Flash

04/03/2016

Flash: Trump? Chiamiamolo in Italia

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Ok.  Ci costerà un po’, ma questa Italia ha bisogno di uno così.   E non è poi così detto che sia impegnato negli States considerato il fuoco di sbarramento che la fiacca classe dirigente della destra repubblicana gli sta –tardivamente  – approntando contro.

 

Noi saremo “gufi”, ma non passa giorno senza che tragici (farseschi, quando ci dice bene, eventi) illuminino le nostre tranquille serate.   Si passa dall’ottantenne cardiopatico e dializzato sbattuto in carcere a Genova per aver osato dissentire da una multa, alla capa dell’Agenzia delle Entrate che minaccia di “far conoscere il volto “oscuro” dell’Agenzia a chi non  paga.   Abbia l’esattore più rapace d’Europa (per livello dell’imposizione) ragione o no.   Una minaccia, peraltro, di fatto rivolta solo ai “poveracci” perché gli “altri” – se mai – “negoziano”.

 

Ma questo è il lato soft della realtà italiana, come pure la “galleria degli orrori” che il regime renziano propone alle imminenti elezioni municipali come “reggitori” delle disastrate città italiane (per il Governo centrale ’”autonominato” la durata è illimitata, genere Corea del Nord, Egitto e così via… grazie all’Italicum ed altre “riforme”).      Più che soft, “petaloso”.  O detto in termini più espliciti, il “riformato” Governo della fanfaluca.

 

Purtroppo quando veniamo in contatto con il vasto mondo, scoppiano grane, quando non vere e proprie tragedie.   E’ il caso dei due tecnici italiani “rapiti” e poi massacrati in Libia mentre a Roma si disquisisce su come, e quando, intervenire in armi per “stabilizzare” l’ex “scatolone di sabbia poi diventato “cassaforte” energetica dell’Italia.    E’ il caso del nostro Regeni le cui orrende e colpevoli sofferenze si cerca di far dimenticare a colpi di “petalosità” e di diversioni più o meno idiote (tanto gli Italiani se “bevono” tutto, non sanno e non vogliono sapere…). Ma su questo torneremo.

 

Intanto si cerca di “bilanciare” i due morti in Libia con altri due tecnici “salvati” .  Non si sa se l”Italia abbia pagato, se i due italiani siano riusciti a mettersi in salvo da soli e soprattutto come il “doppio evento” si collochi nella – del tutto improbabile – transizione di quel Paese.

 

Il tutto ha messo un – relativo – stop alle frenesie guerresche che da settimane aleggiavano nella nomenklatura nazionale. Anzi ora sono entrati in una specie di pausa di “riflessione” per evitare guai maggiori ed andare esplicitamente contro il risultato “pacifista” dei sondaggi nazionali.  La palla nel frattempo è affidata (da Renzi…) ai servizi segreti italiani  che – magari – la Libia la conoscono, ma non è detto che la pensino come la grande maggioranza degli Italiani.  Anche qui solo Renzi pensa di avere saldamente in mano il “boccino”.

 

In attesa dell’arrivo “in esilio” di Trump (ma poi che farà il sanguigno e rodomontesco Salvini?), non resta che stare alla finestra intonando l’inno nazionale “io speriamo che me la cavo…”.        Ma è il caso Regeni che continua ad aleggiare come una nuvola scura su tutto quello che può capitare fuori dei confini nazionali e – soprattutto – non è per niente detto che il Governo difenda veramente i compatrioti, soprattutto se non si limitano a farsi i fatti loro, come a suo tempo suggeriva il saggio e longevo Andreotti…

 

Più specificamente il dubbio che attanaglia noi – e non solo noi – non è se Regeni fosse diventato una pedina inconsapevole nel “gioco” più grande anti-Sisi (il dittatore soi-disant “filo-Occidentale), ovvero pro o contro gli affari con gli Italiani, quanto piuttosto se la concomitanza con i “festeggiamenti” per il nuovo accordo sul   gas non abbia distolto l’attenzione dal giovane già scomparso.  La regola-base di una diplomazia funzionale e “democratica” è esattamente il contrario di quanto è stato fatto.    Infatti – proprio perché gli Egiziani tenevano più di noi alla nuova intesa (ex AD Scaroni dixit, come è del tutto logico… perché il mercato è basso e – se mai – del compratore e non del venditore…).   Ebbene la voce grossa andava fatta da subito: quando verosimilmente Regeni era ancora in vita.     E negoziare, anche al buio: toccava agli Egiziani risolversela.   Ma no.  Noi scodinzolavamo per non disturbare la visita (e gli affari) della Ministra-imprenditrice Guidi, salvo farla partire quando era troppo tardi.

 

E adesso il povero volenteroso Ministro Gentiloni sta lì a chiedere – un giorno sì e l’altro pure – al “boia” (se non altro politico…) aiuto e “verità”.      Ci sarebbe da ridere se non fossimo di fronte ad una pagina che rievoca le vicende più oscure della storia nazionale.  Vedremo. O almeno speriamo, mentre facciamo tutti i possibili scongiuri, di non dover vedere anche una nuova pagina militare della Repubblica…

Infine dobbiamo scusarci per non esserci tempestivamente uniti al coro che ha accompagnato l’arrivo in Italia di un nuovo singolo speciale “immigrante” il piccolo Tobia Antonio: un americano già così legato ad uno dei più prestigiosi leader della sinistra Italiana, il compagno Vendola. E poi si dice che non siamo a favore dell’integrazione cosmopolita…

 

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