Archivio articoli

12/07/2013
dalema-bersani-large

La Sinistra Invertebrata.

The Unvertebrate Left

Una delle maggiori stranezze della situazione politica italiana sta nel fatto che la sinistra dello “spettro” appoggia fedelmente la destra quando il suo leader (il “capo”) è sotto attacco ed è praticamente indifendibile.

Più che politica la questione è psicologica, o – per meglio dire – il fenomeno (pressochè unico al mondo) ha profonde radici storiche e “naturalmente” si ripercuote profondamente su qualunque speranza che l’Italia possa uscire dalla crisi con una visione dignitosa per il futuro.

Un altro paradosso consiste nella rinuncia della “sinistra” (per meglio dire: il Partito Democratico nato dal matrimonio fra gli ex comunisti e i Cattolici Democratici) ad utilizzare gli spazi politici dischiusisi con il crollo della frattura Est-Ovest. Durante un intero quarto di secolo (dal 1989) l’Italia è rimasta immobile, praticamente paralizzata. Due i fattori di questa paralisi: la mancanza di iniziativa della Nomenklatura proprietaria della sinistra e la sedazione (ed incredibile seduzione) esercitata da Berlusconi.

Ora che questi ultimi fattori sono prossimi a terminare nel mezzo della crisi peggiore di sempre, questa contraddizione fatale è esplosa e il Partito Democratico è in caduta libera: non nelle urne, ma nell’iniziativa politica.

Il boicottaggio del Parlamento Nazionale contro la Magistratura da parte degli accoliti di Berlusconi (le sue truppe, il “Popolo della Libertà” per così dire…) non è stato contrastato dalla sinistra ma simpateticamente addolcito. Allo scopo di mantenere al potere il Gabinetto Letta. Nel frattempo nessuna risposta viene data alla crisi e nessun passo avanti viene compiuto per ripristinare il sistema elettorale democratico.

Perché? Poiché “the invertebrate left – la sinistra invertebrata” (per usare il titolo dell’assai ben fatta ricerca di Perry Anderson, uno storico californiano reso noto in Italia dalla politologa Nadia Urbinati) non riesce ad abbandonare la piattaforma di compromesso messa su a suo tempo – e per sempre – da Palmiro Togliatti dopo la caduta del Fascismo: etichettando come riconciliazione nazionale una continuità malata e l’amnistia totale. Naturalmente i 70 anni trascorsi sono un sacco di tempo e l’Italia è ad un crocevia, ma la Nomenklatura (post) comunista resta contenta di costituire una parte significativa della Nomenklatura Italiana e vede soltanto pericoli in qualunque significativo cambiamento o proposta.

La storia personale del riconfermato Capo di Stato Giorgio Napolitano, già difensore dell’invasione Sovietica dell’Ungheria (1956) e qualificato come “migliorista” (sorta di socialdemocratico assai moderato) spiega quest’atteggiamento ultra conservatore. E naturalmente i più giovani dirigenti hanno poca o zero “finèsse”. Costoro confermano soltanto la loro ferma fiducia nel primato della politica. E sono gli autoproclamati sacerdoti di questo culto. Non importa di cosa abbisogni la società civile o cosa voglia.

Risultato finale? Essere felicemente i donatori di sangue della agonia politica ( e civile) di Berlusconi.

Buona fortuna a tutti. Questo Paese incluso.

One of the major oddities of the Italian political situation lies in the fact that the left side of the spectrum supports staunchly the right side when its leader (“boss”) is under fire and he is practically indefensible.

More than political the issue is psychological, or – better say – this phenomenon (almost unique in the world) has deep historical roots and – of course – deeply affects any hope that Italy could go out of the crisis with a decent vision for the future.

Another paradox resides in the giving up from the “Left” (better say: the Democratic Party born from the marriage of the former Communists and the democratic Catholics) of any political space open by the collapse of the East-West divide.      All along a quarter of century (from 1989) Italy remained immovable, almost paralyzed.     Two factors of this paralysis: the lack of initiative from a “Nomenklatura” owner of the Left and the Berlusconi sedation (and unbelievable seduction).

Now that both of the factors arrive to an end in the midst of the worst crisis ever, this fatal contradiction exploded and the Democratic Party is in free fall: not in the ballots, but in political initiative.

The boycott of the national Parliament against the judiciary from the Berlusconi acolytes (his troops, the “Party of the Liberty” so to say…) was not opposed by the Left, but sympathetically softened.  For the sake to maintain in power the Letta Cabinet.   In the meantime no answer is given to the crisis and no step forward is made to restore the democratic electoral system.

Why? Because “The Invertebrate Left” (to use the title of the well made research by Perry Anderson, a Californian historian, made known in Italy by the politologist Nadia Urbinati) cannot leave the compromise platform set up once – and for ever – by Palmiro Togliatti after the fall of Fascism: labelling as national reconciliation sick continuity and total amnesty.         Of course seventy years is a lot of time and Italy is at a crossroad, but the (former) Communist nomenklatura remains happy in being a relevant part of the Italian nomenklatura and sees only risks in any change or proposal.

The personal history of the reconfirmed Head of State Mr Napolitano from being a supporter of the Soviet invasion of Hungary (1956) and a “migliorista” (a very moderate socialdemocrat) denounces this superconservative attitude.  And of course the younger ones have less or zero “finesse”.   They just repeat their steady faith in the primacy of politics.   And they are the self proclaimed life priests  of this cult.    No matter what the civil society needs or want.

Final result?  Being happily the blood donors in Mr Berlusconi’s political (and civil) agony.     Good luck to everyone. This Country included.

 

Fatal error: Uncaught Exception: 12: REST API is deprecated for versions v2.1 and higher (12) thrown in /web/htdocs/www.cosmopolitaly.net/home/wp-content/plugins/seo-facebook-comments/facebook/base_facebook.php on line 1273