and EU doesn’t seem to be of any support to our economic crisis: consider that the US comes only fourth as a commercial partner for Italy after Europe itself, than the Middle East (oil countries) and the always rising relation ship with the whole of Asia from Japan to Asean and not only China and the “lost” (after the “marò” case) India.

Last thought.  If we remember when President Leone (the “antelope cobbler” of the Lockeed scandal) was in Washington decades ago singing “Torna a Surriento” and “O Sole mio”(”It’s now or never”), we have to conclude that enormous progress has been made in US/Italian relations…

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