Flash

01/04/2016

Flash | L’ITALIA DI GIULIO E QUELLA DI FEDERICA E LE LOCUSTE RENZIANE

Annata delle Locuste - 8

 

Francamente non ci sentiamo di celebrare il 1 aprile.   Anzi: niente scherzi.  La realtà ci pare più che sufficiente.

 

Ed intanto spieghiamo il titolo della nota di oggi.   Lo sapevate che – mentre era in corso al Cairo il martirio di Giulio Regeni – sotto quel cielo quasi sempre stellato che Giulio non vedeva e non vedrà mai più – la ministra italiana Federica Guidi (erede personale di una delle fortune più ingenti dell’Italia Settentrionale e tra l’altro del gruppo Ducati) brindava all’accordo energetico con una delle più feroci dittature del Medio Oriente.   A quanto risulta dalle cronache manco una parola venne spesa intorno alla sparizione del ricercatore (dell’Università di Cambridge) italiano.    E non risulta che l’Ambasciata d’Italia avesse utilizzato la presenza governativa ed il “credito” economico con gli Egiziani per avere un immediato intervento di quel Governo su di una sparizione che non poteva non conoscere.

 

Semplicemente la si fece rientrare… per non “sporcare” la fausta giornata.   Seguì la “melina” che ha permesso a “Matteochissaquando” ( o forse ora medesimo….) di inventare la “verità vera”.   Ed infatti lui ne conosce parecchie di verità…

 

Certo non è una colpa trovarsi nello stesso posto di una tragedia e neppure ignorarla o fare come se non ci fosse… Eppure annichilisce la sequenza successiva di eventi che riguardano i due protagonisti: di Giulio si sa (anzi non si sa…), di Federica invece si sa abbastanza.

 

Colta con le mani nel sacco (intercettazioni di una Procura di Provincia) mentre certificava di aver fatto guadagnare un milione di euro al suo “fidanzato (ohibò) grazie all’intervento positivo di un’altra Ministra – la Madonnina Boschi, sì la figlia del banchiere di provincia indagato come bancarottiere –  sempre sollecita con i poveri, gli orfanelli ed i membri della ghenga del contado fiorentino…

 

E questa è l’Italia invasa dalle locuste renziane e dal cadavere putrefatto di quello che fu il Partito della sinistra italiana, del “popolo lavoratore”: l’Italia di Federica, quella che una volta si definiva l’Italia dei padroni e dei loro accoliti.    Del resto questo è il panorama dalle Alpi al Lilibeo, tutta invasa da locuste che ci fanno rimpiangere il caro vecchio Berlusconi: in fondo era buono d’animo e – oltre tutto – aiutava tante pecorelle smarrite e – potendo – non faceva male a nessuno.    Accontentandosi di sedare un popolo fiaccato dall’odore di marcio e – di fatto – preparandolo al peggio da venire.

 

Ma l’Italia di Giulio?  E’ tutta sedata ed indifferente?     Non proprio però sa, o intuisce, che – come già nelle storie passate – qui c’è ben poco da fare.   E gira il mondo, come da secoli gli Italiani fanno.   Per sopravvivere e per dare un senso alla propria esistenza.    Non fuga dei cervelli, fuga delle anime che non siano “morte”.    Ed intanto le locuste sviluppano quella distruzione non solo economica ma morale: fanno a pezzi la Costituzione, insinuano il servilismo dei lustrini, sparano panzane da far rabbrividire.   La Guidi è un’eroina non una “colta sul fatto” (altro che “servizio pubblico” della politica), la Boschi non c’entra, anzi le si applica il dogma dell’Immacolata concezione.   E via così.

 

Al cittadino comune (il cosiddetto detentore della sovranità…) si regalano le 80 lirette – pardon euro – del mega consigliere del Principe già israelo statunitense Yomar Gutgeld a cui non fu solo donata la cittadinanza ma (dal geniale Bersani?) anche un seggio parlamentare.  Dalla McKinsey (che non è una ONG….) alla legislatura italiana. Là dove già operava.     Regeni emigra, Gutgeld arriva, gli immigrati attentano alla “polenta taragna”.   Se non è questa la “nuova” Italia, quale è?

 

E per finire con il 1 aprile un altro pesciolino, anzi pesciolone.   Il massiccio ex Segretario di Stato Bertone, già “cocco” del serafico Papa Ratzinger, è sempre più sotto le luci della ribalta per aver fatto finanziare la ristrutturazione della sua sterminata “penthouse” (attico principesco) su San Pietro con i quattrini dell’Ospedale dei bambini “Bambin Gesù” (povero Gesù).   Ma in fondo con buona pace del già loquace Papa Francesco che c’è di male se un ex Cardinale vive come l‘anziano patron di Playboy Hugh Hefner.   Ci aveva provato – con l ‘imprimatur di Bergoglio anche l’Immacolata (tanto nomine) Chaouqui.

 

Ma allora in conclusione come condividere con Papa Francesco il sollievo perché non ci sia più Papa Borgia (Alessandro VI)?    Tranne il veleno, a noi pare ce ne siano parecchi e tutti da queste parti.

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