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28/11/2016

Flash | L’ULTIMO COMUNISTA ED IL PRIMO ROBOTICO

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Francamente questa è troppo…      Secondo la più padronale ed ottusa stampa italiana (per non parlare della televisione renziana) con la scomparsa di Castro morirebbe nientemeno che l’”ultimo comunista”.     Dunque, non solo il comunismo come ideologia, corpus dottrinario e politico o – peggio – ipotesi di “ordine” alternativo che del resto sarebbero morti e sepolti da un pezzo ma – per di più -  anche l’ultima immagine umana che potesse ricordarlo o alludervi si sarebbe tolta di mezzo.   Insomma una pacchia per l’”ordine esistente”….   Che non avrebbe più bisogno di legittimazione perché – appunto – l’unico esistente.   Amen.

 

Questo hegelismo da poveracci troneggia in vari articoli e commenti che potranno degnamente accogliere l’imminente tournée italiana di quel nippo-statunitense Francis Fukuyama che festeggiò il crollo del Muro di Berlino (e quello dell’impero sovietico) con l’elaborazione della fantastica teoria della “Fine della Storia”.    Tutti occidentali, tutti liberisti e neocapitalisti.

 

Ovviamente baggianate propagandistiche del tipo degli Achei scomodati dal loro sonno millenario (tal Merlo su “La Repubblica”) per celebrare i militari italiani caduti a Nassirya.  C’è a chi piace questa spazzatura.   A noi no.   Anzi ci piace ricordare che – mentre il Fukuyama godeva delle prime pagine, il povero professor Samuel Huntington veniva sepolto di improperi per aver analizzato con “Lo scontro di civiltà e la costruzione di un ordine mondiale” l’imminente conflitto (conflitti…) sulle molte faglie esistenti sulla Terra e non risolte con alcun progetto unitario.  Cristiani. Islamici, bianchi, neri, gialli (molto gialli e meno… eccetera eccetera).

 

Altro che fine della storia, altro che modello vincente…  Altro che “nulla salus extra ecclesiam” (capitalista, of course, ovviamente) e così – intanto la storia andava avanti (o meglio indietro, a piacimento…).

 

D’altro canto questa storia dell’”ultimo comunista” che se ne va, peraltro intuizione che i “comunisti” italiani avevano avuto almeno un quarto di secolo fa e così si erano imbarcati – prima piano piano e di soppiatto e poi tutti insieme – nel confortevole carrozzone di chi vince ha sempre ragione.   Nel nostro orticello dell’opportunismo italiano solo un insolito Mattarella mandava infatti all’Avana un messaggio di cordoglio commisurato all’evento e al personaggio scomparso.   Matteo intanto continuava la sua psichedelica tournée “elettorale” di consapevoli menzogne.  E di immaginari ricatti….

 

Il punto è che lo sveglio e servizievole (non con noi: poveracci, quidam de populo…) giovanotto del contado fiorentino manco sa delle questioni di cui sopra si parlava.    Lo ha detto chiaro il patron Fiat Marchionne: “lo abbiamo mandato a Palazzo Chigi” per togliere i rottami dai binari e questo lui ha fatto.   Presto e bene.    Crede lui….   E quanto alla morte di Fidel la cosa non lo riguarda…. Anche se – palesemente – si tratta di “rottame” …  fortunatamente autoeliminatosi e così abbassando il livello di eventuali paragoni… Di più per i cattolici (e lui dice di esserlo) ci aveva già pensato Papa Francesco.   Che ovviamente ne sa una più del Diavolo… e sa cosa dire, quando dirlo.

 

D’altro canto il mondo cambia: Fidel esce, Trump entra.     C’è un nesso?  Sì c’è: l’umano chiude il suo passaggio, il “robotico” lo inizia.     E’ il nuovo che avanza.  L’ultimo comunista, il primo robotico.  Il primo (nonché “ultimo” comunista…) fatto di carne e sangue…, il secondo impermeabile ed indifferente: pronto a dire una cosa, un’altra e comunque a fare il suo contrario.  In perfetta autonoma coerenza….. E in più fisicamente gommoso eppure inalterabile con il suo peso ben oltre il quintale.   Non più un prototipo (come il nostro Berlusconi la cui gommosità spaventava se vista da vicino) bensì un modello realizzato e apparentemente inattaccabile: pieno fuori e vuoto dentro.  Da riempire a piacimento.

 

Robotico abbiamo detto e forse perfino di più: inesistente…   Leggevamo molti anni fa un romanzo di fantascienza dominato da un protagonista dittatore, tal Garonna.  Citazione: “Garonna, servo di tutti, servici tu”.  Solo che Garonna praticamente non esisteva se non fisicamente e dietro di lui si snodava una “catena di comando” che arrivava alle abili mani del massaggiatore del primo consigliere di Garonna.

 

 

Un modello che ci torna in mente e ci tormenta in questi confusi tempi.   E allora meglio le cronache di oggi quando dell’ultimo comunista si sa perfino quando perse la verginità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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