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12/10/2016

Flash | IL NULLA E L’IMBROGLIONE

renzi-e-brunetta

Oggi nel Parlamento italiano si è svolta una seduta degna delle più patetiche “Batracomiomachie” (la guerra delle rane del profetico testo di Giacomo Leopardi di ormai due secoli fa…..): vi ha rifulso non solo il miserando livello politico ma anche quello culturale che – come è stato rilevato in recenti accurati studi – non raggiunge neppure la metà di quello che era alla Costituente.    Nel 1947….  E i risultati si vedono….

 

Un paio le “perle” di questi parassitari (a nostro modesto avviso….) e tronfi “Padri della Patria”: il Presidente del Consiglio ha aperto la propria replica nel dibattito incentrato sulla politica europea (più che internazionale…)  con una raffica di affermazioni più di repertorio che calibrate sull’oggi e sulle questioni poste, ma soprattutto con insolenze “toscane” rivolte più o meno a tutti i parlamentari (sintesi: parlano a capocchia, mo’ ve spiego e tanto chisse ne frega) culminate con una vera e propria aggressione al capogruppo di Forza Italia.  Il professor (colpa grave… per Renzi) Renato Brunetta.  Il non simpatico parlamentare è stato liquidato con l’appellativo: “Lei è il nulla”.   Semplice e diretto.   Non diverso da quando un altro (opposto a Renzi…) dirigente del PD (il mitico Massimo D’Alema che definì il Prof Brunetta un’ “energumeno in sedicesimo”.  Con ovvia garbata (nei bassifondi…) allusione al suo handicap fisico (in termini di altezza, il gigante dixit, ah ah…).

 

Logico che Brunetta (che tutto è tranne uno che se le tiene pur essendo – come il cinico Cicchitto – uno passato dal socialismo, sia pure “rosa” e “moderno” alla più scatenata e berlusconiana conservazione…) rispondesse per le rime.  Come?     Apostrofando il “Premier” di Rignano con l’appellativo “imbroglione”.   Semplice e diretto.   Con annessa spiegazione esemplificativa perché … “non ha mai dato alcun seguito al suo impegno di istituire una Commissione parlamentare sulle banche.  Incluse e soprattutto quelle popolari.   Come quella cara alla famiglia Boschi (e a varie massonerie): l’Etruria”.   E tanto basti.

 

In verità il dibattito (con l’inverecondo referendum sullo sfondo…) era sull’Italia e il vasto mondo. E lì Renzi ha saltabeccato con la consueta arroganza e vis polemica di “palo in frasca” (davvero il “campione” del maglione vestito plutocrate Sergio Marchionne…): tra gli esempi “il frenetico immobilismo europeo”, i “bambini e le bambine salvati dalle truppe italiane in Afghanistan (già come la somala stuprata con un proiettile di obice diversi anni fa…).

 

Insomma un abbecedario di banalità che Renzi ha ritenuto più che sufficiente per una platea di quel tipo.   Anzi – nella sua logica – si è messo a posto quanto al vuoto pneumatico che avvolge la sua politica estera.   Tanto inesistente quanto servile con i poteri forti e come accompagnatore di tutti gli interessi economici.  Purchè privati.  E purchè completamente svincolati dall’interesse generale e da una qualsivoglia visione del nostro Paese. E di un futuro che non sia ricalcato su rete e rotocalchi, ma frutto di opzioni ragionate e consensuali per il futuro.      Tanto deve bastare per un Paese morto – e che non lo sa – e preparato a tutto dal ventennio del venerato maestro Berlusconi.

 

Sempre che ci sia un futuro.   Così non pare né a livello di vasto mondo (Europa inclusa), né di Italia fuori degli insulsi slogan elettorali.

 

Secondo noi, l’Italia è arrivata “prima” ancora una volta (come già appunto con Berlusconi che si era perfino inventato un “partito” come un gruppo di tifoseria calcistica senza incontrare nessuna ripulsa sostanziale degli altri Partiti “storici” e soprattutto del PD).   E – sia detto tra parentesi – oggi hanno la sfacciataggine di parlare di “populismo”.    Soltanto perché la maggioranza dei cittadini (certo non solo in Italia) non ne possono più di queste inette e prevaricatrici nomenklature….

 

D’altro canto, mentre c’è tempo per approfondire il tema referendario… vogliamo chiarire da subito che – secondo noi – tutto il clamore sollevato dalla invereconda candidatura Trump negli Stati Uniti sarebbe ugualmente giustificato dalla (più furba…) premiership affidata a Matteo Renzi ed ai suoi ispiratori.   Certo qui il “taglio” muscolare, che tanto piace agli americani… con gli Italiani non avrebbe funzionato.   Perciò meglio il “fresco” Bertoldino che i capelli ce li ha tutti.  E pure le basette.  E poi (il che non guasta…) è anche un “imbroglione”.    O almeno così dice il povero Brunetta.   E verrebbe voglia di dargli ragione (a Brunetta…), considerato che le Costituzioni sono il patto fondativo di un Paese (o di qualunque aggregato umano) e non una pozione magica verso un ipotetico futuro.

 

Dal quale Dio ci guardi.

 

 

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