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10/05/2017

Flash | BRIGITTE, MARIA ELENA, VIRGINIA E LE ALTRE

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Di “nonna” Brigitte Macron abbiamo già parlato.  Altro non si può dire se non che il giovanilismo mediatico della “scoperta” Macron è stato “speziato” con la saggia maturità della sua mentore.   Ben diverse – forse miserabili – le storie che ci vengono dal Belpaese.  Sempre meno bello.

 

Intanto le tre ragazze Rom (due ancora bambine e pare di cittadinanza italiana) bruciate vive a Roma nel camper in cui vivevano.  Un suggello sul processo a chi sui Rom viveva e lucrava con quella Mafia Capitale cara non solo all’ultradestra ma anche al gruppo storico dirigente di Roma (PD) e poi – rieccola – la nostra Maria Elena Boschi.  Definitivamente passata da “Pasionaria” dell’italico “Matteo Macron” (felicissima definizione dell’”Espresso”) a sua spina nel fianco.

 

Le memorie (anticipate) del principe del giornalismo italiano, più volte direttore del Corriere della Sera –Ferruccio De Bortoli – ci dicono che la frenetica Maria Elena avrebbe “suggerito” al vertice del Credito Italiano (UNICREDIT) di “salvare” la famigerata Banca Etruria di cui il “su amato babbo” era addirittura Vice Presidente. Il resto è noto.

 

E questa è una donna “avvitata” all’immagine della “nuova” Italia.  Ora gira col caschetto giallo e (a ricordo della cenetta di intronazione renziana col mentitore Tony Blair) prepara per il Governo italiano (nominalmente guidato da Paolo Gentiloni) l’imminente Vertice G7 di Taormina.

 

Il tutto incrina, se non altro, la fallace idea che – di per sé – la presenza femminile ci trasformerebbe in un Paese moderno.  Vero è che la raffica di audizioni e dichiarazioni del Procuratore di Catania costituisce – come minimo – una rappresentazione della rigidità mentale del sesso maschile…  Il fatto che l’anziano magistrato riduca pervicacemente (ed in contrasto con quanto afferma giustamente e razionalmente il Presidente della Repubblica sul fenomeno dell’immigrazione come opportunità oltre che come dovere etico-politico) il flusso di migranti nel Mediterraneo ad una questione dai risvolti penali, ebbene ciò dimostra che almeno come flessibilità mentale le donne (in carriera…) siano preziose…

 

Tutte?

 

Non proprio e non solo per l’onnipresente Maria Elena.  Prendiamo ad esempio la “romana” Virginia Raggi, già stella rampante del “movimento” Cinque stelle (perché poi cinque e non sette o venticinque?).  Anzi “En marche”…  Addirittura antelitteram…

 

Alla vigilia della storica “operazione ramazza” che Matteo Renzi lancerà domenica a Roma per ovviare (dice lui…) all’inettitudine pulitoria dei suoi concorrenti politici, risorgono i dubbi sulla cara Virginia. Così determinata a difesa del suo Marra e co e così assente su tutto il resto. Curiosamente nessuno dice chi sia e da dove venga Virginia.  Ebbene neppure un mese fa chi scrive apprendeva da una personalità italiana reduce da un lungo autorevole soggiorno a Teheran (Iran, Persia) che la “stella” pentastellata sarebbe in realtà un virgulto di famiglia iraniana “scappata” in Italia alla caduta dello Scià.  “Ius soli” forse (data l’età di Virginia), ma non certo “sanguinis”.  Ed allora – se tutto ciò non è smentito – come la mettiamo con la repulsione extra-europea che caratterizza non solo Lega, destre varie, ma anche i patriottici “Cinque stelle”. Fieri anch’essi dei loro lombi italici,

 

A noi naturalmente non interessa la “non-italianità di Virginia (e nepppure la sua non romanità) ma ci spaventano le sue palesi “difficoltà”.

 

D’altro canto, se Londra è fiera del suo Sindaco pakistano, perché Roma non dovrebbe essere lieta di essere “retta” (si fa per dire) dalla “bella Persiana” (citazione involontaria da Ettore Petrolini…).   E, mentre ci prepariamo per la domenica di ramazza, ci fermiamo qui.

 

Non senza aver rimarcato che (mentre si continua a morire nel Mediterraneo) il saldo dei giovani e non giovani italiani che se ne vanno dal Belpaese  a fronte degli “immigrati” che arrivano nonostante il Procuratore di Catania, pressoché mette i conti demografici (ed in prospettiva pensionistici…) in pari.

 

“Gente che va, gente che viene”.  Così è sempre stato e così sempre sarà.   Almeno finché la nostra specie non deciderà di fare la fine dei dinosauri.  Salvo che qualcuno non si convinca a chiedergli finalmente la sua opinione.  Che difficilmente sarà a favore dell’estinzione.   Magari optando per la consunzione, lo sfinimento….in ultima analisi il caos globale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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