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19/11/2013
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La “Spectre” globale e le anomalie italiane.

The global "Spectre" and the italian anomalies

Tre decadi fa la saga cinematografica di James Bond introduceva il concetto della “Spectre”, un’ organizzazione segreta guidata da una pattuglia di criminali (ricordate Goldfinger?) con la “sola” finalità di controllare il mondo e di impadronirsi di tutto il denaro.

Oggigiorno sembra che una banda di “Banksters” abbia pienamente raggiunto lo scopo originale senza sparare o assassinare (naturalmente se non si conta il numero infinito di suicidi e di sofferenze umane). Questa è la storia che un giornalista economico e politico italiano/americano (vive a New York, dopo Bruxelles, Parigi e Pechino) ci racconta.

“Banchieri” (“Bankers”) , questo è il titolo della più complessiva ricostruzione della crisi – e dei suoi seguiti- scritta da Federico Rampini, e “Banksters – banchieri + gangsters” è il neologismo che propone anche ai suoi lettori italiani. In effetti il centro della storia è sull’economia statunitense durante gli ultimi 5 tormentati anni e sul modo con cui il sistema finanziario privato è riuscito a trasformare una sconfitta (ricordate la bancarotta Lehman brothers?) in una splendida opportunità  per arraffare  ancora più denaro. Naturalmente questo schema -risorse finanziarie trasferite dalla Federal Reserve o dalla Banca Centrale Europea al settore privato a pressochè zero costo- ha funzionato nello stesso modo in Europa. Con una differenza: la FED ha un più ampio spettro di parametri ed obiettivi inclusa il supporto all’occupazione (e ovviamente essa dispone anche di mezzi e facoltà), mentre la BCE può soltanto osservare e controllare le compatibilità finanziarie. Di più: invece di rafforzarsi l’unità politica europea sta chiaramente scomparendo.

Oltre ciò dobbiamo registrare la circostanza che i Banchieri Centrali statunitensi (certamente Ben Bernanke e ancor più la nuova “boss” Janet Yellen – già allieva a Yale del neo Keynesiano James Yames Tobin) possiedono un senso profondo del servizio pubblico. In Europa si adora il “totem” del settore privato qualunque colpa questo commetta: in Italia questa politica fanno ciò (malgrado i magri risultati ottenuti) con un entusiasmo senza riserva. L’emblematico caso di Mario Draghi (attuale presidente della BCE)  passato dalla posizione di Direttore del Tesoro Italiano alla Goldman-Sachs, poi tornato a Roma come Governatore della Banca D’Italia per finire – per ora- a Francoforte appunto per dirigere la BCE.

Per dire la verità, la storia del “Gentlemen’s Club” (a cui si aggiunge l’ultima venuta signora Yellen dei Banchieri Centrali e delle loro comuni radici nel MIT di Boston) non è così eccitante: ciò che ci interessa è invece il risultato delle loro azioni sia negli Stati Uniti che in Europa, oltre che naturalmente in Italia. In primo luogo vi è stata una drammatica crescita nelle diseguaglianze di reddito su entrambe le sponde dell’Atlantico ( per non fare che un esempio l’1% della popolazione è uscita dalla crisi più ricca che mai e praticamente fiscalmente senza danno, la classe media è praticamente scomparsa e il numero dei poveri è cresciuto enormemente) un risultato fantastico per la “Spectre”.

Le affinità fra gli Stati uniti e l’Europa finiscono qui, proprio perché in Europa le politiche di austerità (guidate dalla Germania) hanno pietrificato qualunque prospettiva di flessibile ripresa, mentre hanno praticamente smantellato il suo sistema di welfare che viceversa negli Stati Uniti si è ampliato ad esempio con la nuova “Healt Care” e con altre misure.

Ma non basta, il processo di “armonizzazione” (ammesso che abbia mai funzionato) si è fermato completamente e la frattura tra Europa del nord e Europa del sud (con parziale inclusione della Francia è cresciuta enormemente. La turbolenza sociale si  è diffusa dalla Spagna alla Grecia, ovunque la scure europea abbia cominciato ad operare… l’auto-ipnotizzata Italia è stata l’unica eccezione ed è rimasta silenziosa: dopo venti anni di “berlusconismo” (e più di trent’anni di saccheggio della ricchezza nazionale a favore del settore privato), mentre i partiti politici sono impegnati soltanto nella propria sopravvivenza e con la silenziosa trasformazione della Repubblica da parlamentare a presidenziale questo paese appare come il “convitato di pietra” d’Europa. E la stessa Europa sta scivolando definitivamente fuori dal proprio ruolo storicamente centrale: l’esito peggiore per un paese come l’Italia assai lontano dalla modernità europea.

