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15/12/2017

Flash | CHERCHEZ LA FEMME

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Quando nel 1854 – avete letto bene – Alexandre Dumas pubblicava la sua novella (“I Moicani di Parigi”) difficilmente avrebbe potuto indovinare il successo che avrebbe arriso alla sua espressione (e chiave narrativa) “cercate la donna”.  E, sia detto tra parentesi, neppure avrebbe potuto immaginare che ai giorni nostri questa frase avrebbe –nientepopodimeno – assunto un connotato “sessista”.

 

Eppure, nell’evidente vuoto di idee più sostanziali con cui siamo confrontati dalle nostre parti, la crisi italiana non esita a ripescarla in onore – non sveliamo un mistero…. – della piacente (ci risiamo col sessismo…) sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, già (o ancora nonostante tutto) Ninfa Egeria  dell’acciaccato leader del Partito Democratico Matteo Renzi.

 

Questi, già forzatamente esule da Palazzo Chigi ma non da un PD tuttora e sempre più intontito, potrebbe forse ora rimpiangere il lusso che si era voluto concedere al momento della sua presa del potere: farsi affiancare da una brillante ed assai fotogenica neo-dirigente politica, appunto la conterranea Boschi.  Affidandole non solo la cenetta “intima” con il suo proprio “modello” britannico Tony Blair, ma anche il duro coordinamento della famosa pseudo riforma istituzionale buttato alle ortiche dal saggio esito popolare del referendum dello scorso dicembre.

 

Purtroppo per il Renzi, così come l’averla affiancata alla cena “ britannica” con Marianna Madia (formula “due più due”…), anche aver fatto “chaperonare” (affiancare) la Boschi dalla veterana Finocchiaro non era bastato…

 

Insomma e per farla breve, la formula “cherchez la femme” è tornata di bruciante attualità: non solo per gli sketch, i lazzi, le voglie più o meno confessate o inventate, ma piuttosto per accompagnare una cronaca politica vuota di contenuti e di fatto ridotta ad isterico conformismo.  Insomma inutile parlare di politica in un Paese già di suo scerebrato.

 

E così mentre Maria Elena ricorre ormai al “grido di dolore” lanciato dalla allora ventunenne Asia Argento di fronte alle avances dell’”orco” Weinstein (era così grosso, io ero così piccola…) anche lei fa sapere di essere stata invitata – alle otto di mattina e da lui solo – dal Presidente Consob Vegas, sfuma la sostanza del problema. Siamo al ritorno del caro antico “Grand Hotel” aggiornato ai tempi dei social… Svaporato del tutto il suo intervento per la “Banca di papà”.

 

Diciamolo chiaro: proprio ora che sta diventando evidente l’inefficienza (solo?) di Banca d’Italia e dei suoi privilegiati “mandarini” nonché lo sconquasso di almeno mezzo sistema creditizio italiano, ebbene non si trova di meglio che rilanciare le querule autodifese della “piccola” Boschi. Della quale il massimo che si possa dire (ripetendo sue pubbliche dichiarazioni) di essere una figlia amorosa.    Ma allora era per questo che era “Entrata in politica”, per di più con vistosi incarichi istituzionali?

 

Non male per una storia iniziata a Livorno nel 1921 (vedasi…): non “ceneri e diamanti”, ma solo ceneri e niente diamanti.  D’altro canto di giorno in giorno si avvicina la fatidica scadenza natalizia e del nuovo Anno.   Elettorale e – purtroppo – privo di qualunque indicazione positiva per il futuro.

 

 

Assai poco per i futuri perplessi elettori.  Forse troppo per gli amanti di letteratura ottocentesca….

 

D’altro canto (e “sessismo” a parte…) anche se la vicenda politica italiana si può soltanto definire come sempre più squallida, possiamo sempre consolarci con l’immortalità della buona (anche se forse “minore”) letteratura.

 

E, dunque, cercate la donna e lì troverete il nocciolo del problema.   Agli uomini spetta il ruolo di vanesi comprimari.  E’ poco, è molto?   E’ vero o è uno stereotipo di un passato ormai solo da archiviare.

 

Considerato che da Bruxelles il nostro dignitoso Primo Ministro Gentiloni trova – in queste  non facili, poco felici ore – il tempo e la voglia di intervenire in difesa  della “nostra” (ma di chi, vivaddio?) Maria Elena. Il dubbio che ci attanaglia è quello di una irreparabile confusione (in Italia…) tra politica e fiction.  Insomma – nel nostro piccolo e senza grandi pericoli  – eccoci qui di fronte ad un “drammone” degno dell’Era Trumpiana.

 

E’ questo il destino – e magari anche la colpa collettiva – di questo nostro sfortunato Paese?

 

Auguri a tutti

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