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cosmopolitalynet 08/08/2016

“IL PAPA, l’ITALIA, IL MONDO” CON UN POST SCRIPTUM “IL BELPAESE BENDATO DALL’INFORMAZIONE”.

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Bene: il problema dell’Italia nel caos globale, di fronte alle migrazioni alle porte d’Europa, verso il nodo Islam e terrorismo, nell’aggiustamento a venire dopo la Brexit, e così via può – tutto insieme – essere risolto affidandolo al Premio Carlo Magno, l’italo-argentino (rectius: italo “americano”, “latino”) Jorge Mario Bergoglio.    Lo abbiamo capito ascoltando la sapiente esposizione in un pubblico dibattito (dal Direttore di Limes al premier “in pectore per i Cinquestelle – De Maio – c’erano tutti… svolta da un gesuita (come Bergoglio), ma non un gesuita qualunque (ammesso che esistano gesuiti “qualunque”) ovvero il Direttore di “Civiltà Cattolica” Padre Spadaro.

 

Il Governo Renzi – in tutt’altre faccende affaccendato – non c’era e ce ne dispiace per il nostro amico Ministro degli Esteri, lo stimato Paolo Gentiloni: sempre più destinato al ruolo di super-capo dell’Unità di crisi della Farnesina: visibile soprattutto agli arrivi di salme italiane e – di quando in quando – a colloquio (sa l’Inglese…e ha “uso di mondo”) con il Segretario di Stato USA Kerry.  Del “Premier” manco a parlarne: a cavallo tra “photo opportunities” con i “Grandi” ma rimarchevole soprattutto per la sua conoscenza del contado fiorentino… ed i “furbetti” del “Strapaese” toscano.

 

Per farla breve, padre Spadaro ha illustrato la visione storica e prospettica che l’Italia dovrebbe avere invece di “inventarsi” la riesumazione di un supposto “Spirito di Ventotene”. Di cui peraltro nulla sa e nulla capisce.

 

Spadaro/Bergoglio spiegano come l’Europa non debba intendersi ed essere vissuta né come “casa”, né come spazio conchiuso, bensì come processo aperto verso l’esterno (come è accaduto nei secoli del “primato” europeo).   Pena l’asfissia che abbiamo già potuto constatare… E che non può essere risolta con il ricorso ad “integratori vitaminici” che comunque manco si vedono.   E, peraltro, ad essere sinceri e non ideologici, l’unione monetaria (nata senza gambe, senza braccia) lungi dall’essere un motore d’aggregazione appare ormai – tranne a specifici interessi finanziari ed imprenditoriali – piuttosto come una vera e propria “camicia di forza” deflattiva e recessiva….  Mentre questa Europa è un “letto di contenzione” più che un progetto politico in divenire all’interno di quello che ora tutti definiscono come “il disordine globale”.   Peccato che non se ne siano accorti nel mezzo secolo precedente.  Eppure non era difficile… O forse fingevano di non avvedersene…

 

A meno di non essere così saccenti e/o maligni da attribuire la crisi alla folcloristica “Brexit”….

 

Sapientemente Padre Spadaro ha ricostruito un percorso papale che parte da Lampedusa, passa per Serajevo e varie propaggini d’Asia Minore fino al Nord Europeo di una religiosamente importante città svedese come Lund (sembra nel tardo autunno di quest’anno).    Periferie d’Europa “perché la realtà si vede meglio ai margini che dal centro…) ma non sono stati dimenticati altri Continenti “scoperti” e figliati dall’Europa come le Americhe.  E anche l’Africa (con un “suo” Giubileo e non solo) ha un suo spazio nell’”architettura di Francesco.

 

Dunque una visione aperta – e quindi vitalizzante – dell’Europa.  Ovvero l’esatto opposto delle attuali angustie.   Già… ma che ne sanno a Palazzo Chigi… e dunque nell’ancillare e pseudo efficiente Farnesina.  Ma qui c’è poco da dire e niente da fare.  Il Premier Renzi sa dove attingere le sue valutazioni e, se qualcuno ci lascia le pelle, che si vuol fare: e’ la politica, ragazzo. E gli affari.  Tant’è che i genitori di Giulio Regeni potranno ritualizzare la loro marcia rievocativa per la prossima decade.

 

Senza contare che il duo (scusateci…) Spadaro Bergoglio vede l’Europa esattamente come qui scriviamo da ormai un decennio: non l’Europa per il “santino” d’Europa, bensì come aggregato regionale (ma anche culturale e valoriale) di un impulso cooperativo che si prefigga una qualche regolazione cooperativa della globalizzazione.  Possibilmente in alternativa a quella terza Guerra mondiale di cui giustamente parla Bergoglio.   Ma può questo essere capito da un Premier che ha come suggeritore economico (solo?) l’israeliano statunitense (e pure italiano…ad honorem) Yotmar Gutgeld (“inventore” degli 80 euro poi santificati da tal madama Picierno del PD) e come esperto “mediatico” Mr Joe Messina?   Chi era costui? E dove ci porterà questo guru di tutti i candidati reazionari del mondo una volta perso il referendum d’autunno…?

