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19/04/2017

Flash | “TUTTI GIU’ PER TERRA”

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Le ultime notizie danno l’”Armada” statunitense già diretta verso la Corea del Nord ed il suo improbabile dittatore come in piena retromarcia rispetto all’itinerario nel Pacifico verso il Mar Cinese settentrionale.  Allo stato possiamo solo pensare che la “Navy” (a differenza delle allegre marcette patriottiche di Sousa a cavallo tra la fine dell’800 ed il primo 900 ovvero all’epoca del “Big Stick” di Theodore Roosevelt, possibile – ma improbabile ispiratore di “The Donald”) – “o the Navy” – era particolarmente incongrua per affrontare la persistente provocazione di quello Stato.  Il quale peraltro parrebbe averci messo del suo: soprattutto fallendo l’ennesimo lancio missilistico.

 

Dunque tutto a posto?  Successo dell’ennesimo bluff del neo-Presidente Trump: anzi successo o vincita a costo zero (carburante a parte…)?  Chi lo sa e poi: è proprio qui il cuore del problema? Non pare.  Anzi pare proprio che il “girotondo” continui da una parte, poi dall’altra, allargandosi di continuo.  Fino al probabile grido finale del “tutti giù per terra”.   Ma tutti, proprio tutti.

 

Ovviamente ci dispiace… per dirla garbatamente.  Ma non sarà facile scongiurarlo.  Per almeno due buone ragioni: la prima consiste nell’impressionante livello di passività (mista a scoppi di “ira funesta”) di Governi e classi dirigenti sempre più ciechi, ma non meno arroganti.  La seconda – collegata alla prima – è l’assenza di reazioni consapevoli dei governati,  “Governati” perché (nella corrente, ma non nuova, crisi della rappresentatività popolare) sono praticamente usciti di scena.  Certo in un terzo del pianeta (un terzo all’ingrosso…) votano ma sanno fin troppo bene che restare a casa invece che recarsi alle urne non fa una grande differenza.

 

A furia di svuotarlo, il “giocherello” democratico si è infatti definitivamente scassato.  Peggio: ogni volta che lo si aziona si ritorce contro i manovratori.  E naturalmente in ancor maggiore misura sui titolari (nominali) della sovranità. Ovvero i cosiddetti “cittadini”.    Non bastasse questa inversione rispetto alle rosee aspettative suscitate dal 1989 e dalla “vittoria” dell’Ovest democratico liberale e capitalista, gli stessi “vincitori” non hanno avuto neppure un briciolo dell’intelligenza  mostrata alla fine della Seconda Guerra mondiale.   Che – di fatto – aprì una grande stagione di pace e progresso nel Nord ma in parte nello stesso Sud del “sottosviluppo”.

 

Non solo.  Ma alle scelte politiche (che di fatto non distinguevano tra vincitori e vinti) si aggiungeva un tentativo di riassetto negoziale globale: Nazioni Unite, integrazione regionale (tipo Europa) e regolazione partecipata dei crescenti problemi globali (Istituzioni specializzate della Famiglia ONU e non solo): oggi tutto questo è sparito o quanto meno smantellato.  Un po’ come da noi – su scala nazionale – l’inefficacia dei Parlamenti fosse risolta con la loro cancellazione…

 

Per tornare all’oggi non si può non domandarsi se il girotondo dei “bendati” possa essere preservato da un bombardamento notturno in Siria, più una “superbomba” in Afghanistan, più una tournée della flotta statunitense nei mari orientali (ma ora già segnalata un po’ più a sud: nell’Oceano Indiano, al largo dell’Australia…) culminata in una “messa cantata” sulla tolda di una portaerei affidata allo scialbo Vice di Trump, tal Pence.      Difficile questa volta attribuirgli un ruolo salvifico…

 

Intanto continuano le schermaglie intorno al “girotondo”: domenica si vota per le  presidenziali francesi strette tra la neo-fascista Marine Le Pen ed uno stuolo di “personaggetti” (per usare la brillante definizione del Governatore campano De Luca…) alla ricerca del biglietto vincente della lotteria.  In Gran Bretagna (sempre meno grande…) a giugno la Leader conservatrice May cercherà il plebiscito che (secondo lei…) le dovrebbe dare forza negoziale per ottenere una “exit” al positivo e non – come prevedibile assai onerosa.

E’ già successo…

 

Da noi – manco a dirlo – siamo sempre a Renzi versus Grillo.   Moderna versione della “padella e la brace”.

 

Suggeriamo l’acquisto (e la traduzione italiana) del volume dell’anglo-indiano Pankaj Mishra: il primo (a nostra conoscenza…) che con il suo “The Age of Anger” (l’età della collera) finalmente raccorda i vari capi del nodo del caos globale.    Se non altro ci eviterebbe il profluvio di banalità sull’Islam, i populismi, l’era Trump.  E poi la materia con cui è fatto l’orrendo Erdogan e co.  Insomma: tornare a pensare se non ad agire.

 

Una curiosità del libro.  Ci siamo anche noi Italiani.  Ma indovinate con chi (oltre al prevedibile Mussolini…) ed eccoli qui: D’Annunzio e Marinetti.  Chissà che non servano – magari al negativo – più di Sturzo, De Gasperi e Togliatti…

 

 

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