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20/01/2017

Flash | SOPRAVVISSUTI ALLA SLAVINA. SOPRAVVISSUTI A TRUMP?

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Ore strane queste e viste da qui. Stando nel Belpaese il fatto del giorno è che – nonostante tutto e lo vedremo – già due bimbi sono stati tratti vivi fuori dalla “bara di ghiaccio” che ha segnato l’acme di terremoto, gelo ed imprevidenza che hanno investito – da agosto – l’Italia appenninica.

 

Sull’altro lato dell’Atlantico alla gioia (!?) del diretto interessato e di circa il 30% dei cittadini statunitensi fa da contrappunto il rancore di coloro che negli Stati Uniti gli avevano votato contro (oltre due milioni di voti in più a favore della pur sgradevole Hillary Clinton).

 

Di fatto i due eventi sono collegabili soltanto per la contemporaneità e naturalmente per l’oggettiva carica emotiva che entrambi hanno al di là di coloro che vi siano direttamente interessati.   Del fatto italiano (che ha giustamente monopolizzato i media nazionali) si potrà – e dovrà – parlare più diffusamente quando – e se – l’emergenza sarà superata.  Nel bene e nel male.    Certamente a noi non paiono apprezzabili né gli spunti giustamente “sciacalleschi” del leader della Lega, il rozzo ma astuto Salvini.   Ma neppure i farisaici appelli all’unità emessi a tamburo battente dai due Presidenti italiani (della Repubblica e del Consiglio dei Ministri).   Insomma un botta e risposta che ci è sembrato di pari rilevanza per l’inconsistenza, la superfluità ed il carattere quasi provocatorio dei due “fronti”.    Il primo mirato a rosicchiare qualche frutto del malcontento, della sofferenza, del peso dei problemi nazionali irrisolti.    Il secondo l’ennesima riedizione di un mix fra la retorica patriottarda ed il “tiriamo a campare” in cui è involtato – sopra una cittadinanza di fatto compiacente o oggettivamente abulica – l’intero Belpaese a partire dalla sua inamovibile, pletorica e rapace nomenklatura.   Politica e non solo…

 

Incazzati (come dice di fatto Salvini), uniti (come invocano gli altri) ma non perché consapevoli, semplicemente perché questa sarebbe la loro indole, sociale e culturale.

E per ora basti… sperando che almeno l’energia elettrica venga ripristinata prima che gli sfortunati abitanti delle zone terremotate vengano decimati dal gelo.  E ci dispiace per i fortunati distributori di elettricità che difficilmente percepiranno bollette e profitti…

 

Intanto arriva da Washington l’eco dell’insediamento del 45esimo Presidente della super-potenza americana.  Un rituale formale rispettato, ma condito per la prima volta da un fiotto populista (lui sì, non i poveracci planetari e nostrani) sparato contro la “cricca” di Washington ed un florilegio di frasi tipo “il potere torna a voi americani”.

 

Nel frattempo e per cominciare, il Ministero del Tesoro viene affidato da Trump  ad un boss di quel noto ente benefattore che è la finanziaria Goldman Sachs, il ruolo di Segretario di Stato (cioè Ministro degli Esteri incaricato degli affari mondiali) ad un ex petroliere, e così via in una velleitaria girandola che da noi si definirebbe come il Consiglio del Rotary o di una loggia massonica…

 

O più semplicemente la risposta alla “rivelazione” di Oxfam (e del Forum di Davos) che un pugno di individui detiene ricchezze – e potere – come svariati miliardi (avete capito bene: miliardi, tipo i quattro quinti dell’umanità) e così deve rimanere.

 

Isolazionista, imbevuto di retorica pseudo nazionale, ebro di paccotiglia “religiosa” così l’esordio bellicoso del Donald…. Poiché “noi siamo protetti da Dio”.   Tronfia riedizione del “Destino manifesto” di oltre un secolo fa…  E’ vero e lo diceva anche un predecessore europeo.   Chi?   Semplice: un sadico imbianchino austriaco, di nome Adolfo Hitler.   Quello di “Got Mit Uns”.  Si è visto e ancora si vede quanto avesse ragione andando ancora oggi ad Auschwitz…

 

Certamente si “sgonfierà”.  E forse lo faranno gli Americani stessi.   A partire da domani. E anche da oggi, viste le manifestazioni già in atto a Washington.

 

Da noi intanto le lingue si lustrano e si continua imperterriti a farneticare della “grande democrazia” americana.

 

Auguri a tutti noi.  Americani inclusi.

 

 

 

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