Flash

05/04/2017

Flash | SARIN E DINTORNI

assad

Per chi non lo sapesse, o non lo ricordasse il “Sarin” è un mortale gas nervino.  Usato in vari attentati (uno in Giappone molti anni addietro) e naturalmente come arma di guerra: soprattutto “civile”, ovvero dai dittatori contro la propria stessa popolazione.

 

Questo è quello che sarebbe accaduto – smentite a parte – nella martoriata Siria ad opera del sanguinario (questo non si può smentire…) dittatore Assad.  L’ometto, figlio del precedente “storico” dittatore Hafez Assad, rimane al cuore della tragedia di Siria forte dell’appoggio della Russia di Putin oltre che naturalmente delle incertezze degli altri Paesi occidentali.

 

Manco a dirlo, secondo Trump la responsabilità del massacro di bambini ricadrebbe sul suo predecessore Obama.  Come e perché non è dato saperlo.   Forse converrebbe interrogare un “esperto” italiano: quel senatore (sic!) Razzi che si è recentemente distinto per una foto che lo immortalava sorridente proprio al fianco dell’orrendo Assad.  E, così, anche l’Italia ha fatto il suo… Grazie Razzi per aver addirittura preceduto l’attribuzione (appena emessa dalla Russia…) dei massacri ad imprecisati “terroristi”….

 

Intanto mentre l’episodio entra nell’archivio degli orrori, il consenso per Trump scende sotto il fatidico 35%: primo record di questa “Presidenza”.    Il che non impedirà al Capo dello Stato Cinese Xi di recarsi “a cena” da Trump nella sua magione di villeggiatura in Florida.    In breve un ritorno costumi e prassi medievali…  E, a questo punto, valgono a poco le dichiarazioni del serio Senatore repubblicano McCain, secondo il quale la lotta all’ISIS non comporta necessariamente la complicità con il sanguinario, sorridente, Assad.

 

Ma questo capitolo ci porta alla constatazione che – ormai – esistono due Americhe.  Una quella di Trump e l’altra quella di un Paese come tutti gli altri.  Nel bene e nel male.

 

Intanto l’attentato islamico di Pietroburgo conferma quello che – ormai – è sotto gli occhi di tutti: cioè che non esistono confini alla “Terza Guerra mondiale”.   Ed è d’altro canto difficile credere che l’appello del solito Trump a “trattare” con la “mina vagante” Nord-coreana risponda alla complessità della febbre mortifera che avvolge il pianeta.   Se mai, sarebbe umoristico un incontro tra Trump ed il sanguinario dittatorino Kim, il terzo della dinastia…. Prototipo dello “Stato canaglia”.  Ammesso che ce ne siano… di “non canaglia”….  Vogliamo dire…

 

Fin qui – tra vivi e morti – lo stato del mondo.   Poi ci siamo noi: alle prese con l’imminente ritorno del “Conte di Montecristo” Matteo Renzi.  Il quale – tra meno di un mese – potrebbe ricevere le “chiavi di casa” del partito di maggioranza (fino a quando?) dell’Italia, il PD.  Sempre più votato all’autodistruzione.   Finalmente…

 

Ma qui ci sarebbe più che altro da ridere.  Sotto il motto: “la situazione è grave… ma non seria”…

 

Infatti ci vorrebbe un collegio di psichiatri, più che di analisti politici per spiegare perché il Belpaese avrebbe bisogno di un ritorno al timone di comando del più inconcludente, arrogante superfluo Primo  Ministro della storia repubblicana.   Ha un bel dire il serio Orlando sulla stabilità che (lui e Gentiloni…) assicurerebbero al Paese: il fascino di una “stamina” da bullo di paese “mesmerizza” la politica italiana. L’inequivocabile verdetto popolare del 4 dicembre viene considerato come “acqua passata”… che non macina più.

 

Più che ad una “allegria di naufragi”, qui siamo di fronte ad un “cupio dissolvi” da drogati terminali.   Farsi del male da soli.    Come del resto testimonia la sbornia grillina, sintetizzabile con l’adagio popolare: “per punire mia moglie, mi taglio i c…”.    E così sia…

 

Buona preparazione alla santa Pasqua.

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