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17/02/2014
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La Rivoluzione del Treno ad Alta Velocità.

The Speed Train Revolution

La profondità della crisi italiana e quanto sia opinabile il cambio del Primo Ministro (dal giovane Letta al giovanissimo Renzi) senza un previo voto di sfiducia in Parlamento possono essere facilmente compresi osservando da vicino alcuni degli eventi accaduti questo fine settimana.

I colloqui formali e di rito con il Presidente della Repubblica per nominare l’uomo politico che guiderà il nuovo governo si sono tenuti al Palazzo del Quirinale senza che vi partecipasse uno dei partiti maggiori ( il Movimento 5Stelle che alle ultime elezioni di febbraio raggiungeva circa il 30% dei voti popolari) e anche senza che vi partecipasse la Lega Nord che ha una percentuale del circa 5% ma anche il doppio nelle zone più industrializzate del Nord.

Questo fatto assai insolito rappresenta un ulteriore passo  nell’uscita di fatto dell’Italia non soltanto dalle norme e tradizioni costituzionali, ma – francamente- una via “monarchica” della gestione della terza crisi governativa in tre anni:  tutti e  tre i Primi Ministri – il prof. Monti, il sig. Letta e il sig. Renzi- non hanno mai ricevuto alcuna indicazione popolare per il “lavoro”. Ciò è del tutto sufficiente per ricordarci la prassi usata da Re Vittorio Emanuele III dal 1900 fino alla fine del fascismo.

Inoltre Matteo Renzi in attesa a Firenze ed impegnato ad assistere alla partita di calcio cittadina della domenica ricorda a noi Benito Mussolini alla vigilia della “Marcia su Roma”. E la famosa notte sul 28 ottobre 1922 allorchè egli prese un “vagone letto” notturno in direzione di Roma per ricevere dalle mani del Re l’incarico di gestire l’Italia…fino al disastro della seconda guerra mondiale. È abbastanza strano che un esperto ed abile uomo politico come Giorgio Napolitano sembri non comprendere quanto sia ferito il popolo italiano di no aver avuto alcun ruolo, diretto o indiretto, nelle decisioni del Palazzo. E, naturalmente, il sig. Renzi non viaggia come Mussolini in un lussuoso vagone letto: piuttosto fa il proprio “commuting” giornaliero tra Firenze e Roma con un treno ad alta velocità (ed il presidente delle Ferrovie dello Stato risulta essere uno dei candidati per il nuovo Gabinetto).

Naturalmente anche questa volta il Parlamento dovrebbe formalmente approvare la “scelta” del Presidente ( suggerita da metà dei partiti politici) e tuttavia questo passaggio formale non aggiunge sostanziale legittimità democratica alla nomina.

Inoltre abbiamo molte altre preoccupazioni: qual è il programma? Chi lo sa? Quale sarà la maggioranza che lo supporterà? Molto probabilmente si tratterà di una coalizione di centro-destra: e come un Gabinetto di centro destra potrebbe portare avanti un approccio riformistico? Di nuovo, chi lo sa? E ancora: come potrà Renzi mantenere l’appoggio dei lavoratori e degli altri ceti subalterni?

Sfortunatamente ci sono molte altre ombre in questa inusuale, inspiegabile accelerazione. Per dirne alcune: la prossima primavera tutte le più importanti società a partecipazione pubblica (dal petrolio all’energia alle armi, e cioè ENI, Enel, Finmeccanica e così via) dovranno nominare i propri amministratori delegati e presidenti…e sarà il nuovo Premier a sceglierli…questo fatto è già abbastanza per gettare dubbi sulla sincerità di Renzi e la sua volontà di salvare il paese. Più semplicemente appare come qualcuno che segua le istruzioni di qualcun altro…ed eccoci qui: non si può dimenticare che il suo primo incontro ad alto livello è stato con Berlusconi e che il suo primo “successo” politico è stato l’accordo con questi sulle “riforme” elettorali e istituzionali. E, sia detto per inciso, il “Caimano” era registrato quale membro della famosa loggia massonica P2…

Questo scenario non è per niente nuovo nella storia politica italiana: nel 1998 D’Alema ha rimpiazzato Prodi come Primo Ministro con il “pubblico” patrocinio ed appoggio di Francesco Cossiga, lui stesso ben noto massone cattolico venuto dalla Sardegna.