Per tutte queste ragioni – mentre possiamo solo registrare la piena vittoria della Spectre globale – il semestre fino alle elezioni per il Parlamento Europeo del maggio 2014 sarà prevedibilmente il nuovo campo di battaglia della politica italiana. Auspicabilmente con la partecipazione del massimo numero possibile di cittadini italiani.

Three decades ago the James Bond movie saga introduced the concept of the “Spectre” a secret organization led by a handful of criminals (remember Mr Goldfinger?) with the sole purpose of controlling the world and stealing all the money.

Nowadays it appears that a gang of “Banksters” have  fully reached the original goal without any shooting or murders (of course if we don’t count the endless number of suicides and human suffering). This is the story that an Italian American (he lives in New York, after Bruxelles, Paris, and Peking) economic and political journalist tells us.

“Banchieri”, Bankers is the title of the most comprehensive retelling of the crisis (and its aftermath)  written by Federico Rampini, and “Banksters” – bankers plus gangsters – is the neologism he proposes to his Italian readers.    Actually the focus of the story is on the US economy during the last five troubled years and on the way the private financial system has succeeded in transforming a defeat (remember Lehman Brothers bankrupcy?) into a splendid opportunity to make more money. Of course this scheme – financial resources transferred from the Federal Reserve or from the European Central Bank to the private sector at almost zero cost – operated in the same way in Europe.    With a difference: the Fed has a wider spectrum of parameters and goals included promoting employment (and of course it has the necessary ways and means), while the ECB can only watch and monitor financial compliances.   Plus: instead of fortifying, EU political unity is clearly fading away.

In addition to that we have to register the fact that the US central bankers (for sure Ben Bernanke and even more so the new boss Janet Yellen – once a pupil at Yale of the neo-Keynesian James Tobin) possess a deep sense of public service.   In Europe they worship the “totem” of the private sector anything wrong it does: in Italy they do so (regardless of the meagre results) with an enthusiasm without any reserve.   The emblematic case is Mario Draghi (now chairman of the ECB) moving from the position of Director of the Italian Treasury to Goldman Sachs and back to Italy as Governor of the Bank of Italy and ending up in Frankfurt to head the ECB.

To tell the truth, the history of the “Gentlemen’s Club” (plus the newcomer woman Ms Yellen) of the central bankers (and their ”roots” in the MIT) is not so thrilling: what interests us is the result of their action both in the US and in Europe (and in Italy…).  In the first place  there was a dramatic rise in inequality of income on both sides of the Atlantic (eg: the top 1%  of the population came out of the crisis richer than ever and almost fiscally immune, the middle class almost disappeared and the number of the poor increased dramatically) -  a fantastic result  for the “Spectre”.      Similarities between US and Europe stop there because in Europe austerity policies (led by Germany) petrify any perspective of flexible recovery, while almost dismantling its welfare system (in the US they are somehow increasing it with the new “healthcare”) and so forth.

In addition to that, the “harmonization” process (if ever it worked) has stopped completely and the divide between Northern Europe and Southern Europe (partially including France) increased dramatically.   Social unrest spread from Spain to Greece, everywhere the European axe started to operate.      Self hypnotized Italy was the sole exception and remained silent: after twenty years of “Berlusconism” (and more than thirty years of depredation of the national wealth in favor of the private sector), with political parties engaged only in their survival, with the silent transformation from parlamentarian to presidential Republic, this country appears to be the “convitato di pietra” (stone dinner guest) of Europe.   And Europe itself is shifting definitively out of its central historical role – the worst outcome for a country like Italy – still far away from the average European “modernity”.

For all these reasons – while we can only register the full victory of the “Global Spectre” – the semester up to  the elections for the European Parliament (in May 2014) is scheduled to to be the new battlefield of Italian politics.     Hopefully with the participation of as many Italian citizens as possible.

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