Flash

17/01/2017

Flash | NON RESTANO CHE GLI OCCHIALI?

Schermata 2017-01-17 a 18.47

Mentre l’attesa per l’intronazione a Washington del “cafone globale” (L’Espresso dixit…) si fa facendo frenetica, costringendo gli aspiranti sicofanti ad improvvisare lodi preventive a mogli e figlie del “Donald”, il mondo e l’Italia proseguono nel loro tran tran.  Quello in cui molti muoiono ed altri si limitano a stringere la cinghia e a depennare speranze ed aspettative.  L’Italia non fa eccezione, anzi – stando a statistiche e previsioni internazionali – con la sua crescita (anzi decrescita…) è diventata il fanalino di coda europeo.   Detto altrimenti i nostri “risultati” sono la metà degli altri.

 

Il boom mille volte promesso dall’ex Primo Ministro, nonché segretario del Partito di maggioranza (ohibò), tal Renzi, non solo non si è realizzato ma è con tutta evidenza impossibile.   Accade così che più lontano verranno tenute le elezioni, più probabile sarà la definitiva scomparsa del Partito ramarro… quello cioè passato dal rosa (moderato riformismo e sostegno delle classi lavoratrici e marginali) al verde scuro del neoliberalismo “fuori tempo massimo”.   Una specialità in cui l’Italia è abbonata da un paio di secoli.

 

Sempre nel frattempo il pugno di potenti della terra (soprattutto quell’un per cento che detiene oltre la metà della ricchezza mondiale) si prepara alla kermesse invernale di Davos.

Difficile aspettarsi che la diseguaglianza globale possa costituire un’ipoteca sulle conversazioni (che si immaginano “fruttuose” per i convenuti): tanto ci penseranno guerre, migrazioni e – alla peggio – le “forze dell’ordine”, ai comandi di governi strabici ed eterodiretti, che faranno il loro dovere.

 

Sul fronte delle “novità” c’è ben poco in questa stracca ripresa invernale nell’emisfero settentrionale (dove siamo anche noi… incredibilmente…) flagellata da un freddo sintomaticamente punitivo.   Dall’Europa – ormai sentenziosamente condannata dal giovane Trump al frazionamento pre-Seconda Guerra Mondiale – arrivano i soliti moniti sul nostro debito e scollamento dai parametri.   In fondo ottima scusante per questo Governo per non dare e magari togliere ancora qualcosa.  Ma a chi?   Forse agli evasori?  Ma neanche per ischerzo: per i soliti noti.  Ed intanto si continua a favoleggiare che l’Italia tiene costituzionalmente ad una imposizione “progressiva” ovvero chi più ha, più dia.   Come infatti si vede….   E non da oggi.

 

Anche qui campioni d’Europa.  Con i famosi proprietari di barche da diporto che dichiarano – indisturbati – mille euro.   Annui.   E del resto il megaevasore Trump è finalmente il modello globale degli “Happy Few” insieme con la sua cafonaggine certamente almeno vestimentale.   Al punto che Putin in persona (pure “amico” suo) lo definì pubblicamente “sgargiante”.

 

E – come sempre – noi?  Che ne sarà di noi?  In fondo pare a noi un errore respingere i “migranti” o interromperne il flusso mortifero (per loro…).  Infatti ci servono a ringraziare Domineddio di essere nati da questa parte del Mediterraneo.   Non più. Né meno…

 

Nel frattempo in un rovesciamento delle alleanze che ci ricordano le grandi pagine di Orwell in “1984” (c’è voluto un po’ più di tempo…)  proprio da Davos arriva in queste ore la presa di posizione del Presidente Cinese Xi: ormai l’unico a difendere la globalizzazione come possibile strumento di diffusione della crescita mondiale e del miglioramento delle condizioni di vita.

 

Così ormai definitivamente tramontata l’era della cooperazione e dell’integrazione concertata. Ed ecco il “risveglio” cinese (avvertito da due secoli da Napoleone a Churchill…) potrebbe paradossalmente aprire un’alba che definiremmo all’ingrosso “social-democratica”…

 

A noi Europei involtolati nel declino (e peraltro “giustiziati da Trump perfino prima di cominciare…) si presenta dunque un’alternativa… dall’Asia.  Certo “impossibile” ma sempre migliore degli “annunci” di rovesciamento imperscrutabile delle alleanze sulla pelle dei popoli descritto da Orwell.

 

Intanto ed infine i media internazionali (noi sulla BBC…) danno la parola al grande guru democratico (sloveno di lingua ma cosmopolita di testa e di cuore) Zizek che mette i piedi sul piatto dell’oggi e denuncia esplicitamente il crollo morale della generalità dei partiti socialisti e riformisti dell’Occidente che nulla possono (e vogliono) contro l’offensiva reazionaria globale.

 

Conclude Zizek con una misura dell’immediato: il cosmopolitismo della tolleranza.

 

Potremmo spiegarlo al nostro Ministro di polizia Minniti?  Bah…

 

Sola nota positiva (!?) l’italiano Del Vecchio si accorda con i francesi – coniugando la sua Luxottica con la francese Essilor – e diventa (lui o noi?) il colosso mondiale degli occhiali. Vedremo meglio?

 

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