Flash

28/03/2013

Flash – Terzi non ha colpa. Terzi Schettino

Terzi non ha colpe nel mostruoso “danno collaterale” del “caso marò”. Infatti, che colpa potrebbe avere una farfalla di essere farfalla, un topo di essere topo, o più precisamente un funzionario “allevato” per essere ciò che è: l’esatto contrario di un diplomatico al servizio non di questo o quel Governo bensì del proprio Paese: Right or wrong is my Country, è l’antico motto. Né più né meno di quel “pacta sunt servanda” che l’ultimo “furbetto” ha stracciato e – di fatto – buttato nel gabinetto.

La colpa – proprio così – è di chi lo ha scelto (e di chi non si è opposto…) pur conoscendone la ben nota fragilità (opportunismo?) di fronte alle responsabilità e nella direzione “politica” e tecnica. La colpa è di chi gli ha lasciato costruire una carriera sull’ “exploit” della visita di Fini in Israele. Un afflato che Terzi ha mantenuto fino alla recente “gaffe” del voto anti-palestinese all’ONU. La colpa è soprattutto di chi ha lasciato trasformare la Farnesina in un ridotto più che reazionario, oscurantista e totalmente incapace di essere nella benchè minima sintonia con un mondo cambiato ed investito da una crisi in cui l’Italia deve ancora costruire un minimo di “ubi consistam”.

Anzi Terzi ha avuto un grande merito: quello di mostrare che il “Re è davvero nudo” e l’Italia rischia di diventare – per sempre – non il nemico dell’India, bensì lo zimbello della comunità internazionale. Per un ventennio né Governo né opposizione hanno mostrato alcun interesse e/o capacità sia nella definizione di “linea” che nella gestione di strutture e persone. Proprio Terzi con le baggianate sull’”onore” della diplomazia italiana assortite da chiacchiere da “antemarcia” (su Roma…) ha illustrato questa disgraziata situazione. Troppo facile definire oggi il “pupillo” di un gruppo che lo ha “costruito” dal nulla (da Fini testè cacciato dal Parlamento nazionale al ventennale Segretario della Farnesina Vattani e senza dubbio alcuno anche dal D’Alema Ministro della continuità) come uno “Schettino”, anzi un super-Schettino dato che scappa non per sola paura ma nella speranza di guadagnarci sopra.

E chi oggi inventa la facile equazione Terzi=Schettino per anni non ha dato informazione alcuna su ciò che stava avvenendo alla Farnesina.

Quanto al Governo della gestione degli affari correnti (e speriamo che finiscano il prima possibile) la sua “politica” internazionale si sintetizza nel più miope economicismo (spread, fiscal compact e dintorni) assortito di cenette in Campidoglio con gli amici del “Bilderberg”. Troppo o troppo poco. Speriamo che la “lezione” Terzi apra qualche occhio prima che la politica interna si mangi definitivamente quella estera e quest’ultima si vendichi come è accaduto in questi giorni.

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