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07/04/2017

Flash | STOCCOLMA, SIRIA

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La linea tenuta da Donald Trump (fin qui scrupolosamente fatta propria dal Governo italiano) per giustificare l’attacco aereo in Siria è quella della “risposta proporzionata” ai massacri di civili compiuta dalle truppe di Assad.  O meglio attribuite – fino a prova contraria – al dittatore siriano.

 

Dunque tutto a posto? Non proprio perché – anche se Trump e la sua amministrazione nuova di pacca neppure lo sanno – dal punto di vista del diritto internazionale ci sarebbe voluto un mandato ed una previa attribuzione certa di responsabilità al regime siriano.   Solo formalità a cui si attaccano oggi gli indispettiti Russi?    Non proprio perché – se il buon giorno si vede dal mattino – possiamo aspettarci una Casa Bianca che “sparerà” tutte le volte che lo giudica opportuno.  Gli altri – Alleati compresi -  si fottano.  E con loro il Senato statunitense, completamente ignorato dalla “nuova” Casa Bianca.

 

Insomma un cambiamento di cui non si sentiva proprio il bisogno.   Ovvero l’applicazione della “legge” del Far West al disordine globale.   Un po’ come la lotta alla droga nelle Filippine lanciata dal presidente dittatore Duterte.   Prima ti ammazzo, poi vediamo.

 

Così, pur senza spendere una sola parola in difesa di Assad, c’è ben poco da gioire per l’”intervento” USA.  Infatti qui siamo di fronte alla sepoltura di qualunque norma internazionale, di qualunque tentativo di regolazione concordata del conflitto e del disordine globale.   E’ l’eredità ultra cinquantennale seguita alla seconda Guerra mondiale in cui i conflitti c’erano ma la comunità internazionale tentava di regolarli o, almeno, di disinnescarli, è questa “eredità” di semi-pace o meglio di non-guerra che va in pezzi dopo appena un paio di mesi dall’insediamento di Trump.

 

Oggi tocca – meritatamente – ad Assad, domani chissà.

 

Nel frattempo la mini-strage di Stoccolma ci ricorda che lo scenario è globale e non si limita ai “teatri di guerra”.  Così “funziona” la Terza Guerra mondiale.  Non solo ma la scelta della moderata, ospitale, civile Svezia conferma che la linea di faglia non è quella tracciata dall’opinione pubblica mondiale, bensì quella che ciascuna parte in conflitto (o che si ritiene tale) decide di seguire.   E difficilmente verrà fermata da droni o bombardamenti “mirati”.   Mirati a chi?  E dove?

 

Con la logica dell’Amministrazione Trump la risposta è quella del “muro”.   Possibile?   Perché no?   Infatti la specie umana – cioè noi – potrebbe chiudere il suo ciclo con una replica gigante (e pervasiva ovunque) della Grande Muraglia di Cina.   E’ forse questo il tema delle conversazioni “vacanziere” appena tenute tra Trump ed il leader cinese?  Insomma un po’ più del cattivissimo Kim terzo di Corea ovvero la guerra commerciale tra le due Super-potenze?

 

A questo punto sempre più prepotente emerge la nostalgia non per i sicofanti alla Fukuyama, quanto piuttosto per il profetico, umanissimo George Orwell.  Quello di “1984”, ma anche della sempre più valida “Fattoria degli animali”.   Usiamo ancora questi testi (e quelli del “Mondo nuovo” di Aldous Huxley) come le vecchie lenti per i film 3D.    Chissà che non si capisca più che nelle allocuzioni dei “Grandi” della Terra…

 

Anche se recenti dichiarazioni, del Presidente Trump, riportate dalla stampa internazionale ed italiana riferivano “verbatim” (18/19 febbraio u.s.) “avete visto cosa è successo in Svezia… nessuno poteva immaginarlo.”

Arti divinatorie del neo Presidente statunitense?  Jellatore o che altro…?

 

Dopo un mese e mezzo eccoci qua a registrare come Trump non si fosse sbagliato a citare la Svezia tra le vittime di episodi terroristici.  Anzi fosse arrivato con congruo anticipo…..

 

Infine un pensiero per Papa Francesco, la cui Pasqua difficilmente si limiterà quest’anno alla Via Crucis al Colosseo e/o al lavacro di piedi umili in San Pietro.   Qui ce ne è per tutti… e dappertutto.

 

E meno male che nell’Italia “felix” il solo problema appare essere il ritorno del neo Conte di Montecristo (già “Matteosubito” di Maria Elena…) coniugato con la “presentazione in società” del proprietario-erede del “movimento” pentastellato.   Paese che vai, usanza che trovi.  E “democrazia” che credi…..

 

Più che a noi, auguri a figli e nipoti.

 

 

 

 

 

 

 

 

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