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21/04/2017

Flash | SPARI A PARIGI, STRETTE DI MANO A WASHINGTON

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Il calendario globale ha le sue scadenze ed i suoi imprevisti.  Tra le “scadenze” c’è evidentemente (e sia detto senza cinismo alcuno: si tratta di coincidenza prescritta…) la sparatoria nel centro di Parigi tra l’Arco di Trionfo e Piazza della Concorde.  Ovvero tra l’”alfa e l’omega” di Francia…  Mentre l’”imprevisto” (davvero?) si è registrato nelle stesse ore nella visita sinodale di Paolo Gentiloni al Donald globale: imprevisto – se non altro – nella positiva “piacevolezza” dell’incontro.   Culminato con la nota di curiosità domestica dell’irruzione della figlia prediletta di Trump, Ivanka, nello studio ovale per “sbirciare” il nostro elegante amico Paolo Gentiloni. Primo Ministro della “spettacolare” Italia (Trump dixit…).

 

Partiamo da Parigi. E cominciamo con una nota “personale”.  Testimonianza, come si dice… nel gergo degli “speciali” televisivi…

 

Non più tardi di una settimana fa chi scrive si trovava a Parigi e nella tarda serata di venerdì (giorno tradizionalmente movimentato..) e percorreva in auto una strada tra due paesini della periferia nord della città, sul lato “chic” della foresta e del castello di Saint Germain en Laye. Così mentre con il nipote sedicenne osservavamo gli arrivi nella locale stazioncina ferroviaria (a Parigi tutto ciò esiste e funziona intorno alle grandi città, non come nel Belpaese…) una “banda” di ragazzotti venuti da un “ridotto” forse malavitoso certamente non “affluente” sortivano dal treno con l’aria di chi cerca di “svoltare” la serata. E, forse più l’automobilina rossa su cui eravamo che la possibilità di una rapina al volo li attirava all’aggressione (calci, pugni sui vetri, tentativo di aprire le portiere e possibilmente impadronirsi di auto e “bottino”).    Ma poi o la nostra fortuna o la loro ancor debole determinazione ci permetteva una ingloriosa fuga.  Con pochi o nulli danni.   Quale è la morale?

 

Semplice. Malessere e violenza sono dappertutto e Parigi, la Francia conservatrice e solo apparentemente benestante sono un focolaio sempre pronto ad esplodere: prima e dopo i “Lupi solitari” dell’ISIS. La polizia – oltre all’azione “d’istituto” – ci mette del suo come in un  caso recente di violenze fisiche e sessuali ad un marginale mariuolo ridotto in fin di vita.  Ed in Francia la memoria dura più che nella smemorata Italia.   Certo non è tutto qui, ma questo c’è e definisce la profondità del “malessere”.  Che non è né culturale, né strumentale ma è il conto di quanto si sarebbe potuto fare e si è fatto, ma al contrario: esacerbando le contraddizioni.

 

Intanto questa rimane la cornice della “contesa” elettorale di domenica.   Sulla quale è già stato detto (in anticipo…) tutto ed il contrario di tutto.  Vedremo.

 

Imprevisto – o forse fin troppo previsto – il successo dell’incontro bilaterale USA-Italia a poco più di un mese dal Vertice G7 (G8 se e quando Putin verrà di nuovo invitato…) di Taormina.

 

Certo un dato che si tende ad omettere è quello dei 30mila militari statunitensi acquartierati nella penisola come si conviene per un Paese che – anche se lo dimentica – la guerra l’ha persa e non vinta.  Un dato che peraltro ci ha a lungo “rassicurato” ma ora?   Intanto mentre – più o meno – mettiamo il carro dove vuole il “padrone” la dialettica tra i due Paesi si limita alla simmetrica richiesta di “fare di più”: noi spendere di più in armi, loro esserci quando da soli non siamo sufficienti anche nel nostro “cortile di casa” libico.

 

E allora buon fine settimana.

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