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28/10/2016

Flash | NON E’ VERO… MA CI CREDO

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Così recita il titolo di un grandioso film degli anni ’50 (udite, udite…) del secolo scorso, scritto ed interpretato dal “minore” (Peppino) dei fratelli De Filippo affiancato dall’indimenticabile presunto (?!) jellatore Carlo Croccolo.   Quest’ultimo per di più gobbo…

 

Poiché – come ben sappiamo – la storia d’Italia “avanza”, ma non cambia. questo tema dela jella ci è irresistibilmente venuto in mente alla notizia del nuovo terremoto in Italia centrale… e lasciamo a chi legge l’individuazione di chi potrebbe essere il nuovo jellatore del Belpaese… sempre nell’assunto che – come diceva il filosofo Benedettto Croce – si potrebbe scrivere un intero volume per demolire questi pregiudizi ma… lui e noi “non teniamo tempo…“.

 

Dunque ci crediamo.

 

Più seriamente si ricorda che la millenaria cultura cinese associa i fenomeni naturali (catastrofici…) alla fine di una dinastia… L’esempio classico fu nel 1976 il disastroso terremoto di Tangshan (più di mezzo milione di vittime) a cui seguì l’uscita di scena del mitico Presidente Mao Zedong… Chi scrive era lì e si ricorda il “frisson” che percorse l’intero Paese…

 

La nostra “scala” attuale è evidentemente più modesta ma ci aiuta la trama del vecchio film in bianco e nero: con Peppino che si deciderebbe (per auto-conservarsi) a dare in sposa la figlia Rosina proprio allo jellatore gobbo Croccolo.  Insomma una specie di entrismo “trotzkista”… l’ultima ratio.    E indovinate un po’ chi sono gli eroi di oggi…  A caso…  L’obsoleta nomenklatura italiana che si “auto-pratica” una vera e propria cura ringiovanente cooptando un virgulto prodotto da tutte le tare nazionali.  Il fine ovvio è la propria sopravvivenza…  Quanto a Rosina essa è la nostra sfortunata – ma non incolpevole – amata Patria.

 

I protagonisti ci sono tutti.   Gli spettatori siamo tutti noi.

 

E veniamo ai giorni nostri.  Sempre incrociando le dita ed augurandoci che nessuno ci lasci la pelle… Delle condizioni comatose del Paese (con i suoi indicatori, i suoi scandali a getto continuo e soprattutto il triste “mood” collettivo prevalente…) si è più volte detto.  Mentre ferve il lagnoso negoziato di fine anno con l’Unione Europea che ovviamente non può oscurare l’evidenza che il Governo Renzi (si fa per dire) non ha smosso, ma incistato la recessione e l’assenza di prospettive.   Di più ha aggravato il deficit e locupletato imprenditori (“stanchi eroi e suoi riferimenti prediletti…) che ormai tutto fanno tranne che “imprendere”.  Tanto meno sul suolo patrio – e con i lavoratori italiani –. Quanto a Renzi ha dovuto abbassare il livello dei suoi “antagonisti”: ormai siamo a quella macchietta del Balaton di nome Orban….

 

In questo scenario di macerie ferve soltanto il maquillage (pagato da noi cittadini) su di un (presunto) nuovo governo del fare.   Triste ricordo dello “spolpamento” berlusconiano.  Che – almeno – non era triste.  E perfino meno falso del battage che ci propina la (miliardaria) televisione di Stato.   Naturalmente senza contare che il referendum stesso è basato su di un equivoco: che la bozza governativa (approvata certamente da un Parlamento supino, incostituzionale, ed interessato soltanto alla propria sopravvivenza.. parassitaria) contenga una “riforma” e non un maslsano pateracchio.   Di più la vera e propria pietra tombale della nostra malandata democrazia.

 

Questo è il vero contenuto della scadenza del 4 dicembre.  Come è stato autorevolmente detto (professor Zagrebelski?) la conta del giorno elettorale è tra quelli che sanno e quelli che non sanno.     Altro che alba di un giorno migliore….

 

Intanto il destino picchia duro.  E non ci riferiamo ai “pargoli di regime” arrestati per far mescolare colla e cemento.  Quelli ci sono da sempre ma fino ad ora non erano assurti al rango di eroi nazionali.   Ci voleva un Governo di cosiddetta (?!) centro-sinistra….  Ed un giovane, flamboyant leader.    Bel regalo ci è stato fatto. Curare gli acciacchi del Paese a colpi di restrizione dei diritti e trombette propagandistiche.

 

Ancora una volta ci piace citare senza paura di irriverenza il paradosso del vecchio Mao: “Molto il disordine sotto il cielo.  La situazione è eccellente”.    A patto di sapere che fare….

 

Intanto partono i torpedoni per le pensioni al mare.  Lì gli “sfollati” saranno – come diceva dopo il terremoto dell’Aquila il buon Berlusconi – “serviti e riveriti”.    Proprio come i pensionanti borghesi di una volta…   Quanto alla ricostruzione dell’Aquila siamo ancora lì.

 

In sottofondo prosegue la loquela del Premier (!?): questa volta reclama il ritorno dei “cervelli” e rincuora quelli che sono restati…  Forse per non avere dove andare…, più che per avere qualcosa da fare.      A meno di essere figli di, o protetti da…

 

Intanto “non è vero, ma ci credo”.   Voi?   Per intanto ricordatevi di incrociare le dita e pregustate un nuovo bonus partorito dall’ufficio miracoli di Palazzo Chigi.  Udite udite: sta per nascere il “bonus sismico”.  Sarà come il “ristoro” di Banca Etruria? Grazie Matteo.  Non Don Matteo: quello ci piace…

 

Ancora una volta, buon fine settimana.

 

 

 

 

 

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