Come il nostro amato Papa Francesco ha detto di recente: non ci preoccupa se qualcuno è omosessuale o massone e così via. Ma non ci piacciono le “lobbies”…Ben detto Vostra Santità, anche a noi –poveri peccatori- proprio questo non ci piace… E non soltanto per ragioni morali, ma perché a noi piace e crediamo nella democrazia e nell’eguaglianza del genere umano e non ci piacciono affatto società che siano divise in servi e padroni, gente che decide e gente che obbedisce. Una volta questa era la linea di demarcazione tra la Sinistra e la Destra. Abbastanza stranamente questo punto cruciale non figura più nell’agenda del partito democratico.

The depth of the Italian crisis and how questionable the change of Prime Minister   is (from Mr Letta to Mr Renzi) without a previous no-confidence vote in Parliament can be understood by looking closely at some events that occurred last weekend.

The formal and ritual meetings with the President of the Republic to appoint  the politician who will lead the new Government were held in the Quirinale Palace without one major party attending – the Five Stars movement standing at almost 30% of the popular vote in last February’s elections – and also without the Northern League party (with 5% of the ballots) which has more than double that support in the most industrialized areas of the North.

This very unusual fact represents another step in the substantial exit of Italy not only from constitutional  rules and traditions, but, to put it bluntly, towands a “monarchic way” of handling the third crisis in three years: all three Prime Ministers – Prof Monti, Mr Letta, Mr Renzi – never received any popular vote for the job.    This is already more than enough to remind us of the tradition used by King Victor Emmanuel the Third from the year 1900 up to the end of Fascism.

Moreover, Mr Renzi waiting in Florence and attending the city Sunday soccer game reminds us of Mr Mussolini on the eve of the “March to Rome”.  And the famous night of October 28th 1922 when he boarded a night train to Rome to receive from the King the ”task” of running Italy… all the way to the disaster of World War II.   Oddly enough a senior and skilled politician like Mr Napolitano seems not to understand how wounded the Italian people are not to have any role in the Palace decisions.  And – of course – Mr Renzi is not travelling like Mr Mussolini in a luxury sleeping car: he is shuttling daily from Florence to Rome in a luxury speed train (and the chairman of the State railway is one of the candidates to the new Cabinet).

Of course, this time too, Parliament is supposed to formally approve the President’s choice, (under the “suggestion” of  half of the political parties…) but this formal passage doesn’t give more democratic legitimacy to the appointment.

Moreover, we have many more preoccupations: What is the program? Who knows?   What is the supporting majority?  Likely this will be a center-right coalition: and how can a center-right cabinet run a reformistic approach?   Again, who knows?   Furthermore: how can Mr Renzi keep the support of the working class and similar?

Unfortunately, there are many more shadows in this unusual, inexplicable acceleration. To name a few: this coming spring all the Italian public companies (from oil to power to military equipment, ENI, Enel, Finmeccanica and so forth) will change their CEO’s and Chairmen and the new Premier will do the choosing. This fact is already enough to cast doubts on Mr Renzi’s sincerety and will to “rescue” his country.     More simply he looks like he is following someone else‘s instructions…   This is where we are: don’t forget that his first political high- level meeting was with Mr Berlusconi and his first political “success” was the agreement with Mr. Berlusconi on the electoral and institutional “reforms”.  And – by the way the “Caiman” was registered as a member of the famous masonic lodge P2…

This scenario is not at all new in Italian political history: in 1998  Mr D’Alema replaced Mr Prodi as Prime Minister with the “public” endorsement and support of Mr Cossiga, who himself was a well known Catholic freemason from Sardinia.

As our beloved Pope Francis recently said: we don’t care if someone is gay or freemason and so forth, but we don’t like lobbies…  Well said your Holiness, we too – poor sinners – don’t like this exactly…  And not only for moral reasons, but also because we like and believe in democracy and equality of mankind and, also , we strongly dislike societies that are split into masters and servants, people deciding and people obeying.      Once, this was the divide between “Left” and “Right”: oddly enough this crucial point is not anymore in the agenda of the Democratic Party.

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