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14/12/2016

Flash | FACCE DI BRONZO: l’ITALIA SOTTOPOSTA A TSO

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Credevamo di averle viste più o meno tutte (e quelle che non avevamo viste le abbiamo studiate a scuola…), ma lo squallido spettacolo del voto di fiducia – e delle scelte di governo che lo avevano preceduto rappresentano anche per noi un record assoluto.

 

Di che?  Ma di faccia di bronzo al limite dell’impudenza.  Certamente della provocazione: i perdenti assoluti del referendum costituzionale sono i vincitori siderali della crisi di Governo seguita alle inevitabili dimissioni (da lui annunciate in anticipo…) di Matteo Chissàquando.

 

La logica è stata ribaltata con una piroetta – certificata dal Quirinale – che in Italia non si era mai vista.  Neppure novant’anni or sono con la conquista del potere di Benito Mussolini…  Vediamo perché.

 

Innanzitutto con la raffica di nomine invereconde nella compagine governativa plebiscitata da sé stessa, dalla propria incostituzionale maggioranza (la Corte dixit): di più, l’aver perso la battaglia referendaria è diventato un nastrino di merito, il sigillo dell’”avanguardista”. Altro che Governo-fotocopia, il Gabinetto Gentiloni è una provocazione costruita sotto vuoto spinto, anzi nel mondo immaginario non solo di Renzi e Mattarella ma anche della stragrande maggioranza.  De che?   Ma è semplice: della fatiscente nomenklatura politica.      Delegittimata dal 60% (per ora…) degli Italiani.

 

La promozione “gabinettista” delle due “fate” della sgangherata controriforma costituzionale – Boschi e Finocchiaro – è uno schiaffo in faccia a 19 milioni di cittadini.   Non si pretendeva certo di processarle in piazza per la schifezza prodotta e cestinata dal voto popolare ma – almeno – di metterle da parte visto che la loro presenza al governo non è una scelta di diritto divino ma – almeno dovrebbe – essere sanzionata da una qualche forma di approvazione se non popolare almeno rappresentativa.   Niente di tutto ciò.

 

Non bastasse questo gesto simbolico (simile al piegamento del braccio dal finestrino dell’automobilista prepotente) la promozione di un incompetente Ministro dell’Interno come l’Alfano senior (quello junior si rilassa al lucroso “servizio” delle Poste) al suo massimo livello possibile di incompetenza (la Farnesina).  Incompetenza peraltro già certificata dalla espulsione della signora Shalabaheva (“puttana” russa la definirono gli uomini di Alfano nelle cronache dell’epoca) e della figlioletta di sei anni e “colpevoli” di non essere amate dal dittatore Nazarbahev.   Dunque Alfano è la risposta italiana al caos globale: loro Trump, noi Alfano….

 

Ma, per le facce di bronzo dell’insostituibile (?!) nomenklatura italiana perfino Trump potrebbe rappresentare non una consacrazione bensì un pericolo.   Il grande “affare” (indispensabile secondo la nostra Aereonautica, che non è più quella di Balbo, ma di Cocciolone….) dell’acquisto di un congruo numero di F35 rischia di essere messo in forse.

 

“Costi fuori controllo” proclama Trump… mentre Finmeccanica trema per il rischio di perdere le “briciole” dell’affare in cui è stata (pour cause…) cooptata.   Il tutto ricorda sinistramente e fin dal principio un altro affare italo-Lockheed che coinvolse non solo un Ministro della Difesa ma anche un Presidente della Repubblica.   Auguri preventivi a tutti i fan degli F35…

 

Ma tutto ciò non bastasse è l’atmosfera generale ad essere puteolente e forse senza speranza.

 

A caso…:  Gentiloni esordisce reclamando il “rispetto di tutti” per il leonino coraggio di Renzi (fulgido esempio di coerenza) che dopo aver da buon rodomonte promesso di sparire se avesse perso (ohibò), perso il referendum si è accontentato di ritirarsi nella trincea del PD arpionando a stesso l’intero nuovo Gabinetto.  Ammazza che coerenza…

 

Eppure è così che costoro ragionano: gli indagati per reati comuni sono “eroi” quando si dimettono: ogni principio etico viene calpestato e ridicolizzato.  Il falso vince sul vero e guai a chi si metta di traverso.  Guai a chi affermi l’evidenza di un ex Primo Ministro che ha spaccato il Paese intorno a sé stesso e lo ha inchiodato – in un fiume di false promesse – nella recessione economica e morale peggiore dal dopoguerra.   Che ha percorso centomila leghe (a spese nostre) per omaggiare tutti i “capitalisti” e “signoroni” (meglio se stranieri o “oriundi” per sanare il suo provincialismo).

 

Il 60 per cento di “no” è solo l’antipasto e – se e quando – si voterà, Renzi trascinerà con sé (finalmente!) comunisti, post comunisti, finti comunisti, democristiani della peggior razza. In verità la piccola borghesia – rapace, ignorante e provinciale – dell’Italietta.

 

E gli Italiani resteranno – finalmente – soli: non bastando certo la compagnia dell’armata Brancaleone del “Garibaldi de noantri” Beppe Grillo…    E come disse il neo-Presidente Mattarella nel suo primo discorso: “basta così”.   Ma davvero.

 

 

 

 

 

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