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26/10/2012
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Fornero

Sta per festeggiare il primo anno da Ministro per il lavoro, le politiche sociali con delega alle pari Opportunità Elsa Fornero la 65enne professore ordinario di Economia politica all’Università di Torino.

Il suo curriculum è relativamente lineare e non privo di spunti interessanti quale la vantata origine familiare (classe operaia): un’origine peraltro via via diluitasi fino alla consacrazione dell’appartenenza alla Torino bene ma “pensante” ed ovviamente piena di sussiegoso decoro, legami con il mondo bancario (incarichi in San Paolo Intesa, e così via) ma certamente le mille miglia lontana sia dalla classe operaia (da cui pure proverrebbe) che dai fermenti culturali che per decenni hanno vivificato la capitale subalpina.

Il cursus universitario (con tocchi “moderni” quali i corsi in inglese: forse per i futuri espatriandi…)   è avvenuto con regolarità all’ombra di un serio economista come Onorato Castellino anch’egli esperto di economia previdenziale (ma non solo di questa); ed a corona una serie di incarichi minori  ma prestigiosi e lucrosi come nella tradizione italiana dei professori universitari.

Insomma una storia esemplare fino alla telefonata d’investitura che le cronache attribuiscono al Prof Monti nel giorno stesso della concessione del laticlavio senatoriale ed all’incarico di formare il Governo.  Il resto è noto (anche se forse non sufficientemente interpretato): dalle lacrime sui “sacrifici” da irrorare agli Italiani (meglio:una parte di essi e proprio quelli titolari naturali delle politiche sociali affidate al suo Dicastero), fino all’aggressività ideologica sui diritti del lavoro, già “pallino” e mandato naturale  di molti dei suoi predecessori – che lo hanno doverosamente rispettato – dal democristiano Donat-Cattin al socialista Giugni.

Alla moderazione socialmente coltivata della Prof Fornero si è sostituito un aggressivo ideologismo del Ministro Fornero (es. la Lepanto dell’art. 18) che a qualcuno può ricordare quello della Signora Thatcher; e non occorre ricordarne i connotati violentemente repressivi nei confronti di sindacati e classi subalterne fino a realizzare il record di diseguaglianza del Regno Unito d’oggi.

Ultimo capitolo di questa non felice esperienza (a partire dalla scelta come Sottosegretario di Stato dell’imberbe “figlio d’arte” Michel Martone quello degli “sfigati” che a 28 anni non si sono ancora laureati….) può essere sintetizzato con il recente appellativo di “Choosy” ovvero “difficili da accontentare”, secondo il Dizionario Ragazzini Biagi confortato dall’Oxford, appellativo incongruo se applicato ai precari spesso laureati che per 500 euro al mese (quando ci sono) si sfiniscono nei call centers.

Ma il Ministro che parla in inglese (beata Lei) ha fatto di peggio allorchè avvicinata in un pubblico incontro da un invalido in carrozzella, intubato, lo ammoniva ad attendere il compimento del “risanamento” dopo il quale si sarebbe passati alle politiche “sociali”.   Tradotto in italiano: mio buon pezzente aspetti il suo turno ed abbia fiducia.

Davvero non male per un Ministro preposto a queste “politiche”.     E il resto, ahimè, alle cronache future.

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