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27/03/2017

Flash | EUROPA: PASSATA LA FESTA, GABBATO LO SANTO

europa

Grazie a Dio ci sono i proverbi… uno giusto per ogni possibile occasione di vita.  E di attualità politica… che – dopo tutto – è vita anche questa.

 

Così non sarà difficile descrivere la kermesse europea tenutasi a Roma – tra Campidoglio e Quirinale – lo scorso week end.  Anzi il solo sabato perché un giorno bastava ed avanzava data l’inconsistenza dell’evento medesimo…  Paragonabile come tutte le scadenze di “calendario” (tipo “i 500 anni di Nicolò Machiavelli”…) ai compleanni delle zie o all’anniversario del matrimonio dei propri genitori.

 

Insomma è passato e non se ne parli più.   Non solo ma meglio (per una volta…) ignorare il ponderoso verdetto del nostro Capo dello Stato (Mattarella) che dall’assise romana vede aprirsi nientepopodimeno che “una fase costituente” dell’Unione Europea…. Quando si dice l’ottimismo della volontà.  Oppure la cortesia forzata di chi ha organizzato un pranzo mal riuscito, ma obbligato.

 

Oltre tutto siamo a due mesi esatti dal Vertice (G7/G8?) di Taormina a fine maggio e lì sì che ne vedremo delle belle… sempre che il biscazziere palazzinaro assurto a leader del mondo (già) libero – ovvero Donald Trump – acconsenta a parteciparvi…  Quanto agli esiti della (auto) celebrazione europea può solo dirsi che è stato rispettato il fondamentale precetto latino “primum vivere”.   Ovvero l’UE esisteva prima della rinnovata firma romana e continuerà ad esistere.  Come e perché non è dato sapere.  Né tanto meno con quale ulteriore finalità.  Accontentiamoci di non essere costretti a seguire (con Salvini e soprattutto con Grillo)  il sinistro precedente dell’Ungheria e della Polonia…   Naturalmente assumendo che gli squallidi candidati presidenziali francesi siano sufficienti a tenere a bada la sempre più minacciosa Marine Le Pen…

 

Così stando le cose, riesce proprio difficile capire il buonumore che pervadeva gli illustri ospiti convenuti a Roma per la più pleonastica delle celebrazioni.   Un buonumore del tipo del paziente che apprende dai suoi medici che certamente morirà: presto. Ma non subito.

 

D’altro canto rimane quantomeno confortante nel caos globale vivere liberamente in uno spazio “europeo” meno angusto di quello sancito dai “confini” ottocenteschi degli Stati nazionali…  Scusateci se è poco, ma per noi Italiani è già tanto…

 

Non è così – e a ragione – per coloro (ancora assai pochi in verità) che pongono al centro della propria analisi e (assai limitata) azione il contrasto a quel “verme” che è la finanziarizzazione (classista) dell’Unione.  Così a Roma, mentre i “leaders” scambiavano convenevoli di circostanza (perfino con l’avvocatina sindaca Raggi…) si svolgevano manifestazioni e perfino un’assise alternativa (antagonista?)  benedetta da personaggi come quel Noam Chomski (già avversario dell’intervento USA in Vietnam…) e Ken Loach (il regista britannico della denuncia di mille esclusioni). Il tutto tonificato dall’ex Ministro greco Varoufakis e dal sindaco tribuno di Napoli De Magistris…

 

Poiché eravamo tra il migliaio di partecipanti all’incontro, possiamo testimoniare come la sensazione era quella di un’impotenza speculare a quella ufficiale della giornata.

 

Non a caso il dibattito (o per meglio dire l’allestimento oratorio) è stato preceduto sul palcoscenico da un’interminabile partita di ping pong tra due virtuosi: uno bianco e uno nero.  Forse una metafora del rispondere “colpo su colpo”.  All’infinito…

 

Quanto agli interventi (appunto da Varoufakis a De Magistris) retorica a parte sembravano ispirati ad una rilettura del “principio di speranza” di Ernst Bloch e la “coscienza anticipante dell’uomo” piuttosto che alla ricerca dell’individuo etico globale di Marc Augé.

 

Per noi che speravamo di ritrovare l’atmosfera di quasi mezzo secolo fa con Herbert Marcuse all’Eliseo la delusione era cocente, anche se non tale da farci digerire il trionfalismo delle autorità di polizia per uno “scampato pericolo” forse più che sventato soltanto immaginato.

 

Tranquilli: nessuna devastazione se non quella – già avvenuta – delle coscienze.

 

E, per connessione, segnaliamo come in Russia il “Davide” Navalnyj risponda con una mobilitazione diffusa all’ultima intimidazione del “Golia” Putin.

 

 

 

 

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