Flash

01/06/2018

Flash | SCAMPAGNATA AL COLLE

giardini-del-quirinale

Non è per caso che queste righe non sono uscite nelle interminabili settimane che sono state necessarie per varare il “Governo del cambiamento” (sic).

 

Semplicemente non ci interessava e – soprattutto – non eravamo affamati delle insulse briciole sulle quali hanno banchettato media tanto affamati quanto cinici.  Nonché non molto più consapevoli (all’ingrosso…)di quanto non si sia dimostrato il popolo “sovrano”.

 

E così eccoci arrivati al “giuramento”.  Mentre per domani – oltre alla Frecce Tricolori, i Bersaglieri, le donne soldato e magari la Croce Rossa – un “garden party” d’altri tempi darà il via libera alle grandi vacanze estive.  Naturalmente per chi se le può permettere.   Per gli altri cocomero da Roma in giù e “anguria” dalla Padania alle Alpi.

 

Dunque tutto a posto?  Beh non proprio… A meno che il neo Vice Premier (e Ministro dell’Interno o Ministro di polizia Salvini) non riesca da subito (“siamo ansiosi di operare per gli Italiani…” presumibilmente riducendo la loro asserita dipendenza da psicofarmaci…).    Un’ansia che potrebbe essere placata dall’espulsione in ceppi del “negro” colto a spennare -presumibilmente per mangiarselo – un piccione.

 

Sì un piccione e, dunque, Salvini lo rimanderà (il “negro”…) “a casa”.      E così saremo tutti felici e contenti.  Direbbe l’altro “Dioscuro” (Di Maio): qui si fa la storia.     Tanto per lui – che palesemente la ignora – è un po’ tutto uguale.

 

Francamente difficile gioire o perfino eccitarsi e di più emozionarsi per questa fine della “tre mesi” elettorale nazionale.   Ed ugualmente difficile consolarsi con il profetico invito dell’ex “Homo Novus” Renzi di fare incetta di pop corn per godersi appieno gli inevitabili svarioni (a poco dire…) dell’abborracciata coalizione.

 

 

Fortunatamente il profluvio di commenti delle ultime ore (giorni, settimane, mesi) ci risparmia di tornare su fatti – veri e presunti – del feuilleton post-elettorale. Basterebbe dire: “tanto tuonò che piovve”, oppure la “montagna ha partorito il topolino”.    Ovvero l’eterna “minorità” dell’Italia istituzionale.   E via avvilendosi.   Altro che “populisti al Governo”….

 

Insomma arrivederci a presto.  Con la tranquilla certezza che non saremo noi (e probabilmente con noi i  proverbiali “24 lettori” di questa pagina…) ad aspettarci delusioni – e tanto meno piacevoli sorprese – da questo esito annunciato.     Come pure non ci appassiona il dilemma (inesistente…) sul ruolo “salvifico” operato dall’anziano democristiano e Presidente Mattarella.   Come si dice ha “fatto il suo”, ma il menu resta grosso modo quello dei pessimi ingredienti messi in campo.  In più – arrivati a questo punto – sarebbe bene spazzare via i detriti del non glorioso passato (soprattutto quello prossimo…) della sinistra istituzionale.   Cioè quella che non è stata neppure capace di mettere in campo le “tre giornate” di Porta San Paolo seguiti all’8 settembre.   Lì eroici morituri i soldati dei Granatieri di Sardegna ed il popolo di Roma, qui e oggi il pollaio del Nazareno.    Davvero l’Italia non cambia mai: i “capi” fuggono o se ne fregano.   Restano  quelli (da Melville) che “preferiscono di no”. A qualunque costo.

 

Anche questa volta se ne sono visti pochi.   Vedremo da domani e – per intanto – lasciamo “godere” i vincitori…. della stucchevole lotteria elettorale.    Sarà anche la volontà popolare, ma – come diceva il mio grande vicino di casa, Eduardo – il “bel presepe” a me nun me piace.

 

Vedremo quanto – e come – durerà.

 

Da subito una sinistra certezza ci accompagna: ma che dirà il neo-Presidente del Consiglio agli “altri” grandi del G7 in Canada già nei prossimi giorni.   Chissà se riuscirà ad imitare il vecchio comico Danny Kaye: ventriloquo…

 

Danny lo era di sé stesso, l’avvocato Conte di chi?   Ma che ne sanno?   E che pensavano gli elettori “maggioritari” della “compagine” bicefalmente reazionaria?

 

Chiuderemmo come l’”antico” Mike Buongiorno con il rituale “allegria”.   E tanto basti.

 

 

 

 

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