Archivio People

14/12/2012
gli2-2

Grillo atto II – Luigi De Magistris – Antonio Ingroia

Cosa unisce questi tre personaggi e perché li abbiamo irrispettosamente uniti  nelle righe che seguono senza tener conto dell’esito (che spetta agli elettori italiani determinare) che ciascuno di questi avrà nelle urne di febbraio?

Che ne escano con un segno più, o un segno meno, dipenderà (si spera…) dalla credibilità e dalla consistenza delle loro proposte ed anche dalla coerenza fino all’ultimo momento tra il loro dire ed il loro fare.   Spesso separati – come si dice – dal “mare”. (Nel caso di Grillo anche dallo stretto…)

Tutti e tre nascono dalla definitiva sparizione dall’orizzonte politico italiano di quelle che una volta si definivano “ideologie”, ovvero più semplicemente idee-guida e cioè visioni del mondo, classi gruppi sociali o interessi legittimi da difendere e da privilegiare pur mantenendo   un rapporto con l’intero Paese: il post-ideologismo glorificato nel modello mediatico berlusconiano ha polverizzato tutto questo sostituendolo col vuoto.    Altro che “fare”…      Dunque, coloro che  – come i nostri tre – comunque riempiono questo vuoto con una condivisibile parola d’ordine (“no alla corruzione”, ovvero “basta con la casta politica”, oppure “sosteniamo la parte più svantaggiata della società italiana”) rischiano il successo (De Magistris lo ha già avuto con l’elezione a Sindaco di Napoli ed il seggio tra i Dipietristi al Parlamento uropeo).

Ovvio che grazie al un look forte (anche fisicamente…) e ad una quasi totale assenza di “peso” culturale vengano preferiti alla moltitudine di politici che si intorcina nella vacua nozione di “moderatismo”: difficile da digerire nell’Italia in cui il terzo più disagiato dispone di meno del 10% della ricchezza nazionale.  E che per converso il 10% più opulento ne possiede oltre il 50%…

Tutti e tre privilegiano contenuti semplici di cui l’acqua pubblica e l’anticorruzione sono assi portanti…

Il comico (che non fa più ridere…) Grillo è il primo ad aver surrogato il vuoto postberlusconiano di  credibile cultura politica con insulsaggini assai gradite alla “pancia” nazionale: “vaffa”, la piccola Norimberga, le nuotate messianiche, il nuovo Gesù.  Il tutto rovesciabile (come una volta si “rivoltavano” cappotti e vestiti per farli durare di più).   Ora l’inversione è totale fino alla paradossale affermazione “io sono democratico e chi non è d’accordo è fuori”.  E, dunque, basta con le domande dei seguaci “riottosi”.    Parlare di antipolitica o credere nel “così ce li togliamo dai c…..” è tutto quello che resta di una stagione ormai consumata e al termine della quale lo stesso Grillo viene (forse inconsapevolmente)  assumendo le fattezze del Mangiafuoco di Pinocchio.

Tutt’altra storia quella degli “arancioni” (come il ben pubblicizzato “Conto arancio”…): qui si collocano – come ingredienti fondamentali – i due magistrati di lungo corso: uno già transitato nella politica (secondo un modello incautamente inaugurato ormai da tre decenni soprattutto dalla sinistra) Lugi De Magistri e  Antonio Ingroia… ora esiliato in Guatemala  per una improbabile missione delle Nazioni Unite. Il primo si affida al bacino elettorale del suo Municipio, il secondo ad uno spazio mediatico ipertrofico del tutto incongruo con la riservatezza dell’impegno di magistrato.

Tutto ciò non sorprenda, considerato che la sparizione dei contenuti politici si è accompagnata con l’eclissi della nozione base della politica intesa come impegno temporaneo di pubblico servizio e non (almeno non così sfacciatamente come oggi) come “chance” principe di auto-affermazione.  Che ne pensate?

Ultimi post in People

Fabrizio Saccomanni

20/06/2013

Fabrizio Saccomanni, già Direttore Generale della Banca d’Italia (dal 206), ha assunto – alla costituzione del Gabinetto presieduto da Letta, il “giovane” – la carica di Ministro dell’Economia e Finanze che già fu (nel Gabinetto del ...

Guglielmo Epifani

15/05/2013

Dopo una lunghissima carriera ai vertici della CGIL partita alla fine degli anni ’70 come Segretario dei Poligrafici, poi dal 1993 vice di Bruno Trentin e poi di Sergio Cofferati ed infine Segretario Generale dal 202 fino all’elezione ...

Giulio Andreotti

07/05/2013

E’ morto – come ormai tutti sappiamo – a 94 anni  nel suo letto (privilegio non concesso a molti e certo non al suo antagonista oggettivo, Aldo Moro) Giulio Andreotti.   Il suo cursus honorum politico è del tutto noto e – in qualche misura ...