 

Conclusione. Alcuni di noi vedono con chiarezza non solo la estrema modestia di un leader (del tutto senza consenso…) come Hollande e qualcuno presagisce il tonfo finale che farà la accorta ma miope Merkel, ma ancora molti non si rendono conto della tragicomica situazione italiana. Dove tutto conta meno che il Paese ed i suoi cittadini.

 

Di più, mentre ci pare doveroso ringraziare il Santo Padre per aver steso le sue ali protettrici sull’Italia,  ed anche per diffondere un po’ di luce sul buio che avvolge la sua (dell’Italia…) patetica politica estera. Vogliamo offrire un’ultima “perla”.  E’ – come al solito – di Renzi.  Eccola…

 

Mentre la neonata ( e superflua) Agenzia della Cooperazione corre dall’amato Egitto, Matteo ha “scoperto” chi impedisce di fare luce sulla fine di Giulio Regeni.    Non quell’Al Sisi che già all’indomani dell’omicidio ha troneggiato sul quotidiano governativo “Repubblica” bensì – indovinate chi? – i professori di Cambridge…  (l’Università di Giulio) che non collaborerebbero con le autorità italiane. Fonte: Renzi/Repubblica.

 

Matteo lo ha anche detto fermamente al nuovo Premier Teresa May…  Ricevendone chissà quale risposta….

 

Chi ricorda la massiccia mobilitazione per Regeni del mondo accademico anglosassone rabbrividisce…. E prova vergogna.

 

E ricorda agli “impuniti” vicini e lontani che Londra ha messo a nudo con la Commissione Cillicot il bugiardo Tony Blair.   Piangeva dell’invasione ell’Irak, ma non si pentiva… Eppure Renzi – omaggiandolo con una subitanea cenetta “a quattro” (con Boschi e Madia…)  all’indomani della sua intronazione si è già preparato un pezzo della sua futura uscita di scena…

 

Intanto La politica estera italiana può aspettare.    “In casa c’è qualcuno che lo fa meglio di te….”   Dunque grazie ancora Francesco….  Sia di averci fin qui protetto, fisicamente ed intellettualmente, additando la strada per uscire da questo tunnel… che va dalla parte opposta a quella di Matteo e della sua raccogliticcia equipe…

 

 

POST SCRIPTUM: IL NEL BELPAESE BENDATO DALL’INFORMAZIONE.

 

Domenica mattina noi, che non eravamo partiti per Rio come “Matteochissàquando” (a caccia – tanto per cambiare – di allori ed ori guadagnati da altri e di cui appropriarsi ) e a passeggio sotto il Corcovado (praticamente unico tra tutti i “governanti mondiali” in tempi in cui sarebbe meglio starsene a casa a vigilare…).   Ebbene mentre Matteo si pavoneggiava oltre-Atlantico a Copacabana, noi – “gufi e rosiconi” – approcciavamo l’edicola sotto casa (tutta decorata di poster promozionali del gruppo “Repubblica L’Espresso) che annunciavano con il quotidiano una copia – a prezzo “stracciato” un numero speciale dell’Espresso dedicato al “grande disordine”, cioè al mondo in convulsioni.

 

Con stupore afferravamo il “nostro” Espresso e scoprivamo che si era miracolosamente trasformato in un pamphlet promozionale del referendum d’autunno   (“Referendum all’italiana”) con perfino un bel “gioco dell’oca” per votare “sì”…

 

Per farla breve: invece di essere costretti a pagare avremmo dovuto essere rimborsati per sorbirci questa ennesima prestazione dell’editore alle voglie di Renzi e dei suoi accoliti. Per colmo di ironia – e disprezzo per l’intelligenza del lettore/cliente – il tutto veniva presentato come prova dell’indipendenza dell’Espresso.  Perfino l’annoiato edicolante confrontava con stupore e mortificazione il poster promozionale con il materiale di propaganda che era costretto a vendere ai clienti.

 

Certo gli editori “puri” in Italia sono una merce proibita, ma arrivare fino a questa furbata è un record da registrare.   Per capirci è come se  la droga “soma” del Mondo Nuovo di Huxley (quella per intontirci e farci accettare tutto…) ce la dovessimo pagare.

 

Che fare? Sciopero dell’acquisto domenicale (tanto più che da anni L’Espresso non è neppure la reliquia scheletrica di quello che fu con Umberto Eco e decine di altri…)? Ovvero “class action” del lettore defraudato.  Mah? Con le nomine “padronali” alla RAI, il canone tv in bolletta luce e tutto il resto dell’”anno terzo” dell’Era Renziana (altro che Era Fascista, EF) non ci si deve stupire dei tanti che – potendo – se ne vanno dall’Italia.   Ci restino loro e se la godano… Finché resta qualcosa da spolpare.  Magari il Colosseo.

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