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19/05/2016

Flash | I MORTI E I VIVI

Marco-Pannella-potrebbe-avere-un-tumore-ai-polmoni

 

La giornata era cominciata male con le notizie della sparizione sul mare di Grecia di un Airbus Egypt Air con diverse decine di passeggeri e di membri dell’equipaggio, è proseguita peggio quando si è saputo che l’energia vitale dispiegata fino a pochi giorni da Marco Pannella era giunta al suo termine.   Nell’uno e nell’altro caso, accomunati solo dal loro carattere luttuoso, sono già partiti i consueti rituali.    Pannella un “leone” della politica (Mr Iperbole Renzi dixit), l’aereo ed il suo contenuto umano un mistero da rivelare e molte ipotesi da avanzare anche a seconda degli orientamenti e degli interessi di ciascun commentatore.

 

Qui diremo poche cose, possibilmente fuor di retorica.  Di Pannella sapevo già quasi tutto quando mi chiamò agli Antipodi della terra dove mi trovavo per ragioni di pubblico servizio: e solo il sapere che mi chiamasse mi preoccupò al punto di lanciare un allarme a tutti i collaboratori.    In verità era una telefonata di cortesia per una questione sua personale: una sorta di garbata segnalazione dell’imminente arrivo per un anno accademico di un suo giovane discepolo.    A cortesia non si poteva che rispondere con cortesia e così gli confidai la mia predilezione per Radio Radicale.   A tutt’oggi la sola emittente italiana che trasmetta – più o meno – tutte le dirette della politica e molte della cultura, senza né tagli, né censure, né opinioni proprie appiccicate.   Ne seguì un suo invito ed un suo “inseguimento” durato almeno un paio di settimane “spalmato” tra Nuova Zelanda  (dove ero), Roma e Bruxelles.

 

Confesso che mi attenni (e forse oggi mi rammarico) alla linea professionale della fuga da quello che mi sembrava un inutile pericolo di contagio.   Quello che mi convinceva lo conoscevo già ed era pubblico, quindi il caso era per me chiuso.

 

Dovrebbe viceversa essere ben aperto per quella vasta platea della nomenklatura politica italiana che per vari decenni lo ha usato come una sorta di ariete o – alternativamente – di spaventapasseri al fine di mantenere quekllo “status quo” che per lui era l’orrore assoluto, ma che al fondo garantiva con la sua stessa presenza.   Solo apparentemente eversiva, qualche volta propulsiva, ma di fatto strutturalmente marginale.

 

Quando c’erano i comunisti (almeno così si autodefinivano) lui era esplicitamente contro, poi aveva iniziato la sua fase matura tutta votata ad un allargamento dei diritti e la rottura della crosta di ipocrisia che tuttora avvolge la società italiana .   Fino all’ipocrita “salto della quaglia” dell’attuale Governo proteso (costi quello che costi in termini di ulteriore disgregazione della società italiana) a conquistarsi un consenso di istanze che Pannella non fece mai proprie nei termini attuali.

 

Lui si autodefiniva un uomo di strada.  Non di trine e merletti, come oggi si usa.

 

Eppure lo faranno diventare un antesignano del “mood” attuale.  E poco male se ne era del tutto estraneo.    Le sue incongruenze erano palesi, senza belletto.

 

E forse per questo gli si rifiutò la nomina a senatore a vita.  Proprio lui che l’avrebbe forse meritato: la sua sostanza era tutta dentro – non fuori – delle istituzioni.    In breve un liberale, non un arlecchino.   A dispetto dell’apparenza.    Altri, molti altri dell’oggi sono appunto dentro questo schema: il rovescio del provocatore Pannella.

 

Il secondo lutto con le sue vittime “accidentali” è ancora tutto da chiarire.  Allo stato attuale l’Egitto ed il suo regime autoritario può solo immaginare il conto che dovrà pagare.

 

 

 

 

 

 

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