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04/09/2013
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“La trappola. Il vero volto del maggioritario” di Luciano Canfora per Sellerio e “Il Post- anarchismo spiegato a mia nonna” di Michel Onfray per Elèuthera

Lo studio di Canfora, che non è un giurista bensì un filologo dell’antichità…, illustra con precisione e con dovizia di dati come la legge attuale – e tutte quelle basate sul principio maggioritario – produca il massimo di distorsione della rappresentatività, fino al paradosso (non raggiunto neppure dalla legge elettorale fascista Acerbo) che uno 0,3 di maggioranza produca il triplo di deputati.    Detto in altri termini il 29,5% dei voti del centro-sinistra produce alla Camera la maggioranza assoluta.    La “legge-truffa” democristiana del 1953 richiedeva il superamento della soglia del 51% per assicurare un modesto (e respinto) mini premio di “governabilità”.

Così mentre ferve la strumentale ed idiota campagna (a cui partecipano stuoli di giuristi in probabile dotta malafede ma in ansia di partecipare allo storico “dibattito”) sulla decadenza dal Senato del pluricondannato Berlusconi, conoscere come l’inetta (a governare…) “Nomenklatura” italiana abbia costruito nei decenni la propria inamovibilità e la castrazione di ogni possibile volontà dell’elettorato, appare se non la via di salvezza almeno l’unica possibile consolazione.

E, d’altro canto, il saggio del filosofo di “strada” francese Michel Onfray (ma non nel senso degli italici De Crescenzo…) in quanto ostinato ed attento riscopritore delle fondamenta di ogni possibile liberazione dell’uomo dall’ignoranza e dalla repressione ricostruisce ed offre un parametro largo alla riflessione contro le imperversanti baggianate sulla “governabilità”.    Viceversa esplora con accuratezza e grazia i sentieri storici degli antidoti alla onnipresente ricetta autoritaria.

Dunque una possibile lettura parallela di temi e dati assolutamente certi e comprensibili, ma – chissà perché – neppure citati nella quotidiana litania sul pover’uomo (bah?) che tanto bene ha fatto all’Italia (bah, di nuovo) al punto di godere di ben nove milioni di voti… Voti che, secondo la litania, non conterebbero più il giorno che fosse tolto a Berlusconi il tesserino d’ingresso a Palazzo Madama (peraltro luogo noioso che notoriamente non frequenta praticamente mai…).

 

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