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07/10/2016

Flash | PARTONO I TORPEDONI, RENZI RESTA?

canti-dell-emigrazione-italiana

Mentre le piogge autunnali allagano la Roma della giovane Raggi ed ancora non si è spenta l’eco dei complimenti rivolti dall’irsuto Grillo alla nettezza urbana capitolina e ad i suoi operatori (in verità spesso “eroi della notte…”) che avrebbero già compiuto il miracolo (più o meno come le “nozze di Cana e la moltiplicazione dei pani e dei pesci), la settimana si chiude in questo interminabile preludio al referendum più inutile nella storia delle “democrazie occidentali”  (per quelle “orientali” non si sa), con mille piccole notizie danno un quadro sufficientemente chiaro dello stato in cui versa il Paese.

 

Sul fronte del “decoro urbano” chiudiamo con l’irruzione televisiva della pluri-indagata “zarina” del sistema AMA prescelta (lei, solo lei cantavano a Sanremo) per passare dal ruolo “tecnico” a quello “politico” per risolvere una delle piaghe “capitali”.  Ma qui – dopo aver accertato che il capolavoro della signora –più che pulire l’Urbe – è stato ammassare introiti superiori al milione di euro, ci pare che ci sia poco da aggiungere.   Come pure sulla decantata inchiesta di “Mafia Capitale”  c’è ben poco da aggiungere.  E, d’altro canto, l’attuale Capo della Polizia (e spalla del famoso Bertolaso) Gabrielli aveva già affermato in audizione parlamentare che il problema di Roma era il pittoresco ed indisciplinato quartiere del Pigneto.  Nonché qualche centinaio di occupazioni di case (fisiologiche nelle metropoli..) e non una parola degli affitti gratis al centro storico, né sul sistema di incistata e ramificata corruzione     Tanto più che ci si poteva immaginare che il duo Renzi Franceschini (Ministro delegato alla svendita della Cultura…) avrebbero “regalato” il Colosseo all’intermittente imprenditore Della Valle il quale – non potendo salvare l’Italia – si era accontentato del suo passato…

 

Insomma frattaglie che illustrano se non altro il collasso cerebrale del Paese che fu uno dei “Sette Grandi”.

 

Ma intanto fioccano dati ed eventi impressionanti.  Ora si è aggiunta alla moria degli anziani (quelli non morti cercano lidi più propizi e remoti per sopravvivere ancora un po’) con pensioni degne dell’ex Unione Sovietica, la fuga dei giovani.  Appunto non partono più i “bastimenti” dell’emigrazione “storica italiana”: troppe bocche da sfamare.    Ma i torpedoni, quelli diretti nell’Europa “normale”.   Dove gli stessi giovani (come già, nella balzana Inghilterra della Brexit) hanno fin qui vissuto e – più o meno – prosperato.    Invece da noi, le notizie – saga renziana a parte – sono più o meno le stesse.    L’ultima è quella del grande ospedale che offre (gratis) la vista diretta e gratuita dell’agonia di un cittadino al quale erano stati diagnosticati “mesi di terapia”. Dignità della morte? O ospedali italiani come Sbrenica?  Ma vivaddio tutti possono sbagliare…. Prendete il caso Cucchi in cui le verità sono solo al decimo volume.  E, d’altro canto, la Ministra Lorenzin (fiera della sua propria  “riproduzione”) riposava dopo le fatiche propagandistiche del “Fertility Day”…

 

E poi dicono che il Governo Renzi non allarghi la base del suo consenso….  Non solo ma è evidente che soltanto il “no” referendario” potrebbe arrestare la marcia verso il “sol dell’avvenire”  implicito nell’eredità lasciata da Napolitano all’amato pupillo Renzi…

 

Questi intanto tenta di schiacciare (dopo aver prudentemente mandato l’imprudente ed invasiva Boschi in Sud America: samba e maracas….) anche la memoria dell’orrendo D’Alema.

 

Si tranquillizzi: tutti sanno che al “riformatore” D’Alema si possono ascrivere solo i bingo e la “promozione” dei Carabinieri ad “arma separata” delle nostre Forze armate…..   Nessuno ne ha nostalgia se non forse la Segretaria di Stato di Bush figlio: l’adorata guerrafondaia Condoleeza Rice.  E forse Sabrina Ferilli…

 

Potremmo continuare per pagine e pagine e tutti potremmo aggiungere una nuova storia, ma in verità tutti indietreggiamo di fronte all’evidenza di un declino continuo e fin qui ineluttabile che ha il suo centro – e non il suo rimedio – nel “sistema” politico nazionale.  Ed il centro del centro si trova in un Parlamento incostituzionale (lo ha proclamato tale proprio  la Corte Costituzionale…) ed “avvitato” al massimo possibile della propria sopravvivenza.

 

Con il che si conclude che – per una volta – si deve dar ragione a “Matteo chissàquando”: il referendum è il solo modo per aprirci un futuro.    Già. Ma perché sia diverso dal passato e dal presente, è necessario far proprio il motto del famoso “Bartleby lo scrivano” di Melville: “grazie signore, preferisco di no”.

 

Buon fine settimana.

 

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