Archivio articoli

12/11/2012
wbcatcut

La Cina ancora tra gatto nero e gatto bianco

China still between black cat and white cat

A soli tre giorni dal 18esimo Congresso del Partito Comunista Cinese le notizie sono più scarse che mai, anche a causa di problemi nel web…

Nonostante si conosca già il nome del prossimo Segretario del Partito e (dalla prossima primavera) anche Presidente della Repubblica Xi Jinping (già numero due con Hu Jintao) il dibattito in corso fra i 270 delegati in rappresentanza di 82 milioni membri del Partito non è così trasparente e di fatto rimane piuttosto oscuro.

Dal mondo esterno, alcuni dei problemi che la Cina deve affrontare nei prossimi cinque anni sono chiari, o almeno immaginabili, ma il processo di definire le decisioni politiche rimane in un terreno incerto. L’opinione pubblica internazionale continua a seguire scandali (i tesori segreti suppostamente mantenuti all’estero dalle famiglie dei leader) e perfino omicidi (il caso di Bo Xilai), ma non è ancora dato conoscere quale itinerario futuro la Cina seguirà, e come questo itinerario sarà tracciato.Alcuni membri del partito intervistati dalla BBC hanno dichiarato che il programma cinese consiste in una mescola di sviluppo e comunismo: entrambi nozioni abbastanza indefinite.

Una risposta ugualmente insoddisfacente era stata data da Xi Jinping durante una recente visita in Messico, quando si era lamentato delle critiche alla Cina: “noi non esportiamo fame ne rivoluzione, e dunque cos’altro volete da noi?” in altre parole: lasciateci in pace. Considerato che la Cina potrebbe essere facilmente e rapidamente il partner (anche se “junior”) di un mondo bipolare e tenendo a mente che la trasparenza in Cina era uno degli scopi principali del positivo atteggiamento occidentale nei confronti dell’apertura del gigante asiatico, ci si aspetta di più. E ancora di più si aspettano ovviamente i Cinesi. Questo sarà innegabile nel momento in cui l’orgoglio nazionale e le migliori condizioni di vita diventeranno una condizione “normale”.

Il punto è che dopo trent’anni dal famoso slogan di Deng Xiaoping “ non importa se il gatto è nero o bianco, purchè acchiappi i topi” che aprì la strada allo spettacolare sviluppo economico della Cina, il puzzle della democratizzazione è ancora irrisolto.In più la politica rimane congelata: almeno per quanto riguarda la partecipazione e la libertà individuale.

Il triste caso del Giappone, un “numero uno” economico vittima della paralisi della politica è lì come ammonimento che i leader cinesi devono studiare e non ignorare.

Only three more days left to the end of the 18th Congress of the Chinese Communist Party and news is more scant than ever, also due to some problems on the web….

Although we already know the name of the forthcoming Secretary of the Party and (from next spring) also President of the Republic, Xi Jinping (already number 2 with Hu Jintao), the debate underway among the 270 delegates representing 82 milions members of the Party is not so transparent – in fact it remains quite obscure.

From the outside world, some of the problems that China has to face in the next five years are clear or at least conceivable but the process of arriving at political decisions remains on indefinite grounds. International public opinion is following scandals (the secret treasures allegedly held abroad by leaders’ families) and even murders (Bo Xilai case), but still we don’t know which future path China will follow and how this path will be drawn up. A few Party members interviewed by BBC declared that China’s masterplan is a mix of development and communism: both rather undefined notions.

An equally unsatisfactory answer was given by Xi Jinping during a recent trip to Mexico when he was complaining about critics of China: “we don’t export hunger nor revolution, so what else do you expect from us”. In other words: leave us alone. Considering that China could easily and quickly be the partner (although “junior”) of a bipolar world and bearing in mind that Chinese transparency was one if not the main goal of a Western more positive attitude towards the opening up of the Asian giant, we expect more. And much more is obviously expected by the Chinese people. This will be undeniable from the moment when national pride and better living conditions will become a “normal” condition.

The point is that thirty years after the famous slogan by Deng Xiaoping “ it doesn’t matter if the cat is black or white provided it catches rats” that opened the way to the spectacular economic development of China, the puzzle of democratization is still unsolved. Moreover politics remains frozen: at least as far as participation and individual freedom are concerned.

The sad case of Japan – an economic “Number One”, victim of the paralysis of politics – is there as a warning that Chinese leaders should study, not ignore.

Fatal error: Uncaught Exception: 12: REST API is deprecated for versions v2.1 and higher (12) thrown in /web/htdocs/www.cosmopolitaly.net/home/wp-content/plugins/seo-facebook-comments/facebook/base_facebook.php on line 1273