Flash

09/12/2016

Flash | “SLIDING DOORS”, PORTE GIREVOLI

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Tra i mille (almeno) proverbi di una tradizione – universale ma soprattutto italiana tenuto conto della nostra intolleranza per i ragionamenti complessi ovvero “pallosi” – c’è ne è uno che calza a pennello per l’attuale situazione post referendaria.

 

“Passata la festa, gabbato lo santo”.   E così eccoci qui ad assistere (grazie ad estenuanti e risibili dirette televisive) allo spettacolo delle porte girevoli (appunto: “Sliding Doors”) e soprattutto di quelle ubicate nell’antica residenza papale del Quirinale.   Altrimenti icasticamente denominato il “colle”: un simbolo autoprodotto della sacralità e del mistero che avvolge – obbligatoriamente…- il potere.    Purtroppo da quelle “porte girevoli” non esce nessuna Gwyneth Paltrow e non vi sono episodi di “serendipity” (felici ed inesplicabili coincidenze) quanto piuttosto allusioni continue ad una residenza misteriosa di un immaginario “Conte Dracula”.     Naturalmente scherziamo…

 

Intanto però il fervore partecipativo del 4 dicembre viene spegnendosi in un ritorno in forze dei “tristi eroi” (Presidente Juncker dixit, rivolto agli Inglesi della Brexit…) della nomenklatura politica italiana.  Costoro – dopo aver protocollarmente accettato la sberla del “no” referendario – hanno ricominciato come prima. Più di prima.

 

Dei problemi del Paese (e men che meno del vasto mondo…), della radicale insofferenza dei loro concittadini poco sanno e poco gli interessa.  Il gioco si limita ad una rinnovata lotta di potere attizzata dall’insperata eclissi precipitata sul cosiddetto “homo novus” Matteo Renzi.  Un tizio il cui inarrestabile arrivismo si era miracolosamente (!?)  tramutato in un sorta di vincita della Lotteria di Capodanno del potere.  Ora egli ha perso tutto, vittima della sua stessa incontinenza.   Di più l’idea che si diffonde in questi giorni è quella di tramutarlo (operazione non impossibile considerata la sua natura autistica) in una sorta di segnaposto mentre – tra morti e feriti – si consuma la battaglia per la successione.   La quale dovrà comunque subire un passaggio elettorale.   Quando e come (con quale legge elettorale…) non è ancora dato di sapere.

 

Insomma un vero e proprio caos.  Di più: il caos è destinato ad aumentare considerata la natura della principale “opposizione” agli equilibri esistenti.  Non vi è infatti chi non veda come la centralità – o peggio l’eventuale vittoria – dell’”opposizione” grillina – aprirebbe la strada non già alla rivoluzione democratica bensì allo sgretolamento definitivo di ogni possibile riforma del Paese.   Perché?    Perché non esiste in natura che i demolitori si trasformino in costruttori, perché la democrazia non consiste nel clic dei computer ma – magari – in partecipazione ideale ed elettorale, perché un movimento politico non può dipendere da una società privata e da un ispiratore detentore di un “marchio” (peraltro assai insulso: le cinque stelle…) .  Infine perché sono bastati pochi mesi per capire che l’esperimento di Roma fallisce nell’insipienza e nel ritorno massiccio dei neo-fascisti.

 

In breve ci pare che il passaggio attuale del Belpaese sia dal sinistro al surreale.

 

Altro che “nuovo che avanza” promessoci da Renzi e dai suoi accoliti.   E quanto al prossimo “nuovo” non occorre essere profeti per sentirsi tremare le vene nei polsi.

 

Dunque, per ora, limitiamoci ad aspettare i risultati del “minuetto” in corso. Dove?  Ma sul “Colle” naturalmente.      E non dimentichiamoci di ringraziare l’”inventore” di questa interminabile “transizione pilotata” della crisi nazionale…

 

O, magari, rimproveriamo noi stessi per non avere – in un intero secolo – seguito l’ammonimento di Garibaldi.  “Italiani, siate seri”.

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