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16/12/2016

Flash | LADRO LUI, LADRA LEI

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Apriamo con questa divertente citazione dal titolo di un delizioso film di Luigi Zampa del 1958, cioè alla vigilia del grande boom che cambiò la faccia all’Italia prima che questa decidesse di avvizzire fino all’attuale marcescenza. Il “lui” e il”lei” non sono ovviamente persone fisiche ma piuttosto le città e la loro decadenza morale e civile.

 

Milano e Roma uniti nella lotta. I mancati Senatori/Sindaci (come prevedeva la famigerata – e cestinata a furor di popolo – “riforma” Renzi/Boschi/Finocchiaro) a capo di Roma e Milano sono da questa mattina alla ribalta criminale del Belpaese.

 

Noi non siamo sorpresi ma soltanto riconoscenti alla magistratura che ha fatto, o meglio avviato, quell’opera di pulizia che la nomenklatura non intende minimamente non si dica “fare” ma neppure immaginare. Come conferma il mostruoso Gabinetto Gentiloni, vero e proprio schiaffo in faccia alla maggioranza degli Italiani. Altro che “uno vale uno”…

 

A Roma – la grande “meretrice” – l’arresto del braccio destro della Sindaca Virginia Raggi, tal Marra, mette un primo punto al dilagare del malaffare (e del collasso) della Capitale d’Italia: la resistenza fin qui dispiegata dall’”improvvida” neo-Sindaca è stata sempre nella direzione di difendere i suoi protetti: dall’indagata (e oggi forse dimesssasi) e promossa Assessora Muraro fino alla trincea per quel Marra che – tra l’altro – raddoppiò in articulo mortis il salario del suo proprio fratello… Eppure nulla è stato sufficiente per far cambiare l’approccio autistico dell’ex praticante dello Studio Previti….

 

Intanto Roma affonda nel degrado e nella sozzura.

 

A Milano, invece, esplodono come i botti di Capodanno gli strascichi dell’idiota (ma variamente profittevole…) operazione dell’Expo gastro-tecno-alimentare. Passata la sbornia di provinciale protagonismo si scoprono via via i reali motivi dell’operazione. E così l’efficiente deus ex machina dell’operazione il neoSindaco Sala rischia di pagarne (colpevole/semicolpevole?) le spese. Anche qui – all’uso italiano – “passata la festa gabbato lo santo”….

 

Questo è il quadro di fondo, ma – considerata la logica autoreferente su cui è stata “costruita” la crisi di Governo – siamo solo al’inizio….

 

E qui – per amor di anedottica – citiamo un po’ di fatterelli alla rinfusa. Tanto per sapere dove siamo… e dove potremmo finire. Innanzitutto l’impatto delle tracotanti nomine governative. Di Boschi e Finocchiaro manco a parlarne: trattasi di sberleffo all’opinione pubblica ed in particolare ai cittadini-votanti. Due casi sollecitano la nostra attenzione: quello della Signora pdssina Paola Fedeli alla Pubblica Istruzione (cioè dell’apparato che dovrebbe garantire all’Italia un qualche futuro) e del “junior partner (come si autodefinisce l’interessato) di questo bel Governo, Angelino Alfano.

 

La prima costituirebbe la risposta del Governo Gentiloni alla crisi della scuola e della ricerca… Peccato che la parlamentare dalla “pettinatura assiro-babilonese” (l’unica sua caratteristica – insieme all’ossessione per le tematiche “gender” ) si sia rivelata perfino priva della maturità liceale. E così – finalmente – il PD ha raccolto il proclama di Lenin (mai realizzato) della cuoca a capo dello Stato.

 

Di Alfano, che palesemente nulla sa del vasto mondo, molto è già stato detto ed ancora più egli ha fatto in campo internazionale. Meno male che la sua scarsa dimestichezza nelle principali lingue veicolari lo terrà al riparo (speriamo) dai rischi. I rischi sono tutti per noi.

 

Nal frattempo – alla faccia del libero mercato – il nuovo Governo lotta contro la Francia per spezzare le reni all’imprenditore Bolloré colpevole di aver assestato un contropiede finanziario al nostro indimenticabile Silvio Berlusconi.

 

Non sorprenda: Regeni non l’hanno né salvato, né gli hanno reso giustizia. Ma guai a chi tocca il nostro caro Berlusconi. Giudichi chi legge. Ed aspetti il giorno delle elezioni… se mai ci saranno elezioni.

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