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21/12/2016

Flash | ROSSO NATALE

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La strage di Berlino ci ha richiamato sanguinosamente alla realtà spazzando via quello che – in fondo – era diventato una specie di sinistro “divertissement” all’italiana per le festività di fine anno.

 

Protagonisti l’allampanato e nasuto Sindaco di Milano Sala (campione in carica di unanimismo destra/sinistra… si fa per dire) e l’esile, anzi “assente”,  Virginia Raggi la “fatina” del corposo e fatiscente “nulla” romano.    A loro avevamo dedicato ulteriori informazioni e valutazioni il cui unico scopo era quello di confermare non tanto l’evidente degrado delle due “Capitali” d’Italia (quello lo conosciamo da un bel pezzo) quanto la totale assenza di prospettive positive per l’avvenire.        Di più, siamo sempre al “mangia questa minestra o salta dalla finestra”… In perfetta e funerea continuità da Napolitano a Mattarella…

 

 

Da “Marra Christmas” a “L’oca del Campidoglio” c’era abbastanza da ridere: ridere per non piangere…..    Poi Berlino ci ha indotto a buttare quelle note ed invece a tornare ancora una volta ad un copione che si poteva credere “uscito di cartellone” con la pretesa “sconfitta” dell’ISIS.   Così non era…  E nessuno dei problemi sul tappeto ha fatto un solo passo avanti verso una qualche – se non soluzione – almeno stabilizzazione.   In un paio di giorni – passato appena lo choc Trump – il quadro globale ha virato al peggio: il “mercatino” natalizio di Charlottenburg è solo una citazione d’autore su di un quadro sempre più macabro.

 

Quanto a noi (l’Italia) contiamo così poco che il nostro contributo allo spettacolo globale si limita al patetico duetto Raggi/Sala: quasi un ricordo di quando i film venivano preceduti dal cosiddetto avanspettacolo…   E questi siamo noi con lo sberleffo post-referendario.   “Come prima più di prima” intona la sempiterna canzone sanremese (a proposito: quanto manca a questo “piacevole” rito che ci annuncia la primavera?).

 

Succede così che – mentre Trump anticipa il suo “insediamento” di gennaio con “trovate” di “destra” (tipo nuova Amministrazione composta solo da plutocrati assumendo la diseguaglianza come valore fondante del “mondo libero e felice” a cui apparteniamo…ovvero Taiwan è nostra amica mentre Pechino chi lo sa…) assortite a “sortite” di “sinistra” (gli F35 costano troppo e forse lui li taglierà, ma non noi che non ci spaventiamo per le “spese fatte bene”…) noi in Italia festeggiamo il quarto Governo “cucinato” sul Colle del Quirinale.   Il tema è sempre quello: se la cantano e se la suonano…

 

E, tuttavia, mentre la diplomazia (e soprattutto la cooperazione multilaterale) languono e girano a vuoto (mille gli esempi: da Aleppo salvata o no, all’ambasciatore russo in Turchia ammazzato come “memento”  e via così con sangue noto e soprattutto ignoto…) il macabro spettacolo del caos globale si accelera in vista dell’uscita (finalmente) da questo orrendo anno bisestile.   Superstizione?   Forse, eppure tra morti pubbliche e private il 2016 registra un primato certificato perfino dalle statistiche…

 

Così, mentre stiamo per entrare nel primo semestre del 2017, già voliamo con la fantasia all’imperdibile spettacolo del Vertice annuale di giugno (a sette, a otto?  Con Putin senza Putin?) che si terrà a Taormina, nella Sicilia di Mattarella, ma anche del fantastico neo-Ministro degli Esteri.. l’imperdibile Angelino….

 

Adda passà a nuttata….

 

Ma intanto ci auguriamo che Papa Francesco neo-ottantenne esca dall’attuale comprensibile afasia (ha già detto tutto e forse un po’ di più) e dica – perlomeno a Natale – qualcosa di concretamente ottimista e non sul “fatto” del giorno ma su una forse ancora possibile inversione di una tendenza che è ora senza tema di smentita semplicemente suicidaria.

 

Se la dirà ci potremo costruire i nostri auguri….    Intanto auguri ad Est, a Ovest, Nord e Sud, sopra e sotto.   Ovvero come diceva una intelligente ed anticipatrice commedia italiana (Giancarlo Cobelli)  : “fermate il mondo, voglio scendere”….

 

 

 

 

 

 

 

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