Flash

06/05/2016

Flash | Non c’è due senza tre

bonnie-andclyde

 

Papa Francesco ha ritrovato la voce e, ricevendo dai leader europei il Premio Carlo Magno (a rotazione andato più o meno a tutti i regnanti del Vecchio Continente), ha messo il dito sulla piaga europea.  Questa Europa che non è più madre, ma “nonna” avvizzita.   Guarda al passato e non al futuro, di più riecheggia il peggior passato: quello dell’intolleranza, della strage intestina, delle contraddizioni esacerbate invece che risolte.

 

Non è una novità.  Siamo quasi ad un secolo dalla famosa lettera del 1 agosto 1917 con la quale Benedetto XV Giacomo Della Chiesa tentava di far cessare il carnaio della I Guerra Mondiale(che tra l’altro aveva già raggiunto il suo scopo di macellare un paio di generazioni d’Europa per le quali non c’era evidentemente “posto” – vi da idee sull’oggi?)  Nasceva così la bella espressione “inutile strage” che – peraltro – si addice a tutte le guerre…

 

Francesco – come è sua abitudine – è partito dall’ovvio per aggiungervi un pizzico di pepe.   Ed è questo che conta: sul passato in cui ha incluso la corresponsabilità della Chiesa (tanto per dirne una l’intolleranza e l’Inquisizione), sul presente descrivendo senza infingimenti l’attuale sterilità della costruzione europea sia come processo interno, sia come fattore di integrazione extra-europea.    In breve crisi interna e crisi esterna: non c’è male…..

 

Musica per orecchie – come le nostre – che non da oggi ritengono che il circo di Bruxelles si giustifica solo se attrattivo verso l’esterno: l’unione regionale che fa da innesco per una più ampia giustificata dalla attuale globalizzazione planetaria.   Sogno?  Non tanto ed infatti puntigliosamente Bergoglio ritorna sulla “questione” immigrazione e movimenti trans-regionali.   Perché di questo si tratta e non – come dicono gli idioti nostrani – di straccioni che vogliono rubarci il nostro cappuccino e cornetto.   E se lo facciano a casa loro….  Come, non si sa…

 

D’altro canto Francesco fa (bene) il suo mestiere, la nomenklatura d’Europa (quasi tutta e non solo quella italiana) non ne ha alcuno e, quindi, si accontenta di mestar l’acqua nel mortaio…

 

E qui da noi ci riesce.  Pensiamo solo alla raffica esplosa negli ultimi giorni nello Stivale: non c’è due senza tre.   Il pirata di droga Pozzallo, il Sindaco di Lodi che si annetteva le piscine, il super-sardo Soru (Tiscali più molto altro e la politica regionale) condannato per giri di milioni di euro Tra Cagliari e Londra senza passare per le grinfie del fisco…

 

Tre casi senza connessione alcuna… salvo quella di avere in tasca come un santino tutti e tre i protagonisti la tessera del PD: un rituale propiziatorio che si sta rivelando assai pernicioso.   E rivelatore di un degrado storico (sì storico) che nessun belletto marca Renzi e/o Boschi può nascondere.      Ma lasciamo questi Bonnie and Clyde ai loro sogni realizzati e diciamo invece un paio di parole sulla saga del giorno: Giudici contro politici, revival del ’92 del secolo scorso (l’arcifamosa mani pulite, la febbre terzana della partitocrazia).

 

Ebbene qui concordiamo con la ritrovata prudenza del giovane Premier: “non c’è complotto”, anzi stiamo calmi.   Infatti non c’è nulla da agitarsi, basta aspettare che finisca la turbolenza.   Infatti semplicemente i giudici (tra l’altro formalmente vincolati all’azione penale obbligatoria) hanno deciso – in vista delle sacrosante vacanze estive – di applicare alcune delle decine di cartacee norme penali che discriminerebbero lecito ed illecito: partendo dai fatti grossi e chiudendo un occhio su quelli insignificanti.   Insomma se rubo l’omogeneizzato per mio figlio che ha una fame che non posso soddisfare  (“stato di necessità”) non mi becco più i cinque anni di galera del recente passato (nell’Inghilterra dell’Ottocento: impiccagione), ma ne becco tre se faccio svolazzare indisturbati oltralpe milioni e milioni di euro.

 

Durerà?  Boh?  Comunque si risparmino, ci risparmino, le iperboli del conflitto tra “poteri dello Stato”.    Lo scenario è ben più modesto, quello vero è – ancora una volta – quello di Papa Bergoglio.  Ci si misuri – se non altro per sopravvivere – con quello e non con questi – pardon – ladri di polli.   Naturalmente espletati i tre – tre – gradi di giudizio.   Sarà corrotta l’Italia, ma alla legalità ci tiene….

Buon fine settimana di primavera.

 

 

 

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