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14/09/2016

Flash | TRA HILLARY E TRUMP GLI AMERICANI VOTANO PER RENZI

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Se la Raggi è ad un pelo da far rimpiangere ai Romani quel “buontempone”,  il Sindaco chirurgo e presenzialista  (fino al punto di farci ricordare la barzelletta: “ma chi è quel tipo vestito di bianco a San Pietro alla finestra vicino a “Pippetto”?), così Renzi svapora di fronte alla grandezza del suo pre-pre predecessore Bettino Craxi, condannato dai comunisti (allora si chiamavano così) all’esilio ed alla “damnatio memoriae”.  Questo oblio non vale per noi che sempre ricordiamo quando i carabinieri di guardia all’aeroporto di Sigonella, Italia, sfidarono e respinsero in armi le arroganti “Delta Forces” per difendere la dignità nazionale italiana.   L’ordine di resistere alla prevaricazione dato da Craxi – un “atlantico” di ferro ma anche un patriota romantico, ma soprattutto un italiano fiero di esserlo – era di non cedere all’intimidazione.   Che l’Italia non era  la Repubblica di “Bananas”…

 

Questo non deve essere l’avviso di Renzi che con ogni probabilità invidia a Sergio Marchionne e a Carlo De Benedetti (suoi sponsor dichiarati e “colpevoli”) la loro mazzetta di passaporti soprattutto nord americani, ma anche elvetici.   Così, in attesa che vada Oltreatlantico a rifarsi una vita (”lascio la politica, cambio professione”) la sua irrefrenabile pulsione yankee (vizi di provincia….) si accorda perfettamente con le inverosimili dichiarazioni dell’Ambasciatore Statunitense a Roma contro il “no” referendario e a favore dello “smantellamento” costituzionale orchestrato dal prediletto Renzino con l’utopistico obiettivo di “attirare gli investimenti”.    Se doveva essere un “assist”, rinforzato dalla cenetta d’onore a Washington alla Casa Bianca tra gli Obama e i Renzi in programma per ottobre, suona più come una pietra tombale e un disvelamento dei reali mandanti di Renzi e del renzismo.   Certo non il popolo italiano cascato nell’ennesima trappola.

 

Considerato il degrado in atto nell’agenda elettorale USA che vede i due Partiti tradizionali (anzi ultracentenari…) candidare il peggio di sé, le parole dell’Ambasciatore costituiscono non una gaffe (stanco anche lui, come Hillary?) ma una provocazione ad un Paese che non ha mai lesinato un appoggio – praticamente “in bianco” – all’alleato statunitense.    Non solo ma, poiché quando piove ci si bagna, ecco il mostruoso “scivolone” di quelli che dovrebbero essere il nostro salvagente di fronte a Renzi e alla sua autistica megalomania, e cioè i “Cinque stelle” (senza contare che di stelle gli Americani ne hanno più di cinquanta….) che non hanno trovato di meglio che paragonare Renzi al “venezuelano” Pinochet.

 

A noi non scandalizza il paragone in sè, anzi – vista l’occupazione massiccia renziana di cariche pubbliche, semipubbliche e mediatiche – pensiamo che, quando se ne andrà, occorrerà procedere ad una sorta di “denazificazione” come si fece in Germania dopo la più che meritata sconfitta.   E, d’altro canto, il “continuismo” italiano (nonostante la Costituzione…) è a tutt’oggi la fonte principale dei nostri guai…

 

Viceversa ci scandalizza (ma non sorprende…) il livello di ignoranza dispiegato da quello che dovrebbe essere uno dei più qualificati candidati alla presidenza del Consiglio: la tragedia cilena è confusa  con altri Paesi di quel Continente (il “venezuelano” dittatore cileno Pinochet).   Atroce la difesa d’ufficio: “non era nato all’epoca…”.  Già ma chi di noi ha convissuto con il Re Sole, Napoleone e perfino il Cristo di Nazaret?

 

Insomma siamo a questo punto e da qualche parte bisognerà pur ricominciare…. Come si dice: “se non ora, quando”.

 

Quanto agli Americani (vacanze o fine mandato dell’Ambasciatore Philips a parte) forse sarebbe venuto anche per loro il momento di una “spolverata” a cattive abitudini a malapena mascherate da un “Soft Power” assai male assortito di colpi di forza le cui conseguenze si traducono in “vasi di Pandora” che massacrano interi popoli… E risparmiamoci gli esempi perché tanto li abbiamo alle porte di casa.

 

Infine un paio di osservazioni alla rinfusa.  Richiamo alla “Brexit” – ora paragonata al possibile ”infausto” “no” referendario -: ebbene gli Inglesi sono ancora vivi, si sono liberati dell’insulso Cameron, hanno dato un segnale di “resilience” (resistenza all’usura) come solo loro sanno fare, hanno rimescolato carte unte e bisunte.  Dunque che c’è da temere ad affidarsi alla sovranità popolare?      Elites di cartapesta: risparmiamocele… quando possiamo.

 

I “Cinque Stelle” seguano l’ammaestramento (peraltro verbale e non seguito col suo proprio figliolo…) del Bossi in canotta all’indomani della vittoria della Lega Nord: “eletti del popolo” studiate, andate all’Università, impratichitevi di diritto ed economia.    E magari anche storia. Vi serviranno, sono indispensabili per governare.   Grillo, che è chiaramente un autodidatta, non lo sa e, dunque, informiamolo che quelli che “non sanno” vincono solo nelle Sacre Scritture.    Fino ad ora non è mai successo e il futuro non si annuncia molto promettente….

 

 

 

 

 

 

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