Flash

17/02/2017

Flash | RENZI, TRUMP E… GENTILONI

(ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Il ritorno a queste note dopo circa un mese di disintossicazione in altri climi non può non imbarazzarci.. di più metterci in ansia… tanto più nel trovarsi in un venerdì 17…  Per di più nel neonato 2017 seguito ad un tragico anno bisestile…

 

Ma – tant’è – questo è quello che ci tocca e proveremo,  toccando ferro, a dipanarlo un po’.

 

Cominciamo da Renzi.  Che sia arrivato al capolinea (lui e la sua famiglia a partire da quel padre Tiziano che aveva inaugurato l’”era del figlio” con una vacanza in bermuda fiorentini a Miami degna del più classico cine-panettone…) e potrebbe concluderla in aule di tribunale non pare più dubbio a nessuno.  Tranne forse a lui medesimo e cioè all’unico disposto a credere di avere svolto altro ruolo da quello del becchino di quello che fu il più grande partito riformista d’Europa.

 

Che si scindano, si frazionino, si rilancino interessa solo loro medesimi.  Tanto ormai l’occasione di uscire di scena con qualche plumbea grandezza (come fece decenni addietro il “fratello” francese PCF) è ormai del tutto improponibile e la questione è soltanto quella del “fine vita”. Speriamo solo che duri il meno possibile.. Per loro e per noi…

 

Dunque, a questo punto, auguriamoci che il loro “congresso” sia veloce e breve.

 

Naturalmente l’Italia intanto rimane il “malato d’Europa”.   Eppure – svanita l’”era Baricco” di Renzi e delle sue “girls”– il quotidiano sembra riservare qualche “sorpresa” di vitalità e di sopravvivenza “ultra vires”.  Ovvero la specialità in cui – forse – siamo da secoli i campioni d’Europa. Ne parleremo oltre.

 

Intanto il vasto mondo si sta godendo il trionfale debutto dell’era Trump.  Scintille – e ceneri – dappertutto.  Una specie di Pompei annunciata ben rappresentata dalle “prime donne” (Stati Uniti ed Israele per cominciare) accucciate intorno al caminetto della Casa Bianca. Superfluo esaminare – scacchiere per scacchiere – il caos in atto.  Tanto – e in questo ha ragione lui – non è che prima fosse meglio…

 

Nel frattempo – grazie soprattutto alla stampa statunitense – si cominciano a conoscere i veri contorni del personaggio che – tanto per dirne una – già prima della “liason” con Putin faceva affari con la mafia russa del quartiere newyorkese di Queens.   E c’è dell’altro molto altro come scrive – non smentito – il Premio Pulitzer David Johnston (in Italia pubblicato da Einaudi). Perciò “allacciate le cinture di sicurezza” in attesa degli sviluppi della guerra civile (per così dire) USA.

 

Quanto al Belpaese, forse rinvigorito dalla totale assenza di proposta politica minimamente credibile (o dovremmo continuare a ritenere tale quella del “Wilma dammi la clava” grillino) vive una esistenza in cui la dimensione “politica” ha toccato il diapason dell’inconsistenza….

Con la nomenklatura nelle vesti non di dirigente quanto piuttosto di anticorpo da controllare con il sistema immunitario acquisito in secoli dagli Italiani.

 

Ed infine c’è Paolo Gentiloni del quale si parla con qualche circospezione ed interesse nel vasto mondo: stupito di un Italiano che non strilla, non si produce in scherzi di dubbio gusto, non proclama insulsaggini, è moderato ed educato. Perfino ascolta…  Certo fa poco ma – almeno – contiene guai e pseudo-novità.   E allora viene anche a noi un dubbio: che sia questo – paradossalmente – il “nuovo che avanza”?   E allora – in attesa di improbabili “tempi migliori” – ringraziamolo…

 

 

 

 

 

 

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