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15/05/2018

Flash | MATTANZA TRA ISRAELE E PALESTINA, GRAND HOTEL IN ITALIA

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Sessanta morti a Gaza: civili, adolescenti e perfino bambini.  Tutti uccisi anche con armi da guerra nell’isterica reazione israeliana di fronte alla più che legittima protesta palestinese di fronte ai “festeggiamenti” per l’apertura in Gerusalemme dell’unica Ambasciata “occidentale”:

quella di Donald Trump.   Il massacro è stato definito dai dirigenti israeliani come “auto-difesa”.  Un rovesciamento logico che fa il paio con l’incredibile affermazione dello stesso Trump che l’apertura dell’Ambasciata in Gerusalemme costituisce un passo verso la pace… e la realizzazione del principio “due popoli, due Stati”.

 

Dispiace –ma non sorprende – che alla condanna generale per il massacro manchi – da noi in Italia – la voce di quello che un tempo fu un importante attore al fianco delle rivendicazioni palestinesi: il Partito Democratico.  Di più abbiamo dovuto ascoltare la “dotta” spiegazione della ex candidata di Matteo Renzi al nostro Ministero degli Esteri (tal Lia Quartapelle) la quale – addossando la responsabilità del massacro agli estremisti di Hamas – ha liquidato il problema dell’Ambasciata nella città-chiave di Gerusalemme come l’innocua scopertura di una “placca” commemorativa.

 

Certo un episodio minore, ma che ci fa capire come l’eventuale insediamento del governo “più di destra” in Italia dal dopoguerra (definizione di un incauto e forse pentito estimatore dei 5Stelle, il sociologo De Masi) non troverà alcuna opposizione a sinistra.

 

In verità la ridicola situazione politica in Italia – ormai ridotta alle “porte girevoli” di un Grand Hotel di cartapesta (più Toto, che Lubitsch…) – non si limita a confermare la nostra totale perifericità sulla scala globale ma sembra anticipare caos e disgrazie senza precedenti: ovvero una situazione di fronte alla quale l’esperimento da laboratorio berlusconiano appare più che altro un simpatico ricordo.

 

I continui autoincensamenti del giovane Di Maio (sempre accompagnato dai suoi scudieri tratti dal “Grande Fratello” e co) e le “franche” tirate del capo leghista non riescono più a coprire la “torsione” (a poco dire) a cui è sottoposta la Costituzione parlamentare repubblicana ed il richiamo del Presidente della Repubblica al suo illustre predecessore liberale Luigi Einaudi sono segnali  (apparentemente trascurati dai cittadini italiani tuttavia ormai stufi del balletto tra Palazzi e – chissà perché – studi di commercialisti).  Senza contare il promesso e fantastico “passaggio” per la piattaforma (privata) Rousseau ed i gazebo di contorno.

 

Poi c’è la realtà.  Ad esempio quella di Roma ove – per dirne una – l’”acqua pubblica” grillina è testimoniata dallo smantellamento delle millenarie fontanelle…  Buche, topi, alberi caduti e bus in fiamme.

 

Non basta per capire l’antifona?  Evidentemente no se qualche orfano della speranza (es.: “Fatto Quotidiano”)  ripete incessantemente che questa è la volontà di milioni di elettori.

 

Giusto, appunto…..

 

Terribile dubbio: e se avesse infine ragione l’ex socialista Benito Mussolini con la sua giornalisticamente perfetta definizione delle elezioni come “ludi cartacei”?

 

Comunque auguri a tutti noi.

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