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22/02/2017

Flash | TRUMPISTI D’ITALIA

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Sbaglieremo, ma – secondo noi – l’attuale sfracello italiano ha un punto d’arrivo ben preciso: il week end del 27/28 maggio allorché si terrà (nel grande topos turistico culturale di Taormina) il Vertice annuale G7 all’augusta presenza del leader del “mondo libero” Donald Trump anche se – chissà? – ancora una volta senza l’ottavo “Grande”, lo Zar Vladimir Putin.   E cioè l’Ottavo Grande.

 

Già ma che c’entra il caos nostrano con una scadenza tutto sommato di routine da qualche decennio e sempre più vuota di prospettive ed indicazioni rispetto a quello che ora si è scoperto anche nell’ottuso Belpaese essere il “caos globale” ?       Apparentemente niente: infatti i guai nostri sono prevalentemente endogeni, autoprodotti.   Meglio pallido e periferico riflesso di trasformazioni ed impasse che neppure immaginavamo….  Quando era il tempo di vederli e di preoccuparsene.

 

Ma niente paura, ora il nostro nostro-Clark Kent del contado fiorentino (già “Campione” dei preveggenti Marchionne e De Benedetti…) è tornato ad essere Superman ed è volato in California.  Non novello “Nando Mericoni” di un “Americano a Roma” del geniale Sordi, bensì astuto anticipatore di  svolte epocali.  Quali?

 

Lui dice sul suo blog (ma chi lo legge?) di andare a studiare le sconvolgenti novità del “fotovoltaico”…  Noi citeremmo suggestionati il grossolano “calembour” : “sei obbiettivo, allora fotografa sto c.”…   Ma – per educazione – ce ne asteniamo.

 

Un salto sulla West Coast (ma non gli bastava il Mugnone?) mentre l’Italia oscilla tra catastrofe e ridicolo.  Ma lui – giustamente – pensa a sé ed aveva bisogno di mettere tra parentesi gli ingrati Italiani ed i loro (suoi no?) guai.

 

Ed eccolo dunque vicino, vicino a quello che potrebbe essere il suo nuovo ispiratore: il grande Donald, il salvatore dell’America, magari anche della Svezia (ah, ah…) e perché no di quella civiltà occidentale di cui è cotanto campione.

 

Ed ecco Matteo lì dove le “cose succedono” e non a perdere tempo con gli Emiliano, i Bersani e perfino i Rossi e gli Speranza.  Intanto – mal che vada – si sarà “fatto vedere” negli USA e – benché vada – a fine maggio sarà alla scaletta del Force One dopo aver sgominato gli usurpatori…  Incluso quello che riteneva essere soltanto il suo “segnaposto”, ovvero Paolo Gentiloni…

 

Fantasia del provinciale frustrato o realtà lo vedremo presto…

 

Intanto a Roma si formano le “legioni trumpiste”: la Capitale è messa a sacco dalla storica sindacatura Raggi e dalla bellicosa orda tassinara (bombe carta e tirapugni altro che “Quarto Stato” e progresso popolare…), l’ordura dilaga e – forse – si supererà il record storico di Napoli.   Dice il duce pentastellato l’ex comico Grillo passando in rassegna le legioni insediate nella Capitale “diamogli tempo”: già anche Roma non è stata fatta in un anno e – per farla a pezzi definitivamente ci vorrà un po’ di tempo…   Buon lavoro.

 

D’altro canto la “fuga dalla (e “della”) politica continua con l’agonia (assistita?) del fu PD… sempre che Matteo non riesca – in “cento giorni” – a riprendersi tutto.. in tempo per Taormina

E per completare il processo di trasformazione dell’Italia.

 

Risate e cala il sipario.

 

Noticina finale.  Il casotto della politica italiana è stato nelle ultime settimane allietato dalle musichette degli aedi mediatici prezzolati (grande stampa…) che – orbi di fronte al trumpismo italico violentemente dilagante – hanno “scoperto” che ogni sortita “a sinistra” del PD non potrebbe che ridursi a quei disgraziati – fuori della storia – dell’americano Sanders e del britannico Corbyn.  Ohibò, mamma mia che paura.

 

Trumpisti d’Italia, unitevi.

 

 

 

 

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