Flash

20/10/2016

Flash | MR RENZI VA A WASHINGTON

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I licenziamenti aumentano, le assunzioni crollano, tracollo delle nascite (dice l’ISTAT): i dati sono pubblici e certificati.   Matteo “Chissàquando” ha trionfato.  L’Italia guidata dal “Premier” Renzi merita un elogio planetario.  E non importa se il Paese si sta “spegnendo”…

 

Avanti tutta, continua così e rimani anche se il popolo per ora ancora “sovrano” (lo dice la nostra Costituzione…) dovesse compiere lo sconsiderato gesto di buttare con il no la tua “riforma” nel cestino.    Davvero valeva la pena di organizzare la ”trasferta” a Washington che la “sua” RAI definisce con un’incomparabile ignoranza ed indomabile piaggeria, “Visita di Stato”.

 

Le Visite di Stato sono altra cosa: “visita di Stato” sono quelle del Presidente della Repubblica ed appunto sono “di Stato”, cioè simbolicamente di un intero Paese e non di una variegata compagnia di giro di comici, amici personali, magistrati prestati alla politica tutti arruolati sotto le insegne del Primo Ministro pro-tempore.     A questo punto le parole di circostanza pronunciate da Barack Obama valgono quanto le chiacchiere dell’aperitivo….   Tranne che su organi di informazione fasulli come il cornetto della colazione….

 

A questo punto si capisce che l’Ambasciatore USA a Roma è stato soltanto un po’ maldestro un paio di settimane fa auspicando la vittoria del “sì” al nostro referendum costituzionale,  ma esprimeva l’opinione della sua Amministrazione.  Ribadita dal “Comandante in capo” di fronte a Renzi.

 

I commenti si sono scatenati.  La verità è più semplice: le Amministrazioni in carica, ancorchè uscenti (di qua e di là dell’Atlantico) preferiscono evitare “novità” e “scombussolamenti”. Tanto più quando a Roma non solo si “obbedisce”, ma si anticipano i desideri di quello che fin qui (per decenni) era stato considerato un “alleato”.   Magari realisticamente “maggiore”…

 

Con Renzi, Marchionne e co. la musica è cambiata: noi fratelli minori, praticamente vassalli, “marca di provincia”, di ennesimo piano.   Non inganni la cena alla Casa Bianca: è un regalo per servizi resi.   Si fa anche con la servitù…  Altro che entusiastica approvazione.   Semmai un bel chissenefrega… purchè stiano calmi…. You know the Italians….

 

Ma allora che c’entra il grande film del 1939 di Frank Capra con un indimenticabile James Stewart (il Mr. Jefferson Smith – tanto nomine – che va a Washington)?  C’entra perché è un caso rovesciato del nostro: un galantuomo difende al Congresso i diritti dei suoi concittadini di fronte ad una speculazione distruttiva (diga, controllo ed uso delle acque) e – alla fine – provoca un “pentimento” nei politici corrotti.   Il bene trionfa…

 

Tranquilli: era solo un film e per di più vecchio come il cucco.   Qui si va avanti a tutta birra nella direzione opposta.  Si mente sapendo di mentire, nel migliore dei casi si inganna sapendo di ingannare e si finisce ingannati da sé stessi.  Dispiace per un Obama che lascia la Casa Bianca in un contesto che più preoccupante non potrebbe essere: “ricambio” completamente sporcificato, divisione interna vicina alla guerra civile razziale, moltiplicarsi (spesso provocato) di guerre e massacri nel vasto mondo, eclissi della cooperazione ed integrazione internazionale.

 

I “buoni sentimenti” che avevano costituito il sostrato della Seconda Guerra Mondiale sono completamente svaporati.  Le aspettative degli anni ’60 e 70 (quelli del Nobel Dylan…) ormai solo un confuso ricordo per anziani.     E da qui verrebbe la “lezione”?

 

Pare a noi che la “lezione” possa essere solo una: la penosa “vacanza” degli Italiani è finita.

 

Se vogliono salvarsi dovranno farlo da soli, in prima persona. Altro che ulteriore svuotamento della rappresentanza e “sacrifici umani” al falso totem della “governabilità”.  A questo proposito bisognerebbe ricordare a Renzi che – mentre lui farfuglia dei troppi Governi in Italia – già alla metà degli anni ’80 del secolo scorso il “New York Times” commentava con il titolo “Italy’s Excess of Stability”.      Non occorre tradurre, basterebbe smettere di fare i furbi con i “gonzi”……

 

Intanto la Clinton continuerebbe a “battere” (nei dibattiti televisivi) il sempre più sconvolgente Trump.  Altri 18 giorni, mentre per noi (meno frenetici…) un po’ più di un mesetto e mezzo… Calma e gesso, si dice.

 

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