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30/01/2018

Flash | IL “MALIGNO” DALLE ALPI AL LILIBEO

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Prima di tutto due parole sul nuovo scandalo (a poco dire…) dell’industria automobilistica tedesca che, evidentemente non paga di aver taroccato dati sull’inquinamento di alcuni tipi di vetture, è passata alla “dimostrazione” che i suoi motori diesel non fanno poi troppo male…

 

E come lo ha fatto? Semplice: “gassando” scimmie incolpevoli e cavie umane evidentemente disperate.  Alla rivelazione gli animalisti del mondo intero ed anche tedeschi sono insorti ed ovviamente l’imbarazzata Merkel (che avrebbe altro a cui pensare..), con il risultato di aprire per di più lo scrigno delle teutoniche meraviglie ricordando che tempo addietro test di “sicurezza” erano stati condotti avvalendosi di cadaveri umani.

 

Fin qui Oltralpe ma da noi – in attesa che i mandorli fioriscano (dopo Sanremo…)    l’atmosfera si fa facendo preoccupante… anche se meno cruenta. Un piccolo esempio qui di seguito.

Chi scrive annovera tra i suoi affetti un nipote franco-italiano che, forse in omaggio al decantato spirito Erasmus o più semplicemente per coltivare la propria doppia identità o magari – e giustamente – inconsapevole considerandola solo una doppia opportunità o meglio una ricchezza o perfino (ci scusi Salvini e la “razza” italiana) non essendosene accorto, divide gli studi tra Francia ed Italia.

 

Poiché la “fortuna” è notoriamente cieca il luogo prescelto in Italia è la città di Firenze e ciò gli ha permesso un miracoloso “incontro”.  Indovinate con chi?  Io non indovinavo, ma forse voi sì: proprio lui il “Gaulaiter” (vedasi) del Partito democratico.   Il resto è immaginabile: visti due ventenni (di buona famiglia, forse elettori) nel baretto chic il saluto accattivante del Capo è stato immediato.  Seguito per di più da un autografo apposto su… un manuale di diritto costituzionale in mano della graziosa ragazza.  Una sequenza di “serendipity” che ha moderatamente stupito i due, molto più chi scrive:  Infatti la pausa ristoro del “Nostro” mi ha fatto immediatamente pensare – considerata la “Notte dei lunghi coltelli” appena passata dall’ex leader (anzi notte del “suo” coltello) – alla massima di Stalin (avete letto bene) su come non ci sia niente di più piacevole di una bella fumata gustandosi una vendetta. Meglio dozzine di vendette ed umiliazioni a freddo.

 

Ed il Renzi quella mattina ne aveva da gustare ben più di una a stare alle cronache e ai nomi.

Anche vendette immotivate o apparentemente inutili tra falcidie spietate e salvataggi inspiegabili. Tra le prime quella stupefacente del serio galantuomo Luigi Manconi: una per tutte…

 

L’episodio (diritto costituzionale incluso, dati i precedenti renziani) ci ha indotto alla indiscrezione (di cui ci scusiamo con gli interessati), ma induce – in presenza della mortificazione democratica che ci attende tra poco più di un mese – ad ulteriori riflessioni: infatti solo l’attiva presenza del Maligno in tutto lo “Stivale” può spiegare le liste elettorali “suicidarie” approntate dalla nomenklatura politica. Difficile – forse impossibile – trovare premi e castighi se non “morali”, almeno  razionali, ovvero  riconoscimenti ed esclusioni basati su azioni e considerazioni riconoscibili dai cittadini.   Un caleidoscopio impazzito. Il cui “non-sense “ è forse più evidentemente rintracciabile non già nell’indubbiamente suicidario Partito Democratico quanto piuttosto nell’Armata Brancaleone dei cosiddetti Cinque Stelle.

 

Anche qui un solo esempio basti: l’antagonista 5stelle per un seggio alla Camera del Primo Ministro Gentiloni sarebbe un parrucchiere del Tuscolano.  Magari buon cittadino ma inesperto di politica (solo?) almeno quanto il “Capo politico” (sic) del “Movimento”, tal Di Maio.

 

Ebbene se questo quadro allucinante non ci richiamasse la (mancata) vuota profezia di Lenin sulla “cuoca al posto di comando dello Stato” a cui  qui siamo paradossalmente arrivati, il tutto ci confermerebbe che il Maligno si è saldamente insediato dalle Alpi al Lilibeo.  Ed è forse questa la ragione che ha spinto il Renzi a dividere la fida (boh?)  Boschi tra le nevi Alto-atesine ed il sole di Sicilia (candidata a Bolzano e Taormina, da Nord a Sud sic)….

 

Come si dice, l’importante è esserci.  Tanto meglio se il Maligno aiuta, come già si intravede nelle dichiarazioni del già grande alpinista Messner uscito da un decennale riserbo per tessere sperticati elogi alla bella (boh?) Maria Elena.  Siculo, tirolese… appunto.

 

E viva il territorio (!?) degli allocchi. In fondo come dicono: “beati i poveri di spirito, perché di essi è il regno dei Cieli”.     A questo regno, ci pensa il Maligno.

 

 

 

 

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