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07/01/2013
montigaulle

Historia magistra vitae

Historia magistra vitae

Questa frase autoesplicativa (Marco Tullio Cicerone, “De Oratore”, 55 a.c.) sembra aver perso ogni significato all’avvio della campagna elettorale italiana.  peggio, invece di imparare saggiamente dal passato come guida per il futuro, i contendenti sono una pallida replica di figure storiche, entrando ciecamente in ben noti “cul de sac” già sperimentati nel XX secolo europeo.

Fuor di metafora il caso del Primo Ministro “tecnico” prof. Monti è un chiaro caso di “ Sindrome del gen. De Gaulle”. Anni di relativa oscurità nei propri circoli finanziari ed accademici, seguiti da un improvviso “doppio miracolo”: il collasso della credibilità finanziaria italiana e la marcescenza del regime di Berlusconi. Chiamato come un medico d’emergenza, in un solo anno egli ha sviluppato l’idea di raggiungere il ruolo di amministratore delegato dell’ “Ospedale Italia” .

All’insegna del motto “ora o mai più” il prof. ha inventato il suo proprio partito, sotto il proprio nome, ed una “nuova” Agenda di mantra conservatori con inclusa l’ “innovativa” idea della morte del conflitto fra Destra e Sinistra (definite “idee del passato”: vecchie come i sindacati, i diritti civili e sociali, e – di fatto – due secoli di storia europea).

Qualunque paragone con il Generale (di fatto un colonnello…), che da solo ha iniziato la resistenza contro l’occupazione nazista, e ha contribuito alla ricostruzione della Francia post bellica è ovviamente storicamente illecito.

Il secondo esempio di non-rispetto dell’ “historia magistra vitae” è l’aspra noncuranza con cui i politici professionali vengono selezionando candidati e/o nominati per il pletorico (1000 persone…) Parlamento italiano. Alla fine questo procedimento potrebbe risultare nell’istallazione di una specie di Duma della Russia imperiale nel contesto della rivoluzione sovietica, ovvero totalmente irrilevante ai fini dei cambiamenti sociali, economici e politici che l’italia dovrebbe urgentemente fronteggiare. In altre parole una conferma della classica analisi del sociologo Pierre Bourdieu: i politici odiano le elezioni, una rischiosa perdita di tempo nel loro “grande” gioco di potere.

Infine ancora una volta l’avvio della campagna è deludente. La risposta alle banalità dell’Agenda del prof. Monti è: votate per noi, per “un’Italia giusta”.  Cicerone sverrebbe…

This self-evident sentence (Cicero “De Oratore”, 55 BC), seems to have lost any meaning  at the beginning of the Italian electoral campaign.   Worse: instead of learning wisely from the past as a guide for the future, the contenders are a pale replica of historical figures, entering blindly in well known cul de sacs already experienced in the European 20th century.

In plain terms the case of the “technical” Prime Minister Prof Monti is a clear case of “Gen. De Gaulle Syndrome”. Years of relative obscurity  in his own environment (financial and academic circles) followed by a sudden double miracle: the collapse of Italy’s financial credibility and the suppuration of Mr. Berlusconi’s regime.    Called in as an emergency doctor, in just one year he has developed the idea of attaining the role of CEO of “General Hospital Italy”.

Under the motto “It’s now or never”, he has invented his own party with his own name and a “new” agenda of conservative mantras including the “fresh” idea of the death of the conflict between Right and Left (“Ideas of the Past”: conservative as the unions, civil and social rights and basically two centuries of European history) .

Any comparison with the General (actually a Colonel…) who alone started the resistance against the Nazi occupation and contributed to the rebirth of post-war France is obviously historically illigitimate.

The second case of non-respect of “Historia magistra vitae” is the bitter carelessness with which professional politicians are selecting candidates and/or nominees for the gigantic   (one thousand  people…) Italian Parliament.   In the end, this process could result in the installation of a sort of Duma of Imperial Russia in the context of the Soviet Revolution – totally irrelevant to the social, economic and political changes that Italy should urgently face.    In other words, a confirmation of Pierre Bourdieu’s analysis: politicians hate elections, a risky waste of time in their great power game.

Once more, the start of the campaign is disappointing. The answer to the platitudes of Prof Monti’s agenda is: Vote for us for “A Fair Italy”.   Cicero will faint….

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