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23/06/2017

Flash | PERIFERIA D’EUROPA

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Sarà pure vero che gli indicatori macro-economici segnalano impercettibili movimenti nel quadro economico italiano, ma – oltre al fatto di essere alla coda della non brillante Europa – il Belpaese rimane inerte e senza speranza.

 

Anzi soffuso di sinistri presagi… confermati ad ogni scadenza elettorale. E, soprattutto, tambureggiati da cronache quotidiane e da un’informazione instupidita nonostante i belletti con cui viene presentandosi.  Che sia colpa della “calura” eccezionale è la spiegazione d’ufficio e… beato chi ci crede.

 

Perfino l’enfasi post-terremoto in Italia centrale (ad un anno data…) appare del tutto ingiustificata visti i risultati e – d’altro canto – perché il “teorema Aquila” dovrebbe essere smentito?  Finiti i “pellegrinaggi”, restano le macerie come il famoso masso stradale sgomberato sì in mezz’ora… ma dopo un anno e senza riapertura della strada su cui incombeva.

 

Ma c’è perfino di peggio di questa storica e colpevole inerzia che –in fondo – fa parte del carattere nazionale e potrebbe richiedere secoli per essere modificata.    Intendiamo riferirci al “sistema” dell’informazione (anzi “disinformazione”) che sempre più si dimostra ancillare alla putrescenza della “patria” classe dirigente.   Infatti se solo prendiamo in esame gli ultimi due giorni scopriamo – si fa per dire – che la travagliata inerzia europea sarebbe in risoluzione (miracolo?) anche grazie all’italica lungimiranza….  Questo è il lato roseo del panorama.

 

E via di questo passo…. Manco disponessero di una sorta di “Pravda” sovietica diffusa ed articolata su tutti i media.  Un mistero di supina acquiescenza che forse si spiega anche con il massiccio sostegno governativo alla “libera” stampa.    Per non parlare di quel sempiterno scandalo che è la RAI, oggi pagata in bolletta elettrica da tutti gli italiani che – più che di una televisione – dispongano di una lampadina.

 

In un Paese siffatto che giustifica ampiamente la definizione di “periferia d’Europa” ogni menzogna è lecita.  Tanto dove contestarla?

 

Come ad esempio nella sorprendente euforia governativa per il rinnovato asse franco-tedesco considerato da noi (gli esclusi) come santifico.

Poi due esempi: uno più vecchio ed uno recentissimo di cui sono protagonisti la “libera” stampa e la televisione governativa.  Il primo è la vergognosa intervista “ad audiendum” del neo Direttore di Repubblica al dittatore egiziano Al Sisi svoltasi a caldo all’ombra delle Piramidi all’indomani del certificato strazio di Giulio Regeni.  Qui si mosse un principe del giornalismo per dar spazio al tentativo egiziano di insabbiamento.  Non funzionò, ma l’“assist” fu pronto e vanamente servile.   Ed ora Giulio è entrato nell’archivio mortuario nazionale dove la Patria conserva i suoi eroi.  Consapevoli ed inconsapevoli.

 

Tra parentesi va detto che questa è una consolidata pratica nazionale ed infatti proprio oggi la magistratura certifica che la moria di vecchietti milanese è senza colpa ed il disinvolto e avido chirurgo esce immacolato (come quanti altri? Come i medici che lasciarono morire anche di fame il povero Stefano Cucchi, per altro probabilmente sfuggito ad una possibile lobotomia per assenza in loco di un neurochirurgo) e a cui la stampa fornisce sigillo.

 

D’altro canto perché stupirsi quando perdura l’assenza di una legge applicativa del dettato internazionale anti-tortura. E che scherziamo? Vogliamo privarci della possibilità di svolgere interrogatori “duri”?

Naturalmente mentre si studia il doveroso trasferimento dell’ergastolano Riina al Gran Hotel…

 

Di più a voler essere cinici è un fatto confermato dalla stessa ISTAT che oltre a non produrre bambini (quelli veri….) l’Italia registra una moria di anziani.  Forse quelli che preferiscono mangiare al curarsi.  Ovvero quelli che hanno fiducia nell’eccellenza dell’italica sanità.

 

Meno grave, ma ugualmente irritante l’uso fatto della televisione. E’ di ieri l’inverecondo ed insulso show del redivivo Santoro: due ore con l’aiuto di vari “esperti” per discettare sulle turbe psicosessuali di…  Ma è semplice ed attuale: Adolf Hitler.  No comment…….

 

E, a questo punto, sorge un altro interrogativo: ma perché 240mila euro sarebbero troppo pochi per remunerare – tra gli altri – siffatto sgangherato autoincensamento.  Peraltro condito della “scoperta” del “fil rouge” che lega il protagonista della serata (il Fuhrer) a Trump e perché no a Renzi…

 

E, a questo punto, che vale disporre di più che decenti collaboratori destinati all’ora del desinare (quando le “star” si rifocillano…) come sullo stesso tema storico l’ottima (finchè dura….) Michela Ponzani ed i suoi esperti.  Ma per davvero esperti ed acuti studiosi correttamente interrogati: ma forse (non per noi…) meno telegenici.   Il che lascia il giusto spazio alla Ponzani, che – tuttavia – non farà carriera (non in tv) perché non squittisce, parla in corretto italiano, è intelligente e non è una virago.

 

Il tutto, lo sappiamo non è il centro del problema ma può forse spiegare perché in un secolo e mezzo siamo arrivati ad essere più “periferici” di quando eravamo “divisi”.

 

Forse è la legge del minimo comune denominatore.   E ad applicarla siamo – e continuiamo ad esserlo – noi stessi.

 

Buon fine settimana

 

 

 

 

 

 

 

 

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