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23/11/2012
karljohan

Il Risiko italiano e la gente molto seria

The Italian Risk and Very Serious People.

Mentre a Bruxelles è in corso il duro confronto sul “multi-year Financial Framework” che ogni sette anni (l’ultima, ugualmente agitata discussione data al 2005) fissa la struttura comprensiva dei bilanci annuali europei, l’Italia sta intensamente giocando il più lungo “Risiko” della storia repubblicana.

Lo sfondo del conflitto è simile a quello che impegna i due fronti all’interno dell’Europa laddove i ventisette paesi sono divisi tra i fautori del rilancio (i PIGS) e i fanatici dell’austerità (Gran Bretagna, Olanda e, se pur in minore misura la Germania) , anzi più che fanatici i folli dell’austerità per usare la definizione che Paul Krugman da di coloro che mettono i tagli di bilancio al primo posto e rinviano qualunque aumento della domanda e del consumo ad un improbabile futuro, senza tener conto delle conseguenze sociali.

Apparte questo non facile scenario, l’Italia è totalmente impegnata giorno per giorno in un Risiko molto complicato con lo scopo di tracciare una nuova mappa della politica dopo la fine del “Berlusconismo”( a sua volta un misto di illusioni e di affari selvaggi soprattutto personali). Così mentre l’uscita dalla peggior crisi dalla fine della seconda guerra mondiale, giace nelle mani del professore di economia Monti, assai noto per il suo standing conservatore ( e cattolico), tutti i partiti politici e molti uomini d’affari attirati dal “successo” di Berlusconi, vengono allestendo alleanze e  tattiche per le prossime elezioni politiche, e in vista della scelta da parte del nuovo parlamento del prossimo Presidente della Repubblica che succederà a  Giorgio Napolitano.

Il Partito Democratico, le cui Primarie si tengono questo fine settimana, partito che ha le proprie radici nel Partito Comunista (poi diluito nei “democratici della sinistra” e che più tardi ha assorbito vari politici cattolici) doveva guidare una coalizione di centro sinistra e  diventare il legittimo successore ( in uno spettro politico che si voleva ritenere “bipolare”)  del governo di centro destra Berlusconi. Ma la crisi economica, l’artificiosità della formula bipolare (per la politica italiana) e la chiamata da parte del Presidente al professor Monti (che non era un parlamentare) per salvare l’economia italiana ha reso questo piano assai irrealistico.

Il soccorso Monti ha funzionato ma solamente nei confronti dei governi europei e dei circoli finanziari, mentre la disoccupazione è cresciuta drammaticamente, i salari sono crollati, le condizioni sociali ed il welfare sono diminuiti. E i “fundamentals” sono peggiorati ulteriormente (quest’anno il PNL scenderà del 2,2%…). in ogni caso il senatore a vita Monti nominato grazie alla prerogativa del Presidente della repubblica e contemporaneamente designato come Primo Ministro, ha assunto un ruolo di fulcro nel futuro politico del Paese.

Naturalmente tutto ciò non è dovuto soltanto alla sua dignitosa figura o ai legami con i circoli conservatori occidentali ma si deve anche al forte revival della presenza cattolica nella politica quotidiana. Di fatto la Santa Sede (insieme ai vescovi italiani) ha chiuso la porta ai favori al “cattolico” Berlusconi, ed è entrata a pieno vapore (con tutto il suo apparato, con i sindacati cattolici, con le associazioni e il volontariato) sulla scena. La sola sfortuna è che dal momento che Monti è un senatore a vita, egli non può dirigere il nuovo partito.

La “buona” nuova è che il dirigente di “Italia Futura”, già uomo Fiat e presidente della Confindustria nonché proprietario di molte società, Luca Montezemolo, si unirebbe a questo partito del “soccorso”. Intanto mentre aspettiamo il rendez vous di primavera la turbolenza sociale cresce di giorno in giorno e il Risiko aumenta di pari passo.

While the tough discussion on the multi-year Financial Framework that every seven years (the last – equally stormy – deadline was in 2005) fixes the comprehensive structure of each year’s European budget is underway in Brussels, Italy is busy playing the longest “Risk” game of her Republican history.

The background of the conflict is similar to that engaging the two fronts inside Europe ,where the 27 Countries are divided between recovery fans (the PIGS) and austerity “madmen” (Great Britain and Holland and to a lesser extent Germany), to use Paul Krugman’s definition of those who put budget cuts first and delay any increase in demand and consumption to an unlikely future, regardless of social consequences.

Aside from this not easy scenario Italy is completely engaged on a daily basis in a very complicated “Risk” game with the purpose of sketching out a new map of politics after the end of “Berlusconism” (which is really a mix of illusions and business gone wild, mainly personal business). So, while the way out of the worst crisis since the end of WW2 lies in the hands of economics Professor Monti, very well known for his conservative (and catholic) viewpoint, all the political parties and businessmen attracted by Berlusconi’s “success” are preparing alliances and tactics for the forthcoming polical elections and the choice, by the new Parliament, of the next President of the Republic, who will succeed Giorgio Napolitano.

The Democratic Party, whose “primary” elections will take place this week-end and which has its roots in the Communist Party (then diluted into the “Democrats of the Left” and which later absorbed some Catholic politicians) was supposed to lead a center-left coalition and to be the legitimate successor (in a would be “bipolar” polical spectrum) of the center-right Berlusconi Government. But the economic crisis, the artificial (for Italian politics) bipolar formula, and the call from the President to Professor Monti (not a MP) to rescue the Italian economy, made this plan totally unrealistic.

The Monti “rescue” worked, but only vis-a-vis EU Government and financial circles, while unemployment rose dramatically, salaries collapsed, social conditions and welfare declined and “fundamentals” also declined further (this year GNP minus 2,2%…). In any case, Life Senator Monti (appointed thanks to a Presidential privilege at the same time as his investiture as Premier) has become a pivotal figure in the country’s political future.

Of course this is not due only to his dignified mien or his link to Western conservative circles, but is also due to a strong revival of the Catholic presence in daily politics. As a matter of fact, the Holy See (along with the Italian bishops) has closed the door on favors to the “Catholic” Berlusconi and is entering full steam (with its network, with catholicunions, associations and NGO’s) into the arena. The only misfortune is that since Monti is a senator-for life he cannot lead this new party. The “good” news is that the leader of “Italia Futura”, the former Fiat man and president of the Italian industrialists (and main holder of many companies) Luca Montezemolo will also join this “rescuing” party.

So, while we await the final spring “rendez vous”, social unrest is growing day by day. The risk keeps increasing.

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