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24/04/2017

Flash | FRANCIA. FUSIONE DEL SECOLO TRA ROTSCHILD ED ELISEO

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“En Marche” un trionfo annunciato del peggiore. Quello che l’Italia aveva già conosciuto con Berlusconi prima e con Renzi poi si è pericolosamente avvicinato (in attesa del secondo turno delle elezioni presidenziali) con l’entrata in ballottaggio della “creaturina” della Banca Rotschild e co – tal Macron – a fronte del populismo para-fascista della Le Pen.

 

Così, anche i “cugini” d’Oltralpe francesi potranno godersi quello che noi abbiamo sperimentato in quasi un trentennio: quello della crisi, della decadenza e del massacro sociale sperimentati  dal Belpaese.  “En marche”: verso dove, per che cosa, forse soltanto per il suicidio (eutanasia?) di quella che – nonostante o forse grazie al gollismo – fu la democrazia di Francia.  Hollande se ne va raccogliendo il nulla che ha seminato.  Esattamente come accadrà con la prevista “vittoria” di Renzi alla testa del PD, un “fu-Partito” che uscirà polverizzato alle prossime (quando?) elezioni.

 

In Francia la situazione pare perfino peggiore ove anche si considerasse figura e ruolo del “giovane” Emmanuel Macron: “pulcino” dell’ENA e soprattutto della Banca Rotschild che ne “intuì” (come da noi col Renzi di Rignano i “padri della Patria” Marchionne, De Benedetti e – perché no – Giorgio Napolitano) le duttili, suadenti caratteristiche di trasformismo (prima banchiere, poi militante e Ministro socialista, infine totem offerto all’entusiasmo “popolare”) dell’ambiguo giovanotto.

 

L’unica dote che gli si conosce è l’ambizione del provinciale di buona famiglia, passato per le grandi scuole e gli esami di Stato, aiutato perfino da una (in Francia assai dubitata…) storia sentimentale con la sua insegnante (di vent’anni maggiore di lui) assurta al doppio ruolo di moglie e di ninfa egeria.   “Scoperto” da quell’eminenza oscura del “socialismo” francese, il mitterandiano Jacques Attali, Macron fu introdotto giovanissimo all’Eliseo, poi Ministro di Hollande, infine “inventore” di questa etichetta “En Marche”: che ovviamente non significa nulla…

 

Per chi – come chi scrive – ha avuto il “privilegio” di incrociare ripetutamente il suo padrino originario Attali (già intellettuale originale, poi eminenza grigia di Mitterrand ed infine “stregone” della decadenza d’Oltralpe) non esiste nessuna prospettiva positiva per la crisi francese qualora Macron vincesse il 7 maggio.   Facendo recuperare gli ingenti investimenti assicuratigli dai suoi “sponsor”. Di queste realtà poco o nulla figura nei pateticamente provinciali commenti dei media e della politica italiana.   Pur di “esserci” cancellano l’evidenza che il Macron non soltanto è l’ennesima riedizione di Blair, Cameron, perfino dello stesso decoroso Obama per finire con la punita Hillary Clinton, ma aggiunge di “suo” a questa infelice formula una stucchevole retorica europeista.

 

Dispiace che il candidato “di sinistra” – l’intelligente Melenchon – nonostante premiato da un buon 19% – non abbia fin qui trovato di meglio che invitare chi lo ha votato a trasferirsi – in nome della “coscienza” – nel campo indifferenziato di Macron.    Evitando lo spettro Le Pen…

 

E, naturalmente, esiste la possibilità (come insegna l’apologo del Nobel Saramago in “Saggio sulla lucidità”) di restare in massa a casa il 7 maggio prossimo venturo…

 

Questa potrebbe – allo stato – essere l’unica risposta alla pretesa dei “poteri forti” planetari di imporre la formuletta (ahimé lanciata con la Presidenza Obama) del candidato “fresco” e “progressista”.   Una formula “magica” che gira per tutto il mondo e non solo non funziona (nel senso che rimane le mille miglia al di sotto dei problemi sul tappeto e dei nodi globali, anche guerreggiati) ma finisce per produrre il suo contrario.   Esempio: Trump.  Oggi Le Pen. Quanto ai Francesi di giovanotti al potere ne hanno avuto uno solo: si chiamava Napoleone Bonaparte ed era Corso, cioè Italiano…

 

Insomma si insiste (senza paura del ridicolo…) con un trionfo planetario di impotenza ed auto-allucinazione.     Giova a chi – potendo – vive bene nell’oggi.  E gli altri?  E la stragrande maggioranza?

 

Semplice: come dice il vecchio detto: “Mangia questa minestra o salta dalla finestra”.

 

Buona settimana, buon 25 aprile….

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